Buccinasco e la sua politica locale: eventi che è bene siano conosciuti dai Cittadini

I lettori conoscono i principi base della democrazia, sia pure della democrazia declinata a livello locale. Uno di questi è la delega che gli elettori assegnano all’eletto, con la loro manifestazione di voto. Il mio rappresentante, chiamiamolo Tizio, mi rappresenta, l’ho votato e lui ha la mia delega per operare a mio nome come pubblico rappresentante, che sia sindaco, Assessore o Consigliere.

Nelle sue azioni ha la più ampia libertà sostanziale di muoversi, di trattare e discutere con gli altri colleghi pure pubblici rappresentanti. Non ha limiti stabiliti: può avere incontri con la sua parte, con altre parti, che siano della minoranza o maggioranza. Più o meno vicine o distanti. Nulla di strano, a una condizione: che i suoi comportamenti non superino il limite dato dalle posizioni entro cui ha chiesto di essere eletto. Il suo Gruppo, il suo Partito, il suo Movimento.

Adesso veniamo ai fatti di cui non si parla ma su cui si sta “tramando” sott’acqua, checoinvolgono pezzi di maggioranza e minoranza, fatti vecchi di un decennio e progetti in corso. Bisogna risalire alla gestione Carbonera, anni 2000, quando vennero realizzate opere in assenza di approvazioni paesaggistiche o peggio, addirittura nel Parco Sud. Vere e proprie illegalità formali (e sosanziali), dal risvolto penale.

L’attuale amministrazione ha nominato un legale perché a queste irregolarità si trovi un rimedio, ci si metta una pezza, mentre per un decennio le pratiche illegali sono rimaste ferme; finora nessuno a pagato e nulla è stato messo a posto. Per quanto riguarda i Sinti e le costruzioni del Parco Sud sembra che l’unica soluzione possibile sia una ratifica del costruito deliberata dal Prefetto: il rappresentante dello Stato sarebbe disposto a “sanare” la faccenda e i Sinti  saranno (sarebbero)  così regolarizzati.

Non è ancora dato sapere se la “regolarizzazione” dell’area sia relativa alla presa d’atto di quanto esistente o se invece, si approfitti dell’occasione per estrarre dal Parc osud l’intero “Quartiere Terradeo”. Inventato con una delibera Carbonera che ha esteso l’area “omogenea” a tutto il territorio che poerta fino alla cascina distante parecchio dai sinti, così da sfondare verso Sud la superficie costruibile.

Confidiamo di no, perché il Prefetto e il suo entourage, che è  emanazione diretta dello Stato,  non si compone di  burocrati imbambolati, che non si rendono conto delle conseguenze. Speriamo di no anche perché l’amministrazione attuale ha ribadito il concetto “no al consumo di nuovo suolo”.  Noi, prudentemente, segnaliamo l’ipotesi, ad ogni futuro buon conto.

Oltre a questa irregolarità dai risvolti penali, che deve essere sanata, trascorsi oltre 15 anni, nello stesso periodo è maturata un’altra irregolarità, forse meno grave, ma sempre dai risvolti penali. L’area sportiva del polo Scirea ha visto la realizzazione di costruzioni a servizio degli impianti, realizzati senza la preventiva e obbligatoria “autorizzazione ambientale”, che doveva allora essere rilasciata dalla Provincia, adesso diventata Città Metropolitana.

Questa faccenduola è ciò su cui si sta manovrando adesso: entro il Municipio, il sindaco, gli assessori alla partita, rappresentanti della maggioranza e della minoranza. una storia che va raccontata, perché i Cittadini sappiano. I Cittadini devono sapere, devono essere informati, devono essere nella condizione di valutare i comportamenti dei rappresentanti che hanno eletto. Tale da meritare altro articolo, che presto proporremo: se ne parlerà in Consiglio, bene che i cittadini siano informati sulla faccenda.

Non si tratta di giustizialismo, di una volontà assoluta del sanzionare e punire a ogni a qualsiasi costo. Parleremo di questo aspetto, anche di questo, ma qui siamo ancora prima: un metodo di “gestione” della Democrazia che sta fuori da ogni norma e legge, che coinvolge istituzioni sovrastanti e locali. Sistema nel quale tutti i colori in cui si dividono gruppi, partiti, movimenti, trovano aree in cui tutti sono bigi, eguali, per comune interesse. Alle spalle del “popolo sovrano”, considerato concretamente “popolo bue”.

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