M5S o partitocrazia? Non serve parteggiare … smettiamola di spendere sopra le nostre possibilità

Andrea Dalseno con un suo commento, come al solito diretto e ficcante, sul tema di come fare oggi nella politica nazionale, cerca di trovare le ragioni dei vari “protagonisti”. A noi le varie posizioni del momento proprio non interessano. Stando a questi pedestri livelli, il Paese non ne verrà fuori. Continuerà a spendere più di quanto produce, e rischia di andare a fondo.

Qualsiasi coalizione che veda M5S con il vecchio sistema è destinata a non cambiare niente. Continuerà  il contrasto d’interessi partitici, Quelli del Paese (gli interessi) vengono messi da parte.  M5S è un tentativo di alternativa che ha molti limiti, anche pesanti. Ma finora è fuori dal potere di Governo. Resti  fuori e  vada a governare quando i Cittadini gli avranno accordato la maggioranza. Se si omologa è un suicidio (con chiunque vada).

Da solo farà bene o male? Probabili errori, turbolenze sui mercati, montagne russe peggiori di oggi. Ma saranno costretti a misurarsi con i problemi del Paese: ridurre il costo annuale d’interessi del debito pubblico trasferendo i costi minori in investimenti. Oggi da questo tema non sono vicini (non  ne colgono l’urgenza estrema). Non è il caso di illudersi, per ora.

L’alternativa di un Governo dei partiti che non ne inglobi la grande maggioranza  la trovo incapace di affrontare il problema: devono esserci tutti o quasi. Possono farlo? Possono modificare i percorsi finora perseguiti di  spesa  per costruire futuro consenso? Un terno al lotto; ma è l’unica via. Anche qui con rischi di turbolenza non trascurabili. Ce la faranno? sarà un bene per il Paese. Se falliscono toccherà agli altri: è democrazia.

Per inciso, l’ipotesi di un ballottaggio che dia a una parte la maggioranza, non risolve il problema. Con l’altra metà in minoranza, una risistemazione comporta nel breve termine scelte che penalizzano il consenso. La minoranza va a nozze e raccoglie le proteste; quindi non si farà niente. Il Paese andrà avanti nel pantano, ogni giorno lentamente sprofondando.

Non vedo altre vie utili, altre ipotesi praticabili. Se arrivassimo al disastro, poi chissà cosa potrà succedere. Entrare in una contesa fra questi  protagonisti d’oggi proprio non interessa. Pensiamo al Paese e alle ipotesi praticabili (altre e diverse possono esserci; io non ne vedo).

IL BISOGNO DEL PAESE ADESSO, OPPURE DISCUTERE LE RAGIONI DEGLI UNI O DEGLI ALTRI?

(Andrea Dalseno 01 Maggio 2018) Caro Luigi, non siamo mai stati tanto distanti. Tu vedi, non si capisce su quali basi, il M5S come una sorta di nuovo messia, mentre sembra essere solo il peggio del vecchio sistema. Una colossale macchina di propaganda che fa capo a un comico e a un’azienda di informatica/comunicazione i quali, grazie a un manipolo di esaltati, in parte utili idioti, in parte semplici arrivisti che sperano nel terno al lotto che cambi loro la vita, generano consenso sulla base di sondaggi e proposte emotive (che a loro volta, ma solo per utilità, poggiano su un programma di fondo di tipo statalista/assistenzialista che punta a “comprare” il consenso a suon di spesa pubblica, ovviamente a debito, nel più classico stile democristiano, portato all’estremo: la proposta cardine? Tutti pagati per non lavorare!).

Pensa solo a quanto accaduto negli ultimi giorni, con Di Maio e i suoi che hanno gestito le consultazioni a loro piacimento, alla faccia dell’uno vale uno (e tutti gli altri son nessuno) e della partecipazione, e solo quando la base si è rivoltata, all’idea di allearsi, pardon di fare un “contratto di governo”(?!?), con il nemico di sempre, il PD, cioè con quei mafiosi, delinquenti, farabutti, rappresentati della casta e fonte della rovina del Paese, amichevolmente definiti pidioti fino a cinque minuti prima, si è ricordato che forse sarebbe stato il caso di consultare la base.

Altra fantasmagorica presa per i fondelli: non consultano i loro 11 milioni di elettori, come potrebbero, ma una manciata di “fedelissimi” iscritti al blog/piattaforma che con qualche click decidono cosa fare. Non è forse democrazia delegata questa? Come la chiami?

Per inciso, ne ho già discusso qui, avrebbe senso coinvolgere milioni di persone su “tutti” i temi in discussione? Perché questo dovrebbe fare una democrazia non delegata, andare nella piazza e chiedere a cittadini della “polis”di esprimersi per alzata di mano. Ammesso e non concesso che sia possibile farlo, e non lo è (la gente non vota nemmeno una volta ogni quattro anni, figurati se si mettono a farlo una o due volte al giorno), che tipo di voto si otterrebbe? Quale sarebbe la qualità delle decisioni prese? Come potrebbe il comune cittadino esprimersi con competenza su materie complesse delle quali non sa nulla?

Per inciso, anche l’Atene antica, culla della democrazia, dove a votare era un gruppo ristretto di persone (non le donne e non gli schiavi, sia ben chiaro), non era esente dalle derive demagogiche tipiche di quella che tu chiami “democrazia delegata”, pur essendo a tutti gli effetti, una democrazia diretta (VEDI)

Atene inventa la democrazia. Ma Tucidide ci racconta che funziona bene quando c’è al potere un uomo carismatico, forte, che sa come governare senza clientele. [...] La democrazia di Pericle non piaceva a tutti. Platone per esempio ne parla parecchio male. Gli rimprovera di aver dato troppo spazio a gentaglia ignorante e di aver governato da populista. «Ha reso gli ateniesi peggiori di quello che erano». «Li ha corrotti, assecondandoli».

Insomma, la mia impressione è che tu confonda l’effetto con la causa andando a caccia di unicorni per trovare un rimedio che semplicemente non c’è. L’unica soluzione è quella di uno Stato minimo che renda meno dolorose e invadenti le inevitabili scelte sbagliate che i cittadini posso fare (e fanno con regolarità da migliaia di anni a questa parte).

  1. #1 scritto da Rinaldo Sorgenti il 2 maggio 2018 15:23

    Grazie Luigi per questa riflessione che è quanto mai opportuna, vista l’incredibile confusione e penosa speculazione che abbiamo dovuto osservare negli ultimi 2 mesi a seguito dell’esito elettorale.

    Devo però condividere con la lucida ed acuta riflessione di Andrea Dalseno, molto efficace e concreta, alla luce delle incredibili, demagogiche, sprezzanti e egocentriche assolute del giovincello stellato.

    l’Italia è un Paese indubbiamente complicato e difficile, ma non un paesino di montagna od un cantoncello dove l’ipotesi di fare delle “assemblea di piazza” ogni tardo pomeriggio è verosimile e possibile, a prescindere dall’efficacia.
    Poi la gente, siamo certi parteciperebbe numerosa se si trattasse dello spettacolo gratis delle sceneggiature del comico, ma difficilmente potrebbe analogamente partecipare in maniera efficace ed utile per matwerie complesse ed anche dolorose che necessita indubitabilmente affrontare, decidere ed implementare.

    Infine, proprio per le ragioni che tu stesso elenchi, dove sarebbe praticamente impossibile superare la demagogia di interventi populisti e di gratificazione senza ritorni (come un reddito di cittadinanza che non veda dall’altra parte una certa e concreta contro-prestazione lavorativa – ma non di 8 ore alla settimana, come incredibilmente sentii dire dall’altro giovine chiacchierone in campagna elettorale! -), è quasi impossibile riuscire a combinare appunto la demagogia, con l’inesperienza assoluta e nel contempo la necessità di avviare azioni gravose ed indifferibili che ben pochi avrebbero la capacità ed il coraggio di intraprendere, per non pagarne peraltro subito lo scotto alla prossima tornata elettorale, si rende quasi obbligato pensare ad un Governo di scopo, deciso e stimolato dal Presidente che coinvolga davvero tutti o quasi, con un programma relativamente breve ma determinato su specifici punti indifferibili (alcuni spunti, certo non esaustivi):
    - taglio alla spesa inutile e ridondante;
    - taglio alla burocrazia clientelare e costosa;
    - riduzione delle tasse e del cuneo fiscale;
    - presa di posizione verso le regole Ue vessatorie e dannose per la ns. economia;
    - regole chiare e drastiche per il controllo immigrazione e gestione di quella già in casa;
    - legge elettorale per il prossimo turno;
    - vincolo di mandato per i parlamentari eletti;
    - poco altro.
    Chi non si aggregasse, dimostrerebbe eventualmente la resistenza all’azione decisa e determinata, necessaria e che ne dovrebbe derivare.

    Il Paese non può continuare ad essere in coda alla ripresa Ue e così continuare a penalizzare lo spirito imprenditoriale tipico italiano, ma che ha un limite di sopportazione ormai abbondantemente superato e mortificato.

    Per distribuire ricchiezza, occorre prima produrla e la produttività in Italia non è certo un esempio, rispetto agli altri importanti Paesi Ue.

    RE Q
  2. #2 scritto da Andrea D. il 2 maggio 2018 15:36

    Caro Luigi, scusami ma questo post è un ossimoro: auspicare di smettere di spendere al di sopra delle proprie possibilità e, allo stesso tempo, sostenere il M5S, partito che ha fatto della spesa pubblica, a deficit, il cardine della propria campagna elettorale, è una chiara contraddizione. O si fa il tifo per il M5S e si spera, o meglio ci si illude, che la spesa pubblica, a debito, porti crescita e benessere o si auspica una riduzione della spesa pubblica, una riduzione del perimetro di intervento dello stato in generale, e allora si DEVE necessariamente guardare altrove contrastando il M5S che va nella direzione opposta!

    In questo il M5S non rappresenta affatto una novità, anzi è il peggio del vecchio sistema. Possono cambiare, al limite, i referenti e i personaggi, ma il sistema di acquisto del consenso per mezzo di soldi pubblici è antico e collaudato. Niente di nuovo sotto il sole.

    RE Q
  3. #3 scritto da socrate lusacca il 2 maggio 2018 17:08

    Ben detto Sorgenti, ben detto…

    Un governo che contenga tutti, con un programma che realizza e completa ciò che Monti non ha realizzato (o non ha potuto ralizzare)
    Smettere di spendere sopra le nostre entrate e programmare un sacrosanto programma di diminuzione della spesa
    (anche coloro che hanno sponsorizzato l’ipotesi ardita di ridurre il rapporto deficit/PIL attraverso la crescita dovrebbero aver compreso che senza una quota robusta di investimenti, stando nei limiti di spesa, non vi sarà crescita; è almeno sperabile)
    Ce la faranno? oggi e solo una scommessa ipotetica…
    va benissimo se poi ci riescono: si smetterà di impoverire il paese,, di spendere e spandere le tasse future, a lasciare in miseria i nostri figli e nipoti….

    la funzione di M5S (che rimanesse fuori) è da sentinella, da spauracchio per obbligare il sistema storico a compiere ciò che fino a ieri non hanno fatto,

    Dovesse toccare a loro, in seguito?
    Ci saranno problemi, ma è l’unica alternativa che abbiamo.
    Se M5S non ci fosse, come minaccia di andare a prendersi tutto il potere, io ritengo impossibile che i partiti storici possano mettersi d’accordo davvero anziché proseguire nella spartizione delle risorse come hanno sempre fatto.

    M5S è la novità, il terzo aspirante pronto a sostituirli se gli altri non compiono il loro dovere.
    Questa “novità”. imperfetta, senza esperienza, poco capace, dalle strutture ancora labili e incerte, …
    tutto quel che si vuole.
    E’ la novità che obbliga il sistema a mettersi in riga…
    … non è poco,

    Se invece si sedesse al tavolo con “lor signori”, diventerebbe come loro.
    Allora saremmo fritti e conditi, pronti al disastro.

    RE Q
  4. #4 scritto da socrate lusacca il 2 maggio 2018 17:14

    Credo di aver motivato la questione nel commento a Rinaldo Sorgenti..

    La mia è una analisi che mette al centro le possibilità concrete di mettere ordine a un Paese disastrato che rischia di decadere…
    Conta che il gatto (quale che sia delle due ipotesi che descrivo), compia il suo dovere: mangi i topi.
    Più bravo, meno bravo, più onesto, o disonesto… mettiamo pure tutti gli aggettivi.
    Se la sua funzione la compie, è comunque meglio per il Paese.

    proprio non riesco a parteggiare fra questo insieme di demagoghi che promettono tutto

    nessuno dei quali si assume il dovere di spiegare al Paese, ai Cittadini la situazione di avanza cancrena in cui siamo
    e le terapie necessarie, inevitabili, per quanto nel breve periodo dolorose.

    buona giornata

    RE Q
  5. #5 scritto da Rinaldo Sorgenti il 2 maggio 2018 17:29

    @Andrea D.
    Molto, molto condivisibile.
    Da gente che non ha poi mai realmente fatto alcun concreto lavoro nel privato prima d’ora, possiamo immaginare quale e quanta esperienza per occuparsi della cosa pubblica, che vuol dire TUTTO !!!

    Forse sarebbe il caso di mandarli prima a fare qualche anno di apprendistato o di avviamento al lavoro, magari in “STAGE” non certo retribuiti come alla Camera, e poi vediamo se … assumerli!

    RE Q
  6. #6 scritto da socrate lusacca il 2 maggio 2018 17:48

    Domandiamoci perché i cittadini hanno votato un movimento nuovo, di facce nuove, tutte estranee alla vecchia politica…

    credo che in sintesi possa dirsi: NON SE NE PUO’ PIU’ – CHIUNQUE VA BENE BASTA CHE CI VENGANO TOLTI DI MEZZO I VECCHI

    esasperazione che negli anni venti riguardò, in Europa, prima l’Italia, poi la Germania, …

    Abbiamo tutti capito che un uomo solo al comando può essere un disastro,
    nell’incapacità del vecchio far politica a risolvere i problemi (da loro causati),
    M5S è un tentativo di risposta, un segnale di svolta… una sorta di campana dell’ultimo giro….

    staremo a vedere

    RE Q
  7. #7 scritto da Andrea D. il 3 maggio 2018 00:23

    Esattamente il contrario Luigi! Il M5S è come il Gattopardo:
    cambiare tutto perché tutto rimanga così com’è!

    La gente non ha votato il M5S perché vuole meno spesa, ma perché delusa da una politica che, a causa dei vincoli di bilancio, non può più spendere come prima e comprare il consenso, mentre il M5S, all’opposizione e senza responsabilità di governo, promette soldi a pioggia!

    Se fosse come dici tu, alle scorse elezioni Fare avrebbe preso la maggioranza.

    Il M5S è il perpetuarsi della vecchia politica tassa e spendi e compra il consenso, non il nuovo.
    Apri gli occhi!

    RE Q
  8. #8 scritto da socrate lusacca il 3 maggio 2018 08:58

    Tutto quello che vuoi, ma è l’unica alternativa all’oggi.
    Oggi che è fatto di politica vecchia, incapace di dire la verità sulla situazione del paese,
    che, se divisa fra una maggioranza e minoranza (quale che sia)

    Una qualsiasi delle parti, tecnicamente, non può proporre un programma di rigore che risistemi le cose
    perché perderebbe consenso…

    L’alternativa M5S ha tutti i limiti che vuoi,
    ma è l’unica alternativa… non ve ne sono altre.
    Non ha condizionamenti dal potere, finora
    Ha un programma in gran parte da rivedere,
    ma è una pagina bianca, che potrà riscrivere

    Io al sistema romano proprio non do alcuna possibilità,
    salvo l’ipotesi (molto ardita) di un governo di salute pubblica che veda tutti partecipi
    (M5S fuori,a garantire l’alternativa se non vi sono risultati)

    non vedo altro…. ma possiamo stare tranquilli

    siamo in Italia e una ipotesi come questa ha la grande possibilità di rimanere una fantasia

    .. e mi viene da piangere su come sarà il nostro paese fra cinque o dieci anni
    (non riguarderà certo me, ma i bimbi, i ragazzi, i giovani che saranno cresciuti e staranno crescendo)

    buona giornata

    RE Q
  9. #9 scritto da Andrea D. il 3 maggio 2018 11:24

    Scusami Luigi, ma se l’alternativa è, nei fatti, peggiore della situazione attuale semplicemente non è un’alternativa!
    Ma quale pagina bianca?!? La pagina è scritta (e decisa dai referenti che manipolano il giochino: sull’Euro e sull’Europa col loro triplo mortale carpiato, si è forse espressa la base? No! Chi di dovere ha deciso e gli altri zitti e mosca) e quello che c’è scritto è peggio degli altri! Leggila! Non facciamoci illusioni senza fondamento.

    Il problema non sono tanto i partiti (di quelli della prima repubblica praticamente non ne è rimasto uno, ma la situazione è rimasta la stessa), ma gli italiani! Sono loro che vogliono la fata Turchina che con la bacchetta magica faccia piovere soldi dal cielo e renda tutti felici e quindi votano di conseguenza. Non c’è scampo soprattutto per quello. Perché impera la logica nimby, per tutti, e perché tutti (o quasi) hanno il loro piccolo orticello di privilegi e rendite da difendere.

    Lo Stato
    è la grande finzione
    attraverso la quale tutti
    cercano di vivere alle spalle di tutti gli altri.

    Frédéric Bastiat (VEDI)

    RE Q
  10. #10 scritto da Andrea D. il 3 maggio 2018 11:31

    Sostiene Bastiat (vedi link nel commento precedente, prendetevi cinque minuti per leggere queso capolavoro, questa provocazione, di quasi due secoli fa; per i più pigri leggete almeno le righe sotto riportate):

    noi ci rivolgiamo allo Stato. Noi gli diciamo:
    « Io non trovo che vi sia, tra i miei godimenti e le mie fatiche lavorative un rapporto proporzionale che mi soddisfi. Mi piacerebbe tanto, per ristabilire l’equilibrio desiderato, prendere qualcosa dalle risorse degli altri. Ma ciò è pericoloso. Non potreste voi per caso facilitarmi la cosa? Non potreste voi farmi avere un buon posto? O bloccare opportunamente le attività industriali dei miei concorrenti? O meglio ancora, prestarmi senza interessi dei capitali che avrete preso ai loro possessori? Oppure educare i miei ragazzi a spese del pubblico? O accordarmi dei premi di produzione? O assicurarmi una vita serena quando avrò cinquant’anni? In questo modo raggiungerò il mio obiettivo in piena tranquillità di coscienza, perché sarà la legge stessa che avrà agito per me, e io avrò tutti i vantaggi dell’accaparramento senza avere né i rischi né l’odio! »

    E quindi osserva:

    Ahimè! lo Stato ha anch’esso una notevole inclinazione a seguire questo diabolico suggerimento, in quanto esso è composto da ministri, funzionari, in una parola esseri umani che, come tutti gli esseri umani, recano in sé questo desiderio e afferrano sempre con sollecitudine l’opportunità di veder accrescere le loro ricchezze e la loro influenza. Lo Stato impara dunque ben presto che può ricavarci qualcosa dal ruolo che il pubblico gli affida. Esso sarà l’arbitro, il padrone dei destini di tutti: raccoglierà molto, e dunque gli resterà molto per sé stesso; moltiplicherà il numero dei suoi rappresentanti, amplierà la portata delle sue attribuzioni, finirà per assumere proporzioni schiaccianti.

    RE Q
  11. #11 scritto da socrate lusacca il 3 maggio 2018 12:16

    Sempre molto utile la storia dell’economia delle origini, le cui analisi quasi sempre sono confermate nel tempo, nei secoli.

    riguardo all’osservazione sui comportamenti che Bastiat allora attribuisce allo Stato pigliatutto, la situazione attuale,
    per l’Italia in particolare, ma vale un poco per tutti,
    si è negli anni assestata nella categoria dei partiti, quella chiamata casta, che qui viene definita sistema romano.

    Lo Stato italiano oggi è impotente e soggetto agli interessi e alle aspirazioni di conservazione del potere del sistema partiti..

    Certo, a queste riflessioni deve soffermarsi e fare cultura il M5S, perché ne è poco dotato.
    Per i partiti sono considerazioni fastidiose, che non si devono far conoscere, da cui gli elettori devono essere tenuti fuori, bellamente ignari.

    buona giornata

    RE Q
  12. #12 scritto da socrate lusacca il 3 maggio 2018 12:28

    Se ci troviamo lontano da riva e non sappiamo nuotare,
    il nostro agire deve innanzitutto cercare un appiglio qualsiasi, un relitto per quanto piccolo, che
    svolga la sua funzione di sostegno.
    Per quanto questa possa apparire precaria.

    Rifiutare a priori l’alternativa al sistema nella condizione data equivale ad annegare.

    Poi.. M5S può anche adattarsi a entrare e condividere la gestione attuale, con l’uno o con l’altro o con tutti,….
    Ecco l’alternativa che finisce in nulla…

    Per il Paese, è da credere, che quel terzo di italiani che ha espresso fiducia nel M5S,
    abbia colto l’esigenza di cambiamento..
    Non è una garanzia che tutto sarà fatto bene, nell’interesse del Paese.

    Ma questo voto massiccio contro i vecchi protagonisti dell’occupazione dello Stato ha un significato evidente:
    è una campana dell’ultimo giro…. vedano loro (tutti insieme), perché
    “.. non domandarti per chi suona la campana… questa suona sempre anche per te”

    Questo verso di un poeta inglese del Seicento, che Hemingway riporta agli inizi dell’omonimo romanzo, dovrebbero stamparsela in mente tutti i vari responsabili partitici d’oggi.
    Tutti

    RE Q
  13. #13 scritto da socrate lusacca il 3 maggio 2018 18:38

    Gli stimoli di Andrea obbligano a riflettere… e

    si prova a vedere quali possono essere le possibilità di un tran tran che prosegua come nell’ultimo decennio…
    magari l’Europa abbozza, i mercati non esplodono, gli spread tutto sommato riescono a tenere.
    Può essere che bene o male, continuando a camminare sul filo, sopra le cascate del Niagara, si riesca a non cadere,

    Può perfino, davvero, consentire all’Italia di continuare a tenersi gli attuali protagonisti partitici
    che continueranno a mantenere la spesa pubblica sopra le nostre possibilità, senza tracimare…
    Continuando a pagare 70 miliardi di interessi sul debito pubblico ogni anno,
    senza fare investimenti, senza attrarre aziende che investano, in modo significativo,
    trasferendo a figli e nipoti la montagna di debito pubblico
    che saranno loro malgrado costretti a pagare…
    perché una cosa è certa: l’Italia questo debito lo dovrà pagare…

    Che M5S non sia una gestione credibile oggi e non ce la faccia domani,
    ove si trovi da sola ad avere la responsabilità del Governo
    (davvero una scommessa… ad alto rischio)

    Può perfino succedere e forse ha ragione Andrea:
    teniamoci quello che abbiamo, abbozziamo e accendiamo un cero al nostro santo preferito.

    questa situazione noi non la reggiamo più…
    il che conta pochissimo; siamo piccoli, non siamo nessuno.

    Il problema è che, a non reggerla più, sia il Paese, le famiglie,
    che ci si svegli una mattina, e ci si scopra improvvisamente tutti molto più poveri.

    Non sarà un’ecatombe, ma certamente a pagare saranno le fasce più deboli della popolazione,
    quelle che già oggi fanno fatica a arrivare a fine mese…

    RE Q
  14. #14 scritto da Andrea D. il 3 maggio 2018 21:50

    La speranza, per quanto modesta, è che il voto abbia almeno un barlume di razionalità e non sia il gesto disperato, istintivo e del tutto irrazionale, di chi si aggrappa a qualsiasi cosa nel terrore di annegare.

    E se c’è almeno quel briciolo di razionalità sarebbe opportuno aggrapparsi a qualcosa che galleggi non che ci tiri a fondo!
    Se invece la razionalità fosse del tutto assente non avrebbe nemmeno senso parlarne.

    Lo scritto di Bastiat, della metà dell’800, ci fa capire che il problema è vecchio e non riguarda l’Italia né tantomeno il solo sistema romano.
    Probabilmente in Italia alcune derive, per ragioni storiche, sono più accentuate che altrove, ma la crescita dell’ingerenza dello stato, ne ho scritto giusto un mesetto fa (VEDI),
    e quindi dell’incidenza della spesa pubblica sul PIL, il peso delle tasse
    (e la crescita del debito, che altro non è se non tassazione differita, cioè tasse future),

    negli ultimi 50 anni è stata generalizzata in tutta Europa!

    RE Q
  15. #15 scritto da socrate lusacca il 4 maggio 2018 00:28

    …e la crescita del debito, che altro non è se non tassazione differita, cioè tasse future…

    prima verità non solo economica, ma granitica e non contestabile

    Quanto al sistema democratico del Novecento (un voto universale riconosciuto a tutti)
    è un metodo che ha finito di svolgere la sua funzione con la fine della società affluente (in tutti i paesi dell’Occidente)
    Viene meno la possibilità di comprare voti con proposte e leggi di spesa demagogiche…

    Si deve cambiare il metodo, andando a ripescare ipotesi differenziate di peso nel voto,
    riducendo l’obbligo al voto, dando peso diverso in funzione del reddito, delle tasse pagate,
    magari riducendo il diritto di voto a chi supera un limite d’età utile,
    ecc.

    Come meccanismi del genere l’esito del voto potrebbero meglio mediare l’esigenza di tutela degli interessi individuali e i compiti imperativi del paese è cosa da discutere, tutt’altro che pacifica.

    Questo oggi è il sistema,
    con questo strumento si deve convivere e in qualche modo farne l’uso più funzionale nell’interesse del Paese (non dei singoli)

    Per rifiutare l’uso di una ciambella di salvataggio, devo avere la possibilità di poter scegliere:
    se non ce ne sono altre, fuori dal sistema, quella si può prendere.

    Oppure attendere che venga l’homo novus che prometta di far marciare i treni in orario, riuscendo nell’intento.

    se resteremo a metà del guado alla fine l’homo novus spunterà e si ripeterà la storia
    (Speriamo solo che il percorso non sia altrettanto tragico…)

    buona notte

    RE Q
 
 

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