Italia Germania: ragioni e torti. Ma anche una lezione per casa nostra

Passati dieci giorni dal Contratto di Governo, si può cominciare a compiere una riflessione su quanto succeduto e sulle reazioni internazionali che ne sono venute. Come nostra capacità, abilità, o  se si vuole deduzioni logiche ma prive di riscontri, cercheremo di darne una nostra lettura.

Partiamo dalla stesura del Contratto, che avrà coinvolto un insieme limitato di persone, ma pur sempre consistente (facciamo un centinaio) fra protagonisti, suggeritori, fino a trascrittori e passacarte. L’Italia non è un paese secondario. La sua importanza globale è riconosciuta dal PIL e dal debito pubblico. La guerra fredda è finita ma i servizi segreti sono sempre indispensabili.

Sarà casuale ma la stesura ormai definita del Contratto di Governo, arriva dalla redazione americana di Huffington post, che pubblica la sera del 14 Maggio la bozza del Contratto, con data dello stesso giorno, h 16.40. Poche ore dopo la conferma dai contraenti sulla veridicità del documento, condita dalla dichiarazione che si tratta di un testo superato in due sedute successive. Cosa contiene quel testo?

(ilfattoquotidiano) richiesta alla Bce di cancellare 250 miliardi di debito pubblico all’Italia. ……. E’ quanto contenuto in una prima bozza del contratto di governo a cui stanno lavorando Lega e M5s e pubblicato in esclusiva dall’Huffington post.

(ilgiornale) Oltre ai “punti chiave” presentati in campagna elettorale, …… la bozza tira fuori temi del tutto nuovi come l’idea di chiedere alla Bce di 250 miliardi di titoli di Stato che l’istituto di Francoforte avrà in pancia alla fine del quantitative easing. “La cancellazione del debito – si legge – vale circa 10 punti percentuali”.

Cosa vuol dire questa posizione nel Contratto (su cui sembrano concordare pienamente i contraenti)? Negli ultimi 7 anni l’Italia ha emesso debito pubblico (bond) che è stato acquistato dalla BCE (dall’Europa), allo scopo di contenere le speculazioni sull’euro, soprattutto mantenere basso il nostro costo in interessi. È un debito dell’Italia, degli italiani, verso 28 paesi europei, che noi ci siamo impegnati a rimborsare alle scadenze.

In base a quale ragione i 28 paesi dell’Europa dovrebbero rinunciare a essere rimborsati da quanto ci hanno prestato? Il Contratto di Governo non lo dice. Un’affermazione di questo genere equivale a dichiarare bancarotta, default, fallimento, con conseguente uscita dall’euro. Naturale, obbligata la smentita che l’uscita dall’euro non c’è più…

Certo: scoperto il testo scritto si sono affrettati a dichiarare che non intendono uscire dall’Europa. La Lega a cancellare la scritta BASTA EURO… Mettiamoci nei panni di Bruxelles e degli stati europei: credono al testo scritto o basta a rasserenarli la smentita? se si riflette,  si possono capire le reazioni europee. Comprensibili anche i giudizi da quaquaraqua rivolti a chi oggi legittimamente in Europa ci rappresenta, quindi a tutti noi.

Molto meno giustificabile  la vera e propria campagna anti-italiana con venature anche razziste da parte di media tedeschi. Qualcosa di simile alle reazioni emotive da social network, che sono rivolte all’Italia paese, agli italiani. Vero è che chi ci rappresenta è legittimato a farlo dal risultato elettorale, ma che tutti gli italiani si identifichino in questo comportamento è molto dubbio.

C’è da dire però che sulla proposta, il “quarto potere” dei media ha bucato clamorosamente, lasciando correre. Ancora adesso sull’argomento nessuno che chieda conto, a chi l’ha fatta, di questa ventilata proposta, di non pagare l’Europa dei soldi che ci ha prestato. Ennesima dimostrazione di servilismo verso il nuovo non ancora insediato.

Quando mai la smetteranno di fare i pennivendoli un tanto al pezzo, sempre più svalutati e sempre più servili? Hanno così contribuito a dare del nostro paese l’immagine di inaffidabili sugli impegni e la parola data. Ancora ieri ecco come, in materia, si esprime il nostro vice Presidente del Consiglio:

«Vogliamo far tante cose, dal reddito di cittadinanza all’abolizione della legge Fornero», ha ammesso il ministro, «e i soldi per far questi provvedimenti li prenderemo andando ai tavoli europei. Ce li prenderemo lì perché abbiamo gli uomini per essere trattati alla pari con gli altri Paesi europei», ha continuato.

I PAESI, TUTTI I PAESI, I DEBITI LI PAGANO
QUELLI CHE ASSUMONO GLI IMPEGNI SERIAMENTE
L’ITALIA E’ UN PAESE SERIO?

  1. #1 scritto da Andrea D. il 5 giugno 2018 12:52

    Caro Luigi, il mirabolante contratto di governo è pieno zeppo di promesse una più costosa dell’altra.

    Per realizzarle occorrono soldi che
    o si trovano tagliando le spese esistenti – cosa estremamente difficile, lunga e laboriosa, che crea malcontento e ostilità nelle persone colpite (un po’ tutti, non ci si illuda che toccando qualche piccola casta si possa risolvere il problema) –
    o si fanno nuovi debiti, potendoselo, però, permettere.

    E qui sta il nocciolo della questione: l’Italia, col debito che ha, non può permettersi di fare deficit incontrollato pro-ciclico
    (quando l’economia è in recessione, i governi tendono a spendere più di quanto incassano per sostenere l’economia e non aggravare la recessione, ma quando, invece, c’è la ripresa dovrebbero mettere fieno in cascina, perché altrimenti alla successiva recessione si trovano spiazzati e fanno crack).

    Ecco allora fantasiose teorie, peraltro non nuove (Renzi stesso parlava di andare a battere i pugni in Europa), per ottenere dagli altri quello che non riusciamo a fare per conto nostro.

    Crediamo davvero che in Europa siano così gonzi da finanziare le nostre spese più o meno pazze?
    Noi con la Grecia l’abbiamo fatto?
    Col piffero!

    Siamo intervenuti a fronte di pesanti manovre di aggiustamento dei conti
    (ve le ricordate le proteste di Syriza e dell’indomito, poi domato, Varufakis?),
    come è giusto che sia!

    RE Q
  2. #2 scritto da socrate lusacca il 5 giugno 2018 23:42

    La Grecia è cosa molto più piccola dell’Italia, ma il paragone di Andrea è pertinente.

    Fa anzi venire alla mente alcuni aspetti dell’intervento della troika, che ha finanziato Atene
    perché potesse pagare debito pubblico in eccesso,
    fra cui quote rilevanti sottoscritte da Berlino e Parigi,
    che hanno incassato anche quote di interessi
    (sostanzialmente anticipate dall’Europa e FMI, perché le banche “strozzine” non perdesero)

    Non siamo la Grecia, ma la dimensione del debito non è tranquillizzante.

    In Italia abbiamo una robusta e capacissima classe di imprenditori, imprese e commercianti,
    che permettono al paese di stare in piedi..

    Stiamo attenti a non gravare ancora di più sul sistema produttivo, quello che produce la ricchezza vera.

    RE Q

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