PD a Buccinasco (sinistri compresi): un ripensamento per il bene del paese

Adesso è facile dare per finito il PD: quasi una moda, che viene naturale, quasi banale. Il discorso che riguarda il colosso post-comunista non è così semplice e facile. Un’analisi su dove stia andando può diventare un trattato, cercheremo di semplificare, senza animosità, anche se il comportamento della nostra attuale amministrazione ogni giorno trova motivi di conflitto; sembra quasi che lo cerchi, il conflitto.

In generale si può partire dalla fine  della guerra fredda, con la caduta del muro di Berlino. Quarant’anni fa: il mondo non è più diviso in due, soprattutto diventa superata la concezione ideologica del far politica: la messianica missione di redimere il mondo superando la divisione in classi, perde di scopo e di senso logico, perché la rivoluzione viene dai mercati, dalla globalizzazione.

Basta  mettere in cifre cosa è successo nel mondo  in questo periodo: quanti i paesi sono cresciuti oltre ogni aspettativa, come si è prosciugato il mondo degli ultimi… le centinaia di milioni di morti per fame, denutriti e condannati a deperire in poco tempo! Ci sono ancora, e bisogna lavorare molto perché le diversità fra i diversi continenti si  riducano Insomma la rivoluzione vera verso una società nuova e più giusta la costruisce la globalizzazione, con alti e bassi ma la tendenza prevale.

Senza un’ideologia,  ma anche meno, un’idea di società futura modificata: qualche che sia da trasmettere, da vendere a quelle che erano le masse, adesso un insieme variegato. Non ne è venuto fuori niente; prima di tutto perché non c’era più nulla da proporre. Però la struttura-partito della guerra fredda, granitica e irrobustita contro il “nemico capitalista”, quella è rimasta l’àncora  su cui reggere e difendere la macchina partito.

Non poteva che scivolare verso l’irrilevanza questo apparato che l’ideologia la continuava per finta, con l’unico scopo di governare o partecipare al governo. Le posizioni politiche man mano assunte hanno avuto lo scopo di  sostenere “l’apparato”. Ciò che era stato lo scheletro, robustissimo, venuto su con la guerra fredda.  I sindacati, le categorie sindacali nella giustizia, qualcosa perfino nell’area difesa. Allargate a associazionismo funzionale come consumatori, donne, categorie “deboli” varie.

Naturale che senza il lato finanziario altrettanto robusto la situazione non regge. Il sistema coop, le assicurazioni, le banchette, ecc. Di enti e coop che forniscono multiservice alla P.A. non parliamone. La struttura del PD rimane robusta, solida (nel senso di grande, finanziariamente con qualche scricchiolo) . Il sistema coop resta una cinghia di trasmissione che assume quantità notevoli di personale e di consenso.

Certo che in pochi anni l’apparato di amministrazioni locali “sinistre” è destinato a ridursi e con ciò si allenta la cinghia di trasmissione, si riducono consenso e voti. La tendenza è questa; ad oggi non si vede qualcosa che possa cambiare il percorso. Che però tutto vada in rottami e il PD diventi marginale fino a scomparire non è cosa… non sarà più determinante salvo funanboliche giravolte come un’abbinata PD-M5S.

A Buccinasco invece? Qui non si sono ancora accorti che la guerra fredda è finita. Adottano i collaudati principi del “centralismo democratico”: le dicussioni solo interne ma esternare un’unità granitica decisa da chi comanda. Chi comanda a Buccinasco è tema che non interessa tanto è evidente la cattiva gestione. Qui l’irrilevanza non è tanto lontana come punto d’arrivo, nonostante la condizione dominante in Consiglio.

Un processo di ripensamento passa attraverso il mettersi in gioco fuori dalla capanna PD. La società civile può essere punto di aggregazione nel  quale ricomporre quel tanto o poco di idee che hanno un residuo di attualità (ce ne sono). Liberarsi della torre di latta, fuori  dalla quale a contare sono le idee e le qualità dei singoli, senza il “centro” a decidere, re-imparando a costruire in proprio, in base alle concrete idee e proposte del territorio: non sarà facile. Sbaglieremo, o forse siamo ottimisti (come qualcuno talvolta ci fa presente), ma questo è un percorso che può essere utile alla Comunità, a Buccinasco.  L’irrilevanza alternativa sta alle porte…

  1. #1 scritto da socrate lusacca il 9 luglio 2018 13:43

    Questa riflessione trova attenzione, soprattutto a Buccinasco… ma anche a Roma.
    C’è il solito alias che arriva con la sua ironia provocatoria…. (quindi non pubblicabile)

    il che significa che lui (o i suoi rappresentanti di maggioranza) viene colpito nel segno

    RE Q
 
 

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