Gestione del Municipio a Buccinasco: pasticcioni o collusi?

Il giorno dopo il Consiglio Comunale, tanto per evitare che della vicenda il Consiglio medesimo fosse coinvolto, l’equivalente del C.d.A. (consiglio di amministrazione) nel nostro Municipio (assente Palone), compie un atto conciliativo che reintegra un dipendente licenziato in tronco sei mesi fa, con i conseguenti costi, ma soprattutto, in questo caso, con lo smacco per i medesimi amministratori e per tutti i Cittadini.

Il giorno dopo… ma in fretta e furia prima che i costi che capitano addosso al Municipio siano ancora peggiori. Si tratta di una vicenda da repubblica delle banane. Comportamenti di stalking che risalgono al 2009, di cui precedenti amministrazioni non hanno assunto le decisioni responsabili. Il nostro sindaco (e il precedente) hanno più volte sostenuto l’impossibilità per la commissione di disciplina di assumere decisioni fino al compimento della procedura giudiziaria.

Il che naturalmente non è vero: gestire significa assumersi responsabilità che salvaguardano la linearità e regolarità dei comportamenti di tutti gli interessati entro il Municipio. Chi amministra ha il dovere, l’onere, di decidere. Se non lo fa sono inadatti al ruolo, incapaci; vanno messi da parte  se recano danno. È l’onere, il rischio che bilancia il potere di gestire.

Perché il municipio ha sbagliato? Ce lo spiega l’avvocato difensore del Municipio, che rilascia un parere nel quale motiva l’opportunità di chiudere il licenziamento in tronco (si può riscontrare in Albo Pretorio):

… già in data 23.7.2012 era stato notificato a Codesta Amministrazione il decreto di citazione quale responsabile civile. …. (quindi, ndr) … il licenziamento comminto non possa che considerarsi tardivo …. in relazione al termine del provvedimento disciplinare (120 gg… anche a voler considerare ultima data utile il 23.7.2012) mentre alla data del  provvedimento sono trascorsi  900 giorni.

In pratica ci dice l’avvocato del Comune che il provvedimento doveva avvenire nel 2009; che forse (forse…) si sarebbe potuto considerare come data per il provvedimento da prendere la notifica del danno al comune, il 23.7.2012; anche prendendo in considerazione questa data, l’ultimo giorno utile è il 23 Novembre 2012!

Quindi questo parere dell’avv. nostro certifica due errori madornali: UNO l’aver lasciato trascorrere la scadenza utile; DUE l’aver assunto la decisione del licenziamento in tronco quando non si poteva più fare, a Gennaio 2018. Chi ha assunto questa decisione? Formalmente la Commissione di disciplina, la quale però dovrebbe agire su indicazione degli amministratori pro tempore.

Le conseguenze di questi errori di gestione, ognuno lo può intuire, sono molto gravi. Nel nostro Municipio dobbiamo tenerci un condannato in via definitiva per stalking! Con una immagine non positiva  che colpisce tutta Buccinasco e vanifica le tante affermazioni di tutela contro la violenza femminile, che questo procedere rinnova: una sconfitta civile, uno sfregio alla dignità delle donne. Oltre a tutte le spese sostenute per le pratiche giudiziarie, ai costi assunti e da assumere, a quanto altro.

Responsabili di questa figuraccia che si riverbera su tutta la città e i Cittadini sono i nostri amministratori. I quali prima hanno deciso di lasciar trascorrere il tempo utile per un provvedimento, e ancor più poi, hanno deciso, a tempo abbondantemente scaduto,  un licenziamento in tronco da cui adesso devono rimangiarsi la decisione.  Avranno sentito un parere legale? Scritto naturalmente, come quello di adesso.

Lo hanno fatto? Se lo hanno fatto, hanno adesso il dovere di pretendere il danno (il legale sarà assicurato), la rifusione delle spese ma soprattutto del danno d’immagine verso loro medesimi e la nostra città. Attendiamo informazioni al riguardo: sollecite, si spera.

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  1. #1 scritto da Miserabile di Montecristo il 16 giugno 2018 22:32

    Devo dire, in tutta onestà, che la legge in materia di licenziamenti è totalmente a favore del dipendente. Se lo avessero licenziato nel 2012 avrebbe potuto invocare il fatto che il licenziamento era illegittimo in quanto mancava una sentenza passata in giudicato, e mi creda Saccavini, un giudice del lavoro lo avrebbe reintegrato al 99,99%.
    Avendo, invece, atteso la conclusione dell’iter processuale, il licenziamento si prospetta illegittimo in quanto è passato troppo tempo?!?
    Comunque la si giri una fregatura.

    Però, nella mia ignoranza, mi chiedo: ma prima di licenziare il dipendente queste valutazioni non si sono fatte?
    Avevano così tanta fretta di pubblicare un post su facebbok e magari rilasciare un’intervista da non aver avuto il tempo di ponderare la decisione?
    A qualcuno non è venuto in mente di valutare la legittimità del licenziamento?
    Il rischio che il dipendente, facendo ricorso, cosa certa in Italia, avrebbe potuto vincere la causa?

    Non c’è, in questo caso, un danno erariale?
    Sul danno di immagine, stendiamo un pietoso velo, questi sono e questi ci dobbiamo tenere.

    RE Q
  2. #2 scritto da socrate lusacca il 17 giugno 2018 08:54

    Il lavoro nella Pubblica Amministrazione non è un rapporto con doveri e diritti, è uno status.
    Oltre la pensione o la decisione dell’interessato, solo il decesso lo fa venir meno..

    Adesso sembra che può rischiare chi non timbra l’ingresso o l’uscita, oppure ci lo fa abitualmente per altri (ma finora non ho notizia di una decisione conclusiva)

    Ciò detto vale comunque il dovere, l’onere, di chi ha la responsabilità di gestire l’ente:
    è una decisione che deve essere ben ponderata quella di licenziare, ma rientra fra i poteri… tocca a chi gestisce
    NON HANNO DECISO…

    Poi, quando la decisione l’hanno presa, hanno clamorosamente sbagliato…
    (decisione improvvida, interessata: se consigliata da un legale, questi deve rispondere)

    Non lo faranno?
    significa che hanno deciso facendo finta di di essere severi e giusti?
    è probabile…

    chi paga?…. noi cittadini naturalmente

    RE Q
 
 

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