In questi giorni sta girando uno studio /proposta che riguarda l’ipotesi di collegare ai percorsi ciclabili già esistenti l’area Scirea. Si tratta di un’area che nei programmi dell’amministrazione Pruiti è destinata a diventare un polo polisportivo strutturato che comprende anche un palazzetto coperto con ben 500 posti. Risponde a un impegno elettorale che l’allora candidato sindaco ha proposto e presentato.

Quanto a questo progetto siamo a una fase ancora ipotetica. Salvo errori tutta l’area attuale, non proprio ben mantenuta, manca dell’autorizzazione paesaggistica (che adesso dovrebbe essere rilasciata dalla Città Metropolitana, subentrata alla provincia). Questa carenza ancora oggi non sarebbe superata e ciononostante si è destinato un investimento di oltre 70mila euro per la riprogettazione di tutto il complesso (comprensiva del palazzetto).

Forse sarebbe il caso di condizionare spese così importanti all’ottenimento dell’autorizazione paesaggistica, adottando criteri preventivi che pongano questo aspetto fra i prioritari. Staremo a vedere la gara e i progetti che verranno presentati (se ci saranno fatti conoscere). In questo contesto, collaterale al progetto Scirea, un Consigliere della minoranza ha presentato una proposta ciclabile che colleghi l’area Schiera agli altri parchi; un costo preventivato di 40mila euro.

Aumentare la fuibilità di piste destinate a percorsi “puliti” e non rumorosi, è sempre cosa buona. Quanto meno pone l’attenzione sul tema e sull’ambiente di Buccinasco, che sembra particolarmente vocato a questo particolare aspetto, tale da porsi come polmone prossimo alla città per esercizi fisici e mobilità pulita, diventando attrattiva, con le ricadute che si possono ipotizzare in positivo.

Il PGT accenna a intenti che valorizzano le piste ciclabili e le amministrazioni succedutesi negli ultimi decenni hanno destinato fondi cospicui, anche in buona parte di provenienza europea o regionale, per tratti di percorso. Oggi ci troviamo con un sistema ciclabile fatto di situazioni diverse: dedicato alla bici, oppure misto, pedonale-ciclabile; alcuni in sede propria distinta, altri tratti delimitati poco o comuni. Piste ciclabili prossime a marciapiedi, interrotte da attraversamenti di case e magazzini, che ne fanno una montagna russa.

Qui siamo ancora agli anni settanta, quando venne riscoperta la bicicletta. È passato mezzo secolo! Vediamo oggi tratti ciclabili lasciati andare. Così mal messi, che i ciclisti preferiscono le strade destinate alle auto. Percorsi bidirezionali che sono anormalmente stretti; attraversamenti stradali non distinti dai pedonali; sistemazioni spot, progettate di volta in volta. Questa amministrazione non si distingue per capacità di programmazione e progettazione, ma riguardo alla mobilità leggera siamo davvero all’anno zero.

Non ci si accorge della condizione caotica al limite dell’assurdo, negli orari scolastici di inizio e ritiro? Sono più le auto che gli studenti oramai. Non c’è una progettazione di percorsi dedicati che incentivino l’uso, a piedi o ciclabile, di gruppi assistiti, come avviene in altri luoghi. Si potrebbe continuare. Ricordiamo che al punto tre dell’urbanistica il programma di BucciRinasco prevede:

sviluppo di una viabilità ciclopedonale: continua e efficiente, strutturata

La mobilità leggera deve infatti avere caratteristiche specifiche che tengano conto di quanto in Europa si sta sviluppando. Le condizioni presenti nei Paesi Bassi, nel Regno Unito o in Germania sono il risultato di progetti comunali di sistema. Progetti, sistematici, continui: elementi indispensabili, che non si concludono certo in qualche anno, ma sono il risultato di un agire continuo che modifica la viabilità ordinaria  dando privilegio alla continuità della mobilità leggera e pulita.

Un discorso lungo, che merita approfondimento e approccio sistemico. Ci sembra invece che si stia assistendo a iniziative spot, estemporanee, che privilegiano il richiamo del momento. Mentre manca lo studio, il convolgimento della Comunità. L’approfondimento di un progetto che tracci le varie fasi portando a un obiettivo: discusso, approvato dalla Comunità e condiviso. Ripartiamo cominciando a riscrivere il PGT della mobilità pulita e leggera.

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