Pubblica Amministrazione: è pubblica (pagata da noi) ma non amministra

Informarsi, pensare, riflettere, valutare, per cercare di capire come funziona qulla cosa che si chiama Municipio, che assorbe trenta milioni ogni anno delle nostre tasse. Ogni tanto, anziché fermarsi sul caso singolo, specifico, è bene cercare di farsene una visione più ampia. Consente di trarne una valutazione di sistema.

La struttura del nostro Municipio fatta di Cittadini alcuni da noi eletti, altri funzionari, diventa soggetto di analisi, un di cui dell’insieme che costa i benedetti trenta milioni. Tutti svolgono un ruolo, bene o male. In termini organizzativi quali sono le regole che definiscono il loro agire? Chi sono i responsabili superiori cui devono rispondere?

Queste sono belle domande davvero. Di regole i nostri ne hanno a bizzeffe. Anzi, più che regole sono leggi dello Stato, disposizioni ministeriali, che stabiliscono cosa è lecito. Non stabiliscono cosa non lo è, perché viene adottato un principio che nel senso del comune pensare ha dell’assurdo. Quello che non è scritto come consentito, non si può fare. Perché una determinata azione o decisione sia “legale” deve trovare riscontro nelle norme, sempre più complicate, che fanno perdere la pazienza a un santo.

Cominciamo col dire che l’applicazione di questo principio genera l’irresponsabilità: nelle sue decisioni il Municipio non deve rispondere a terzi, a superiori nell’organizzazione dello Stato. Risponde alla legge punto e basta. Se la legge consente, la decisione è buona, tutto si chiude lì. Facendo l’esempio di questi giorni, c’è un buco nella strada: io lo chiudo e tutto è a posto.

Ma se di buchi ce ne sono cento, cosa faccio? Tappo i cento buchi e sono a posto. Spenderò magari il doppio, ma sono a posto, non potrò essere censurato. Una struttura ove la legge è la misura di tutto… ma, gestire un ente economico che consuma trenta milioni di tasse è anche una questione gestionale. Una gestione richiede dei responsabili che decidono, che rispondono di persona dei risultati. Non ci sono! È incredibile ma il nostro Municipio non risponde a nessuno; solo ai giudici, ma per gestire 30 bene milioni l’anno la legge non basta, non serve.

Guardiamo alla composizione umana, del Municipio: i politici, gli eletti, sono per definizione del sistema incompetenti, privi di pratica gestionale. Doti che non sono richieste. La funzione di controllo dello Stato viene svolta attraverso il Prefetto, che nomina il Segretario Comunale. Una legge del 1997 lo ha fatto diventare un dipendente pubblico (pagato da noi) scelto dal sindaco. Lo Stato in Municipio diventa evanescente.

E poi? Quale è  la struttura che controlla, valuta, dirige la nostra P.A.? Nulla, non c’è nulla. Si chiude tutto entro il Municipio, che non ha un manager, magari un direttore generale di nomina Statale. Non è previsto e non c’è. Ci ha provato Renzi, ma la legge, approvata, ha avuto il parere negativo di 9 (nove) regioni e si è bloccata per rilievi della corte costituzionale.

Gli eletti sono estranei al fare gestione, i funzionari hanno qualche titolo che viene loro dagli studi (e su questo vengono selezionati). Poi basta: finisce lì. Le leggi prevedono tutto e quando siamo entro le leggi, tutto a posto. L’esempio plastico di questo agire lo troviamo nella risposta sull’interrogazione di Caterina Romanello circa i lavori sulle strade.

Vadano il lettori a rileggersi questa risposta (VEDI), scritta da un architetto da poco venuto a Buccinasco, che non sembra  rendersi conto di quanto sia inefficiente e pasticciata, dispendiosa oltre ogni limite, la manutenzione strade e marciapiedi fatta a pezzettini e bocconi, come viene, viene. Senza standard, senza possibili confronti di qualità e specifiche.

Una modalità spot che non avrebbe titoli se non in casi di avvenimenti straordinari. Eppure si va avanti così; la sequenza di cinque anni ne fa una norma. Il Segretario Generale scelto dal sindaco, da noi stipendiato, rappresentante dello Stato a tutela delle legittimità delle procedure, evidentemente su questo procedere non ha nulla da eccepire.  Nulla fa notare, entro i nostri stipendiati del Municipio, che vi sia la percezione di questo stato.

  1. Non vi è ancora nessun commento.
 
 

sottoscrivi il feed dei commenti

SetPageWidth