Bilancio, le spese e i risultati: un disastro annunciato

Cominciamo col bilancio conclusivo 2017, di cui abbiamo già parlato, che certifica spese superiori alle entrate per 1,2 milioni di euro. Andando a vedere il Conto Economico (la parte che registra entrate e uscite nell’anno) si scopre la pagina che riporta i dati qui riassunti nel prospettino:

(le entrate)                                     euro 19.292.919,19
(le uscite)                                       euro 19.905.288,36
DIFFERENZA      (perdita)        euro    -  612.369,17

(rivalutazioni)  +  euro 2.459.575,55

RISULTATO D’ESERCIZIO              +  euro 1.251.947,31

Consci che la maggioranza dei lettori potrebbe comprendere poco da questi pochi numeri messi in fila, cercheremo di spiegare il significato.  Il totale entrate e uscite riguarda la gestione propria, con l’esclusione delle partite straordinarie (cioè fatti estranei alla gestione, che non si ripetono nel tempo). Quindi i 612mila euro di maggiori uscite significa, per noi Cittadini, che chi ha amministrato ha impoverito noi Cittadini (che siamo gli unici i quali mettono soldi nel Municipio).

Questa perdita, questa maggiore uscita rispetto alle entrate, comporta che noi Cittadini saremo poi chiamati a versare questi 612mila euro per rimettere ordine nei conti. Ma, come si può vedere, considerate le partite straordinarie, alla fine risulta che il “Risultato d’esercizio” è positivo per 1,3 milioni. Come è possibile? Nelle partite straordinarie spunta una “entrata” di 2,5 milioni per rivalutazioni.

Da dove sono venuti fuori questi soldi? Dove sono stati presi? Lo abbiamo chiesto al Ragioniere Capo che il bilancio ha materialmente redatto. Si tratta della quota di partecipazione di CAP holding (la società nella quale Buccinasco, insieme agli altri comuni consorziati, ha messo le sue acque e le dotazioni connesse). CAP holding è una struttura pubblica, non quotata (quindi le azioni non sono scambiate ogni giorno sul mercato).

Il valore della partecipazione (0,6201%) a bilancio fino al 2016 è stato nominale. D’altra parte mettere un valore all’acqua e alle strutture connesse non ha molto senso poiché non si tratta di un bene che si possa vendere, così come non è pensabile monetizzare la quota di partecipazione in CAP holding. L’amministrazione ha deciso di farlo; i revisori non hanno detto nulla, e il bilancio è passato così.

Un utile costruito a tavolino, mentre a struttura invariata (senza la rivalutazione) la perdita sostanziale risulta pari a 1.207.628,24. Perdita del bilancio d’esercizio, quello che comprende valori patrimoniali e economici. Insomma la perdita, con questa “rivalutazione” virtuale, è stata trasformata in un utile contabile, con tanto di timbro e firma.

Tuttavia, precisa il ragioniere Capo, sul piano delle leggi e dei controlli, ciò che interessa alle strutture sovraordinate riguarda la gestione finanziaria. Cioè che quanto speso corrisponda a ciò che si è incassato e non oltre. Quindi? Dovremmo aver perso 612mila euro (soltanto?).  No, perché  si sono usati gli avanzi precedenti, dalle riserve di bilancio messe da parte negli anni passati perché obbligati dall’Europa. Si è consumato il fieno in cascina.

Ma non è finita. Per capire come e perché viviamo in un paese malato grave, quest’anno l’amministrazione ha programmato di assumere un totale di 18 dipendenti a tempo indeterminato (12 nel 2018, 6 nel 2019) oltre a 5 altri dipendenti a tempo determinato. Ne abbiamo già parlato ma giova ripeterlo. Una stima che supera i 600mila euro l’anno, per tutti gli anni futuri!

Come fa la nostra amministrazione, che con le zampette posteriori, come il gatto, copre con la sabbia le magagne del 2017, a deliberare spese fisse annuali ulteriori di questa portata? Non sono capaci di contenere i costi di gestione, non si dimostrano capaci di razionalizzare la struttura aumentandone la produttività, nonostante una spesa annuale di 200mila euro per strumenti e programmi informatici.

Pure è tutto regolare. La delibera delle assunzioni recentemente aggiornata , è supportata dall’attestazione che, i dipendenti che potremmo assumere hanno un costo inferiore al massimale previsto in base alla legge. Ma come?  Questi hanno appena perso 1,2 milioni solo nel 2017 e possono spendere 600mila euro l’anno di personale? La legge dice che il massimale lo consente?  I revisori confermano e approvano?

Il sistema è mal fatto e questa descrizione lo dimostra in modo chiaro: a chi pro tempore ha il potere di spendere non interessa nulla dei risparmi di gestione, del contenere la spesa, di ridurre le tasse. Il bello è che la legge lo consente… (davvero lo consente?)  Bisogna assolutamente mandarli a casa tutti, perché finalmente vi sia una gestione ordinata, che spende bene e risparmia, che ci faccia vivere meglio spendendo meno.

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