Tajani parla a nome dei partiti vecchi: finalmente, e dice cose sagge

Leggendo l’intervista di Domenica su ilsole24ore (VEDI), il giorno prima che il nostro Presidente prenda una decisione sul Governo, arriva l’elenco delle priorità, che sono indispensabili; con un ritardo drammatico, su temi mai affrontati durante la lunga campagna elettorale;  neppure dopo le elezioni. Intervista da leggere… e su cui riflettere, che si affianca a una dichiarazione secca di Monti: il nostro spread resta basso grazie agli acquisti della BCE sulle nostre emissioni del debito pubblico.

Già, perché, altro argomento di cui nessuno dei pensatori in radio o tv,  nessuno parla; commentatori o politici. In pochi anni l’Italia ha venduto alla BCE 330miliardi (trecentotrentamiliardi) di nostri bond. Grazie all’Europa e al QE (quantitative easing) lo spread è narcotizzato; pronto a ripartire alla grande. Perdio, vogliamo guardarla in faccia la condizione miseranda e pericolosa in cui siamo? Vogliamo smetterla di parlare a vanvera promettendo elemosine miliardarie da distribuire a pioggia, avando cassa vuota e un debito stratosferico?

Gli argomenti che ora affronta Tajani avrebbero dovuto essere al centro di un dibattito elettorale che fosse stato serio, corrispondente alla situazione del Paese  e ai temi da affrontare. Tutto il sistema dei partiti da questi temi è rifuggito: non vogliono prendersi la responsabilità di aver ridotto il Paese così com’è oggi. M5S dai medesimi temi si tiene fuori, sostanzialmente, alla ricerca di popolarità con argomenti d’impatto con la loro quota di demagogia.

Gestire il Paese è cosa ben  più seria e, di fronte ai temi che pone Tajani, M5S finora ha ben poco da dire. Tajani propone una soluzione partitica che ricalca la nostra proposta provocatoria di una settimana fa: i partiti che ci hanno messo in queste condizioni,  adesso si rimbocchino tutti insieme le maniche e provino a rimettere ordine. a farlo sul serio.

Sempre in zona Cesarini arriva la proposta di Di Maio, di natura personale. Suo scopo evidente è cercare di riaprire i giochi su alleanze per rimanere in sella. Solleva temi di spesa in sintonia con la Lega di Salvini. Nulla di questi temi che intacchi il debito pubblico. Ove ce la facesse, a noi non pare che sarebbe bene: non per il Paese e neppure per lui e il suo movimento.

Per contro non sono attendibili, esponenti e entourage: del sistema romano.  Alla greppia si sono accomodati da decenni e pensare che adesso facciano sul serio richiede uno sforzo di fiducia che proprio non di può loro accordare. Ci si può al massimo avventurare sperando che

Soave sia il vento,
tranquilla sia l’onda,
ed ogni elemento
benigno risponda
ai nostri desir

L’immortale Mozart ci ha messo la musica ma le parole sono di Lorenzo Da Ponte, un grandissimo librettista e poeta, degno di essere ricordato nel mondo. Come molti italiani noi siamo bravissimi nel subire il basso profilo e lasciar perdere. Tornando alla questione: la speranza  sul nuovo non sarà grande per noi italiani; ancor meno i mercati internazionali. Chi fosse messo alla guida deve essere un Titano politico (che fino al momento in cui scriviamo, proprio non si vede).

Ove questa fosse la scelta del Presidente, M5S si troverà fuori. Forse non è male che lo sia. Rimane la sua funzione di alternativa al sistema romano, con l’attività di denuncia, di pungolo. Avendo il tempo per pianificare il nuovo, mentre oggi farebbe fatica, nelle condizioni in cui si trova il Paese. Rincorrere il  bandolo della matassa riavvolgendolo e ripartendo, mentre sbagliare non è consentito.

Non è una bella opzione, per il nuovo. Ne siamo coscienti e non ci entusiasma questa opzione. D’altra parte il voto è andato così e non ci si può far niente. Prima di tutti viene il Paese: con il suo debito pubblico, con i condizionamenti che vengono dai mercati e dall’Europa (a tenerci per le parti basse), data la precaria situazione in cui ci troviamo. Speriamo il meglio per l’Italia, sempre in bilico sull’orlo del precipizio.

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  1. #1 scritto da Andrea D. il 8 maggio 2018 11:00

    Mi spiace dirlo, ma è solo retorica spicciola: le varie forze politiche possono anche concordare sui problemi (e spesso non concordano sulla priorità da attribuire ai problemi stessi), ma di norma, ed è giusto che sia così, non concordano sulle soluzioni da mettere in atto: chi propone di abbassare le tasse, chi di alzarle per spendere di più con politiche “redistributive”, ad esempio.

    Solo su poche cose riescono, di norma, a trovare un accordo e in quei casi finiscono sempre con l’aprire i cordoni della borsa e spendere, per questo o quel motivo.

    Posso dire che sono disgustato da quanto sta facendo Mattarella?

    Se non era disposto a dare un incarico al buio senza una maggioranza pre-costituita non avrebbe nemmeno dovuto proporre un governo del presidente che, sulla carta, ha contro la maggioranza del parlamento (Lega e M5S).

    Incarico a Salvini o voto!

    Ed è già tardi, perché a fronte di un tale stallo la decisione avrebbe dovuto essere presa qualche settimana fa, consentendo il voto a giugno.

    Adesso si perderà ancora una settimana o due, si concluderà che non è possibile andare al voto a fine luglio (prima data utile) e che col voto a settembre c’è il rischio di non poter elaborare la finanziaria e scongiurare l’aumento dell’IVA (già deciso dal governo Renzi).

    Che schifo!

    RE Q
  2. #2 scritto da socrate lusacca il 8 maggio 2018 13:41

    Che si sia nel pantano è evidente e venirne fuori non è semplice.

    L’ipotesi di un incarico all’area Forza Italia ha una sua logica, ma:

    il governo di minoranza gestisce il periodo elettorale,
    il che non è uno scandalo, tuttavia il governo minoritario resta in carica e conduce alle elezioni.
    Nel Regno Unito nessuno dubiterebbe su un comportamento rigidamente equanime,
    da noi è una prassi, una consuetudine, che prima delle elezioni il governo (senza maggioranza)
    curerebbe la solita sequenza di leggine elettorali per attrarre consenso.

    Questo aspetto spinge Mattarella a proporre un governo neutro che vada alle elezioni.

    Discutibile, ma questa è la logica…

    scegliere in mezzo a questo pantano è peggio di una cinquina sulla ruota di Napoli

    Intanto il Paese continua a scivolare…

    buona giornata

    RE Q
  3. #3 scritto da socrate lusacca il 8 maggio 2018 23:35

    Interessante l’analisi appena uscita, del direttore de ilgiornale: Alessandro Sallusti:

    Quando si gioca con i dilettanti di solito finisce così, cioè male per tutti. Anche se in Italia c’è sempre qualcuno che riesce a trasformare la tragedia in farsa.

    Votare a fine luglio è una follia solo a pensarlo,
    non sostenere un esecutivo tecnico chiamato a scongiurare l’aumento dell’Iva e a rappresentare l’Italia nella revisione dei trattati europei sull’immigrazione sarebbe stupido, un suicidio.

    RE Q

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