Buccinasco: i rapporti del Municipio con Cittadini e Consiglieri; parliamo delle strade

Un tema che è ricorrente, quello dell’orticaria che coglie il nostro Municipio quando si pongono questioni, domande, chiarimenti. Quando si fanno proposte, o suggerimenti. Che vengano da Consiglieri o Cittadini, formalmente corrette e in forma scritta, si fa di tutto per vanificarne il contenuto; diremmo per sterilizzarle: rese innocue.

BucciRinasco l’11 Aprile, sulla condizione disastrata delle strade, inoltra una richiesta di dati e informazioni, dal carattere sistematico (VEDI). Una richiesta dati analitica che ha l’evidente scopo di avere elementi chiari circa i costi unitari, l’eventuale rifacimento del manto stradale, entro quanto tempo trascorre fra l’una e l’altra operazione, i controlli ecc.

Trascorre un mese e perviene la risposta (VEDI). Sulla quale abbiamo subito qualche osservazione di fondo. La principale è l’assenza di una programmazione. Le decisioni di rappezzi, perché i singoli appalti non riguardano ambiti ordinati e compiuti, ma pezzetti sistemati di volta in volta. Cosa vuol dire infatti un appalto che riguarda 5 o più pezzi di strade diverse? Via mascherpa: 250 mt un anno 400 metri un altro anno? Via Emilia un pezzetto di 200mt qualdo sarà lunga un km?

Così difficile programmare i lotti per modo che siano omogenei e compiuti? In modo che si possano programmare stabilendo una scadenza e quindi prevedendo la spesa? Stabilendo con sicurezza quali sono i costi previsionali, avendo un raffronto fra l’offerta e quella precedente che riguarda il medesimo lotto?

Questa è responsabilità di chi indirizza e coordina, mentre coloro che sono chiamati a deliberare le opere sembrano privi di preparazione manageriale, di competenze organizzative (oppure non ne tengono conto). L’obiettivo che ha avuto la richiesta dati era una comparazione oggettiva, nel tempo, dei lavori, dei costi e delle ripetizioni sul medesimo tratto.

La risposta rende impossibile fare una comparazione ed è da ritenere che questa non ci sia neppure negli uffici, vista l’elencazione e gli apalti deliberati. Una curiosità a parte merita il controllo sulle opere eseguite. Alla richiesta di rendicontare sui carotaggi, in altre parole l’attività di controllo sulle opere eseguite. Il carotaggio per le opere superficiali ovviamente deve limitarsi alle dimensioni dell’opera. Dalla composizione dei contenuti  si ottiene la precisa composizione del mix utilizzato, avendo la misura del lavoro eseguito.

La risposta sostanzialmente dice: non è necessario, tutto funziona bene così. Per un manager che deve rendicontare il buon operato, il controllo è funzione obbligata: le sua affermazioni non supportate da prove valgono zero:

“… in merito ai monitoraggi ad opera finita si precisa che per i lavori appaltati (rifacimento manto d’usura strade e marciapiedi), in quanto opere di superficie, non i è ritenuto di dover effettuare carotaggi….”

Di fronte all’ipotesi di istituirli come misura programmata che contrasti comportamenti “al risparmio”, la risposta è quindi la solita: sta bene così, tutto è perfetto, andiamo avanti come prima. Basta questa descrizione per dimostrare che l’amministrazione è approssimativa, non efficiente, priva di controlli. Non sono possibili  riscontri che consentano di misurare nel tempo l’efficienza, le alternative di materiali e operatività.

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