Il tempo e le decisioni del far politica

Premessa doverosa: il far democrazia ha i suoi limiti, anche seri. In questa fase non regge perfino la frase assolutoria: “per quanto malato e distorto nell’applicazione,  il metodo democratico della delega agli eletti è il meno peggio.” Siamo in un lungo periodo di stagnazione che, con le sue modeste variazioni, dovremo digerire ancora e conviverci. Soprattutto le nuove generazioni pagheranno gli eccessi di spesa da noi compiuti. Nostro dovere d’oggi è ridurre il debito, destinare ciò che oggi versiamo in interessi agli investimenti, per crescere nell’economia, nel lavoro.

La democrazia delegata ha finito l’elisir della crescita ininterrotta: dell’economia, dei consumi, del lavoro. Le promesse che i vari aspiranti e mestieranti partitici da sempre fanno, diventano sempre più demagogiche. Non possono dire agli elettori: per tre anni faccio tirare la cinghia a tutti,  lacrime e sangue perché dobbiamo smetterla di consumare il futuro di figli e nipoti. Nessuno lo fa, ma è logico: chi lo facesse verrebbe visto come un Savonarola, dalla credibilità zero, dopo le decennali promesse di salsicce.

Il tempo in cui ci troviamo, non solo in Italia, è un tentativo di uscire dagli schemi, di cambiare le regole che hanno funzionato fino a ieri; alla ricerca di un modo “nuovo” del far politica. Questo per chi si propone di  cambiare, alla ricerca di una strada diversa: tutti stanno rendendosi conto che, come si è fatto finora, non si può continuare. Il nuovo fatica a diventare proposta organica, efficace e severa, ma l’esigenza di cambiamento è forte.

Forte ma ancora non maggioranza; con quanto di positivo ha il risultato, non è sufficiente.  Percorso non ancora compiuto, mentre le scelte che propone il  sistema sono i metodi “vecchi”: trovare un’intesa per  inglobare il “nuovo” e governare. Cosa che in passato si è fatta: sempre si è giunti a un accordo anche fra schieramenti contrapposti (si fa per dire).

Il tempo d’oggi ha un contenuto  diverso: le cose da mettere insieme sono alternative davvero; non compatibili. La scelta logica vorrebbe posizioni chiare e nette: la partitocrazia dovrebbe rifiutare accordi di qualsiasi natura. Dire chiaramente: cari elettori che se volete cambiare sistema fatelo pure.  Dovete compiere una scelta di fondo: con noi o votate pure un altro sistema. Egualmente dovrebbe proporre il M5S: abbiamo ottenuto consenso ma non basta: il cambiamento chiede un’adesione maggiore.

Non è questo il tempo dei compromessi: un accordo quale che sia fra M5S e partiti, si tradurrebbe in una “omologazione” nel sistema come è avvenuto con la Lega Nord di Bossi. Non convince i Cittadini un compromesso forzato fra proposte e idee antitetiche genera nei cittadini ulteriore distacco, rifiuto. Perdono credibilità i nuovi ma anche i “vecchi” partiti, il sistema democratico nel quale abbiamo finora vissuto.

Il pantano attuale sta deludendo tutti, e può coinvolgere nella delegittimazione anche le forze “nuove”. Il rifiuto elettorale può diventare più radicale e tradursi in ripulsa della democrazia. È già successo in Germania dopo la prima guerra mondiale con la repubblica di Weimar che, ricordiamocelo, si tradusse in un voto antisistema massiccio, ai nazionalsocialisti.

Ecco ciò che a nostro parere si dovrebbe, si deve fare. Tornare alle elezioni e farlo nel più breve tempo possibile, anche modificando o tralasciando qualche regola esistente, perché dal pantano si esca. Di questa confusione i Cittadini ne hanno abbastanza; non ne possono più.  Al Voto, al Voto! per una scelta che sia chiara, di ballottaggio. Cosa volete Cittadini: continuare come ieri o cambiare riscrivendo quasi per intero la pagina del far politica?

  1. #1 scritto da Andrea D. il 1 maggio 2018 11:04

    Caro Luigi, non siamo mai stati tanto distanti. Tu vedi, non si capisce su quali basi, il M5S come una sorta di nuovo messia, mentre sembra essere solo il peggio del vecchio sistema. Una colossale macchina di propaganda che fa capo a un comico e a un’azienda di informatica/comunicazione ……

    ………………….

    la riflessione di Andrea crediamo meriti uno spazio adeguato con un articolo:

    M5S o partitocrazia? Non serve parteggiare … smettiamola di spendere sopra le nostre possibilità

    che esce prestissimo

    RE Q
 
 

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