Buccinasco: esemplare lezione di democrazia strumentale, che fa a pezzi la Democrazia

Ieri sera il Consiglio chiamato a deliberare su una mozione di sfiducia nei confronti del sindaco, motivata da un fatto specifico:

MOZIONE DI SFIDUCIA NEI CONFRONTI DEL SINDACO RINO PRUITI in risposta alle gravi esternazioni  pubblicate tramite social durante una seduta di Consiglio

Un Consiglio straordinario, dalla convocazione specifica su questo punto, che questo punto deve trattare e non altro. La congrega (non ci viene termine migliore) che ci amministra, ha pianificato il tutto perché di questo non si parlasse. La Democrazia strumentalizzata in modo aggressivo allo scopo, di ridurre, di sminuire, di evitare, il tema in discussione.

Cominciamo con l’uso strumentale delle dichiarazioni (previste dal Regolamento, d’accordo, ma non proprio adeguate e puntuali in un Consiglio straordinario che ha un tema univoco e specifico). Un Assessore che illustra una lettera  comunicato di Di Matteo nel quale il magistrato si dichiara onorato e ringrazia per la cittadinanza onoraria, giustificando con ragioni di sicurezza  la mancata presenza in Buccinasco per la consegna.

Segue il vicesindaco Arboit che chiede un minuto di silenzio per le vittime annegate nel Mediterraneo.  Insiste infine con  una sua dichiarazione il Sindaco, il quale del tutto inopinatamente, impiega un tempo infinito per descrivere tutto ciò che ha fatto la sua amministrazione (niente, naturalmente, tranne il progetto comunicato ieri di rivedere profondamente il PGT copiando temi  di programmi elettorali della minoranza: BucciRinasco in particolare).

Il Presidente del Consiglio Comunale, sulla opportunità e regolarità di  questi interventi non ha avuto nulla da eccepire. Avrebbe potuto invitare coloro che si sono iscritti, visto il contenuto, a posticipare o a riprendere in successivo Consiglio o in altro modo, le loro proposte. Quella su Di Matteo poteva benissimo essere oggetto di un comunicato ufficiale del sindaco; quella sugli annegati nel Mediterraneo, non è una dichiarazione ma una proposta operativa. La prolusione sproloquio del sindaco in evidente conflitto di interesse (personale) sul punto al’odg, per lei va bene!

Della faticosa e parziale adeguatezza al compito da parte del Presidente del Consiglio Comunale non è il caso di soffermarci ora. Ci ha già pensato lei, con una mossa teatrale, spostandosi dalla sua postazione per esprimere, da Consigliere,   la dichiarazione di voto, nella quale di tutto ha parlato tranne che del punto in questione: le esternazioni del sindaco. Si è lamentata delle critiche dagli “attivisti”, a suo dire improprie ma evidentemente pertinenti, che hanno riguardato la conduzione dei Consigli trascorsi ed in particolare dell’ultimo, oggetto del casus belli.

Poi sono intervenuti i Consiglieri: quelli della minoranza avendo tutti la “pretesa” che si discutesse del merito: “LE ESTERNAZIONI DEL SINDACO”; gli interventi della maggioranza, interventi preparati, scritti e da loro letti,   tutti parlando d’altro, accusando la minoranza di sperperare soldi (i 30milioni l’anno di nostre tasse che a fine biancio vanno tra le uscite!) e compiere iniziative sbagliate, per il resto glorificando il sindaco, indefesso lavoratore in municipio; bravo per  il molto che fa (e non si vede), addirittura rinunciando al legittimo stipendio perché si è messo in aspettativa.

(su quest’ultimo punto avremmo qualche dubbio: che un dipendente vada in aspettativa nel caso di un incarico pubblico, è vero e praticato, con corresponsione dello stipendio, se dipendente pubblico. Trattandosi di impresa ora privata, ma già pubblica, quella dove lavora il sindaco, è da ritenere probabile che il beneficio della continuità della retribuzione sia mantenuto. Non siamo certi, ma è probabile che così sia. Che il sindaco, sulle affermazioni del suo Consigliere non abbia precisato, non confermando ma neppure negando, … diciamo che fa parte del suo modo di agire?)

Insomma, con il compiacente agire del Presidente del Consiglio Comunale, tutta la maggioranza e il sindaco hanno parlato d’altro. Nessuno, proprio nessuno ha risposto agli inviti che tutta la minoranza ha posto ogni volta che ha preso la parola. Salvo una faticosa imbarazzata ammissione, sottovoce,  di fronte all’ennesimo invito rivoltogli direttamente: Carbonera ha ammesso che lui quella frase la riteneva sbagliata, che lui non l’avrebbe detta.

Per il resto gli interventi a seguire del sindaco, volti a autoglorificarsi (improriamente ma non è qui il caso di aprire altre polemiche), a irridere e scanzonare la minoranza, perfino a ventilare decisioni successive che interesserebbero alcuni Consiglieri affermando che dal loro voto poi dipenderà il suo modo di vedere (citato a memoria ma la realtà è forse anche più esplicita). Naturalmente senza che il Presidente, quello che il Consiglio dovrebbe tutelare, avessa alcunché da eccepire.

Alla fine il  Consiglio è stato chiamato a votare sul primo punto all’odg. Ma sul primo punto all’odg nessuno della maggioranza ha preso aperta posizione, nessuno ha detto alcunché! (con la volatite eccezione citata). Sentiti i loro interventi si sono approvati il nulla che hanno fatto e il molto che hanno adesso promesso. Questo Consiglio non scade nel ridicolo; ben peggio… siamo allo stravolgimento della Democrazia.

  1. #1 scritto da Adriano Carena il 5 luglio 2018 12:07

    Forza Matteo!
    Non conosco Matteo Carbonera.

    Ho conosciuto il papà ai tempi della prima esperienza con Sosteniamo Buccinasco, che ricordo con piacere sebbene non fortunata.
    Con piacere converso, in incontri sporadici, con la mamma e con la sorella: quest’ultima molto simpatica, aperta, diretta e realizzativa, con una marcia in più.

    Tutto ciò evidentemente non costituisce una valutazione politica, ma sono contento sapere che dalla cronaca del Consiglio di martedì Matteo ne esce come unica voce fuori dal coro un po’ tristo della maggioranza.

    E allora “Forza Matteo!”,
    il PD locale e nazionale ha bisogno di voci fuori dal coro.

    RE Q
  2. #2 scritto da socrate lusacca il 5 luglio 2018 17:39

    La personalità è in fieri, forse.

    Pd e il passato centralista, con la linea emanata dalla segreteria e giù, giù, fino alla più umile sezione del più remoto paesino, lascia incrostazioni che tendono a permanere.
    Prevale ancora, in modo ondivago ma dalla direzione chiara, il legame, il rimpianto, della sicurezza data dal pensiero unico per decenni.
    Quel sistema è chiuso da tempo, ma per chi gestisce, il vantaggio di costruire la struttura mediante la cooptazione genera inevitabili yesman (presupposto che prevale sulle qualità personali)
    La conseguenza l’abbiamo davanti…. a Roma come a Buccinasco.
    Non che da altre parti si vada molto meglio… sembra di assistere a quanto letto sul lungo declino dell’impero romano

    buona serata

    RE Q

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