Pubblica Aministrazione: esempi di ordinario spreco di risorse

L’esempio viene dall’applicazione in forma associata di Buccinasco, Assago, Cesano Boscone, Corsico, Cusago e Trezzano, dei servizi che si riassumono in servizi verso le criticità sociali: prestazioni economiche o di supporto verso soggetti in difficoltà; gestione di strutture residenziali e emergenza abitativa; sevizi di prima infanzia; insomma servizi sociali alle persone.

Attività  che fino a pochi anni orsono ciascun comune svolgeva e risolveva in casa propria, con proprie procedure e metodi. Senz’altro più rispondendi ai bisogni locali, di più immediata reazione, ma pure su numeri che in un comune sono piccoli, in cui la razionalizzazione delle procedure, metodi, concorsi, accessi, ecc. lascia  a desiderare e costa di più.

La logica che ha portato a associare i comuni su aree territoriali più ampie (siamo a 120mila residenti), evidentemente  dovrebbe reggersi su efficienza, costi minori e servizi più sperimentati e sicuri. Con il vantaggio di impegni è costi che possono essere messi a fattor comune, resi intercambiabili secondo le esigenze, ecc. Quella della regione è una logica funzionale, ma c’è di mezzo la buorocrazia della P.A.

Questi gli intenti di chi ha proposto questo Piano di Zona (se non andiamo errati è una legge regionale). Abbiamo ricevuto  da poco un contratto di convenzione fra i comuni interessati (VEDI). Da incorniciare, perché basta la semplice lettura per poter dedurre quanto segue.

Ciascun comune prosegue in casa sua con i suoi criteri; il personale coinvolto rimane interno al comune e lavora come prima; in questo modo, chi svolge la funzione di gestione del Piano di Zona, che viene chiamato Ufficio di Piano?  La risposta data dai comuni, tutti d’accordo, è nominare delle persone che devono essere assunte: 124mila euro… l’anno. Ripartite in base ai residenti (non al numero dei servizi!) per cui Buccinasco mette lì il 27%, pari a 28.566 euro l’anno.

In cambio di cosa? di niente. Perché i compiti dell’Ufficio di Piano sono solo organizzativi e propositivi, ma solo se c’è l’” impulso dell’Assemblea dei Sindaci”. Insomma UdP non ha neppure capacità di iniziativa. Sembra di capire che si andrà avanti come prima: ogni comune che fa ciò che ritiene utile in casa sua. Le singole gare e assegnazioni, le modalità e criteri di erogazione e di spesa, le decide il singolo comune a casa sua.

Poi però viene steso un Documento di Piano ove si progetta tutto di tutto, come si volesse fare sul serio; che resterà carta scritta, è da credere.  La carta dimostra la volontà formale di attuare una cosa che in qualche modo corrisponde alla norma che l’ha istituita. Ma la convenzione fra i comuni non assegna all’Ufficio di Piano alcun potere, proprio niente: solo lo stipendio.

Si badi che la questione riguarda i comuni associati, non la sola Buccinasco. Adesso si stanno lustrando di aver ridotto l’orario in cui si può giocare alle slot machine (mangiasoldi), cosa che ha visto concordi, su loro “impulso” i sei comuni associati. Un esempio di come qualsiasi iniziativa da sopra venga vanificata dall’autonomia dei sottostanti che continuano a fare ciò che loro pare.

In una struttura efficiente, in sei mesi si faceva un sistema informatico che gestisce centralmente tutto, con un responsabile, la ripartizione dei costi in base agli utilizzi. Invece….. Sono anni che si va avanti così… Una legge che ipotizza maggiore efficienza ma riduce la decisione  di ogni sindaco, subordinandola a ciò che è meglio. Ecco che arriva l’auto-convenzione nella quale con l’invenzione dell’”impulso dell’assemblea dei sindaci”, ognuno ha sostanzialmente il diritto di veto.

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