Buccinasco: il Consiglio Comunale decide dei Diritti dell’Uomo

Succede, può succedere a Buccinasco. Due Consiglieri, uno dei quali Presidente del Consiglio, l’altro non riconoscibile dalla firma scarabocchiata e non indicata in altro modo, presentano al sindaco e al medesimo Presidente del Consiglio un odg (VEDI) perché il Consiglio voti che:

    Tutti i Consiglieri si dissocino dalle dichiarazioni dei ministri Salvini e Fontana

Le dichiarazioni in questione sono le seguenti: “per i clandestini è finita la pacchia, devono fare le valigie,  con calma, ma se ne devono andare” (Salvini). “Le famiglie gay non esistono” (ministro per la famiglia Lorenzo Fontana). Queste frasi, estrapolate da interviste prese da giornalisti, nella loro definizione verbale, non formale, non articolata e spiegata nei dettagli, non in Parlamento, nella loro funzione. Eppure a Buccinasco queste frasi vengono messe a giudizio.

Ripetiamo, non si tratta di una posizione politica definita,  ufficiale. Solo di sintesi verbali raccolte e riprese dai media. I Consiglieri proponenti non invitano il Consiglio a chiedere ai due ministri un’espressione formale e articolata che motivi la loro affermazione. Su cosa mai si invita a pronunciarsi il Consiglio? Sull’estratto di un articolo, su cinque secondi di un video? Che logica ha?

Ciò che assemblano come argomenti i Consiglieri proponenti  per supportare la richiesta al Consiglio è un’insieme di giudizi, questi si ideologici, richiamando Costituzione, Diritti dell’Uomo, che con le frasi non hanno relazione specifica. Imbottite di dati espressi a spanna e non specifici (ad esempio i dati degli annegati nel Mediterraneo riguardano tutto il Mediterraneo da Haifa a Gibilterra, da Marsiglia a Alessandria).

Poi entrano nel concreto, nei loro interessi: invitano il Comune a proseguire nelle “politiche di inclusione” cioè a spendere le nostre tasse per pagare le coop di tipo B che prendono i soldi del ministero (sempre nostre tasse) per mantenerli e lasciarli poi girare liberamente per Buccinasco. Forse così si capisce dove va a finire la difesa dei Diritti dell’Uomo.

I due Consiglieri  proponenti possono chiedere al Consiglio di votare ciò che vogliono, anche che due più due fa tre. Il Consiglio poi voterà: la maggioranza del Consiglio potrà attestare che due più due fa tre, e dissuadere il libricino del far diconto all’asilo ne tenga conto. Riteniamo che sia difficile, davvero molto difficile che l’espressione del Consiglio diventi operante.

Una dichiarazione del genere, ove approvata avrà certo qualche rilievo, forse non solo sulla stampa locale più o meno “vicina”, o anche no. Il Consiglio nel suo complesso darà modo di sorridere ai lettori, così come si propongono a considerazioni scherzose i nomi dei Consiglieri firmatari (anche del secondo che oggi non si può identificare).

Non si sono ancora capacitati che il “cambiamento” è al Governo e chi oggi ricopre gli incarichi sono altri, fuori dai riti triti e ritriti che il “vecchio” ci ha ammannito sera e mattina, mattina e sera, per sessant’anni. I valori del “vecchio” bisogna che vengano messi alla riprova della loro concretezza: consigliamo loro di impegnarsi al “cambiamento”, se vogliono contribuire al Paese, perché il “cambiamento” non finisca in un flop, dimostrandolo ai Cittadini, convincendoli che il “vecchio” è meglio.

Pensare di ritornare al vecchio con mezzucci del genere, non funziona. Con tutte le problematiche che questa amministrazione fatica ad affrontare, con le pecche, le magagne che quasi ogni giorno manifesta, con destinazioni di spesa prive di riscontro numerico che le giustifichi, consumando in tal modo i 30 milioni che ogni anno noi di Buccinasco versiamo con le tasse… proprio su queste amenità si propone al Consiglio di discutere e deliberare?

  1. #1 scritto da Miserabile di Montecristo il 11 giugno 2018 13:01

    Suvvia, un po’ più di impegno, occorre un gesto eclatante, scuotere le coscienze, mobilitare la cittadinanza:

    si dimettano e si torni al voto,
    l’indignazione popolare si trasformerà in plebiscito per loro.

    Se così non fosse,
    vorrebbe dire che questi signori non rappresentano più il sentire della gente e quindi è giusto che si dimettano.
    Non trova, caro Saccavini?

    RE Q
  2. #2 scritto da Adriano Carena il 11 giugno 2018 13:07

    Vedremo chi aderirà all’invito di dissociarsi:
    tale gesto è certamente consentito,
    ma si tratterebbe appunto di un gesto, buono al massimo per provocare una polemichetta da cortile.

    Diverso è prendere spunto da quelle frasi,
    che sono state riprese dalla stampa nazionale,
    per sollecitare la continuazione del progetto inclusione.

    Progetto che può piacere o meno alle opposizioni (in Consiglio, ndr),
    che si esprimeranno di conseguenza argomentando nel merito.

    Adriano Carena

    RE Q
  3. #3 scritto da socrate lusacca il 12 giugno 2018 00:33

    Scusi il ritardo, per ragioni familiari…

    In effetti la strumentalità è palese…
    Le motivazioni fuori luogo, non precise e in qualche aspetto perfino incoerenti.

    Il livello di approssimazione è serio:
    un consigliere si firma con uno scarabocchio e il Presidente del Consiglio ritiene di dare ufficialità al documento così com’è, senza precisare…
    perfino questo

    meriterebbero la perdita del potere per palese inadeguatezza,
    ma ciò non è previsto dalle norme e certamente resteranno incollati alla sedia fino alla fine

    staremo a vedere

    RE Q
  4. #4 scritto da socrate lusacca il 12 giugno 2018 00:38

    Ben trovato Adriano,

    entrare nel merito e discutere dei contenuti sarebbe un fare politica
    non locale ma certamente riguardante un argomento importante, che meriterebbe spazi.

    Purtroppo non è questo che si propongono gli interroganti:
    il loro scopo è la condanna, la divisione a prescindere,
    aspirando a porre se stessi come unici tutori dell’etica e legalità,

    ciò che sorprende è che non si rendano ancora conto che questo modo di condurre la proposta politica è perdente…

    matureranno?

    RE Q

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