Amianto: in Commissione bilancio, si parla di quanto bolle in pentola

Non abbiamo capito perché ma non importa. All’ordine del giorno (28 Maggio) nella commissione bilancio vi era la variazione al bilancio n.2 con una serie dettagliata di elementi , fra  iquali la questione amianto non è prevista. L’Assessore alla partita anticipa tutti e vuole illustrare un’ipotesi di riduzione degli oneri di urbanizzazione per venire incontro ai costi cui saranno chiamate le imprese.

Cosa ragionevole in linea di principio. Si tratta di un intervento fisso (20% di minori oneri), con l’effetto distorcente che il grosso del beneficio lo avranno gli immobili più grandi, le piccole sistemazioni (ad esempio il tetto di un garage), avranno un minor onere poco significativo, mentre il costo, ancorchè basso potrà incidere di più.

La quota maggioredegli interventi riguarda immobili produttivi dismessi; il che porta a riflettere su un territorio disomogeneo che deve trovare un impegno di sistema. Questa faccenda non può rimanere così com’è: va messo ordine. decidendo spostamenti e cambiamenti che portino a una divisione più ordinata fra zona residenziale e aree produttive, magazzini, ecc.

Oltre a questa modifica che interessa tutti coloro che si trovano col problema amianto da risolvere,  vano segnalate altre due aree di intervento:  la prima riguarda un riievo del territorio che ispezioni con metodo lo stato della situazione, indicando un indice di degrado più attendibile, facendo uso di fotgrammetrie aeree mediante droni. Gli interessati ne tengano conto.

Infine attraverso gli oneri di urbanizzazione raccolti si andrà anche a costituire un fondo comunale che possa incentivare gli interventi di protezione dal carattere conservativo. All’uopo verrà predisposto un Regolamento che ne definisca la gestione e le modalità di accesso in rapporto alle diverse situazioni che si potranno presentare.

Altra novità formale che ha la sua importanza riguarda la sanzinabilità, che avviene con effetto immediato, essendo la norma dal carattere regionale, in vigore dalla fine 2017. Questo provvedimento immediato riguarda le situazioni difformi dal reale: coloro che non hanno dichiarato nulla ovvero che hanno effettuato dichiarazioni non conformi a quanto rilevato. Il provvedimento è a favore della regione.

Il Comune infine, di fronte a comportamenti di resistenza passiva, obbligano il comune a intervenire  mediante ordinanza e procedere fino alla procedura esattiva. Eventuali imprese cessate o in dissesto rischiano di diventare un costo economico per il Comune, per messe a norma e mancati incassi.

Infine un problema che viene sollevato (che ci lascia perplessi, ma forse la facciamo troppo facile?): lo smaltimento. Che dovrebbe essere relativamente semplice se le quantità complessive sono stimabili e il Comune dispone di un’area nella quale immettere l’amianto di risulta. L’amianto una volta sotterrato cessa di rappresentare un pericolo (è l’aria e solo l’aria che ne veicola i microcomponenti che vengono inalati). Sembra che vi siano concertazioni di comuni che programmano rallentamenti esecutivi perché mancano siti per lo smaltimento….

Fine per ora: abbiamo ottenuto un intervento che porta a una procedura finalmente definita, verso la sanificazione dell’ambiente. Il rischio amianto è subdolo e rischioso a lungo termine; aver smosso dal suo immobilismo pluriennale l’amministrazione ci conforta per il nostro operato. Confidiamo che le procedure siano sollecite: prima si giunge alla fine, più sano è l’ambiente.

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