Buccinasco: si spendono le nostre tasse per creare consenso

Se si consulta l’Albo Pretorio di Buccinasco si ha l’impressione netta di vivere in una realtà sussidiata, fatta di persone che hanno bisogno, in difficoltà, da sostenere  mediante fondi in vario modo. Ogni giustificazione è buona per fare elemosinedistribuire contributi, riduzioni di costo nei servizi e via discorrendo.

L’ottica di questo Municipio trasformato in centro di assistenza è “caritatevole” con una ricaduta per chi amministra in termini di consenso.  È sufficiente verificare sull’Albo Pretorio per riscontrare la quantità di supporti e sostegni, concessioni di patrocinio, ecc.

Sarebbe utile un raffronto annuale, ad esempio negli anni  2009 (Loris Cereda),  2011 (Commissario Francesca iacontini) che chiuse qusi totalmente i rubinetti, 2013 (Maiorano), 2018 quattro mesi  (Pruiti). Si comprende così nel tempo la diversità strategica degli intenti di chi pro tempore amministra.

Dato che l’intervento pubblico di sostegno si presuppone dal carattere sociale (diffuso e compensativo di criticità evidenti) quale metodo di  raffronto ci sembra utile considerare quale sia stato l’andamento a Buccinasco in questi anni di crisi, di criticità. Lo rileviamo dal DUP 2018/2020 che però si ferma al 2015…. Non vi sono aggiornamenti,  eppure si tratta di dati ISTAT , disponibili on line per tutti.

Contribuenti      IRPEF impon             reddito medio

1999    16.620             330.674.957                   19.893

2003    15.252             398.632.447                   26.136

2009    15.827             465.853.141                   29.434

2011    15.866             479.986.754                   30.252

2013    15.747             483.047.297                   30.675

Così commenta i dati il DUP (pag 5 e 6) Come si può notare, il reddito medio imponibile IRPEF è tuttora su livelli elevati, tanto da collocare Buccinasco fra i primi cinquanta comuni in Italia (su oltre 8.000). E’ evidente anche una certa stabilità nel numero dei contribuenti e, al contrario, una crescita diseguale dell’imponibile procapite, con un ritmo di crescita annuo medio del 4,22% fino al 2007 e di solo lo 0,83% dal 2008 in poi. Naturalmente questa tendenza riflette la situazione complessiva di crisi dell’economia nazionale, ma vi sono alcuni segnali che a Buccinasco la situazione reddituale ha risentito meno che altrove della difficile congiuntura: in primo luogo, appunto, l’imponibile medio e anche quello totale sono comunque aumentati, e inoltre il numero dei contribuenti è rimasto pressoché stabile, elemento che fa presumere una perdita di capacità di reddito limitata. Rispetto a comuni con un reddito pro-capite più alto, peraltro, Buccinasco vede una migliore distribuzione della ricchezza,…

Il dato dal minor reddito pro capite è del 1999! Negli anni seguenti il reddito a Buccinasco continua a crescere; di poco, ma cresce ogni anno, fino ai 31.390 del 2015. Si badi bene che stiamo parlando della ricchezza “ufficiale”, fatta da coloro che le tasse le pagano (per tutto il reddito o per la parte dichiarata).

A questi dati si può aggiungere la quota che al fisco “sfugge”, per ragioni diverse: dalla necessità assoluta, alla furbizia scorretta, alla sistematica evasione di Cittadini sconosciuti al fisco. Se applicasismo la media nazionale, stimata al 25%, si arriverebbe a 41.854 EURO. Ebbene, come si giustificano economicamente questi “sostegni” personali e familiari che aumentano quasi di giorno in giorno, con i dati complessivi che gli amministratori stessi pubblicano?

Questi sono i dati che vengono dal Municipio, che i nostri amministratori orgogliosamente presentano. C’è poi la povertà vera, non sociale ma presente. Quella fatta di limiti alla sussistenza che diventano davvero molto seri. Situazioni che sfuggono a chi ci amministra ma non a persone e strutture davvero nobili, che fanno di Buccinasco civilissima, che ci rende orgogliosi.

Non vogliamo fare numeri precisi (più di cinquanta, fose 100), cui associazioni di tipo religioso, vicine alla parocchia,ma anche strtutture come la Croce Rossa di Buccinasco, assistitono con  raccolta e consegna. L’impegno volontaristico e silenzioso, garantisce alimenti e altro che vengono incontro ai bisogni più semplici.  Strutture che non hanno intenti utilitaristici (non c’è la ricerca di consenso. Non sono pubblicizzate da chi le svolge.

Persone sconosciute e silenti, nostri Cittadini che sono fra coloro che incontriamo, che con loro abbiamo realzioni, che sono di fianco a noi. Parte nobile della nostra Comunità, che è giusto ricevano la nostra stima. Persone che sono davvero importanti e meritevoli della nostra attenzione.

Ringraziando di questa quotidiana azione tutti coloro che vi partecipano, che preferiscono rimanere nell’ombra ma sono, devono essere presenti  nei nostri cuori. Stiamo loro vicini e facciamo sentire sempre la nostra riconoscenza, il nostro affetto, il nostro concreto sostegno.

  1. #1 scritto da Andrea D. il 1 maggio 2018 11:57

    Mi sembra si facciano i conti senza l’oste, cosa che, tenuto conto da chi è amministrata Buccinasco, non mi stupisce affatto.
    I valori presentati in tabella sono i redditi nominali. Per capire se il reddito è cresciuto in termini reali, cioè la crescita è vera e non illusoria, occorre tener conto del tasso di inflazione, vale a dire della perdita di potere d’acquisto che si genera nel tempo, altrimenti si confrontano le mele con le pere. Tanto per capirci un milione di euro oggi è più di un miliardo di lire del 1970 (che in euro sarebbero 516.456,90) ma il loro potere d’acquisto sarebbe immensamente diverso (un miliardo di lire del 1970 corrisponderebbe a oltre 9 milioni di euro attuali).

    La domanda, quindi, è: come si è mosso il reddito reale in questi anni? Un aiuto nella riposta ci viene dall’ISTAT che pubblica i coefficienti per tradurre gli euro del passato in euro correnti (nello specifico in euro del 2017 VEDI)
    La tabella diventa:
    1999 € 19.893,00 1,359 € 27.034,59
    2003 € 26.136,00 1,229 € 32.121,14
    2009 € 29.434,00 1,099 € 32.347,97
    2011 € 30.252,00 1,053 € 31.855,36
    2013 € 30.675,00 1,011 € 31.012,43
    2015 € 31.390,00 1,01 € 31.703,90
    Per cui, il reddito (reale) è cresciuto dal 1999 al 2009 per poi calare fino al minimo del 2013 e riprendere a crescere nel 2015 (dato non considerato dal Comune, in ogni caso inferiore a quello del 2009). Possiamo quindi dire che le affermazioni fatte nel DUP sono del tutto campate in aria per la parte dal 2008 in poi! Il reddito REALE dal 2009 al 2013 si è contratto (con una riduzione del 4,1%)! Ignoranza o malafede?

    RE Q
  2. #2 scritto da socrate lusacca il 1 maggio 2018 17:35

    Tutto corretto nelal riflessione di Andrea,

    i numeri vanno parametrati considerando anche il tasso d’inflazione, che il commento posto sul DUP dai nostri amministratori non considera.

    Lo scopo dell’articolo per altro è diverso:
    porre in relazione la “carità” istituzionale, con le sue motivazioni e ricadute “pelose”,
    facendo il raffronto con l’agire disinteressato e silente dei cittadini.

    I danari pubblici sono nostre tasse; sarebbe meglio che i cittadini agissero direttamente e che chi amministra non si appropriasse delle tasse per distribuzioni a privati.

    RE Q

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