Giorno della Liberazione: lottiamo per liberarci dal dissesto, cominciando dai comuni

Lasciamo perdere le questioni originarie cui ci richiama la Festa della Liberazione; giova ricordarle ma urge oggi individuare il contenuto attuale di cui ha urgente necessità il nostro Paese. Invece di una commemorazione che inevitabilmente porta a dividersi sulle origini, data l’incapacità finora dimostrata dalla politica italiana di aggiornarsi, facciamo lo sforzo di guardare onestamente quale è oggi l’obiettivo che il Paese deve porsi.

Ci viene incontro un articolo de ilsole24ore di qualche giorno fa (VEDI). L’esame della struttura del debito pubblico che gli enti locali hanno accumulato negli anni e hanno fatto esplodere, che sta diventando insostenibile. Negli anni passati il debito di regioni e comuni era diventato critico. Siccome non i potevano sforare e gli avanzi di gestione, per recuperare liquidità corrente, hanno rimandato i pagamenti ai fornitori di beni e servizi.

Situazione che ha allarmato l’UE la quale ha stabilito indirizzi virtuosi perché i fornitori fossero pagati entro tempi decenti. Il governo (il vituperato governo Renzi) arrivò a supportare a questo scopo gli enti territoriali assegnando loro un finanziamento di 30 miliardi… destinati a coprire i pagamenti… ma:

Molte Regioni, però, hanno usato i prestiti non per saldare le fatture alle imprese, ma per alimentare nuova spesa corrente con una mossa bocciata dalla Corte costituzionale: è nato così il decreto salva-Regioni, che ha permesso di spalmare in 30 anni anche la copertura di questi buchi.

Poi, non bastando una gestione incontrollata, vergognosa, di questo genere, arriva una sistemazione UE del bilancio pubblico che obbliga a sistemare finti attivi di bilancio fatti vecchi crediti non incassati  (multe e tasse), veri, ma spesso vecchi, tanto che, adottando criteri normali di gestione, sono da considerare virtuali. Nel 2017 è stato reso obbligatorio il fondo svalutazione crediti (sistemando una delle tante fantasiosità della P.A.).

Ecco che stanno esplodendo condizioni incredibi quanto preoccupanti, con centinaia di milioni di perdite nascoste che adesso inevitabilmente vengono fuori. Buccinasco ad esempio ha dovuto mettere a bilancio un fondo di diversi milioni, facendo esplodere le perdite prima camuffate (come tutti, non diversamente). Una situazione seria, che non consente di effettuare investimenti, che ha mangiato in due anni l’avanzo di gestione cumulato dal patto di stabilità, di quasi sei milioni, messo da parte perché obbligato.

Eppure si continua a spendere, come nel passato quando lo sfondamento del debito pubblico consentiva a tutti di spendere e spandere senza criterio.  Ci stiamo impegnando a far emergere queste spese richiedondone la rendicontazione. Continueremo a farlo: i lettori forse potranno essere portati a considerare pedante questo agire, mentre è vitale.

Per rimettere in sesto un carrozzone mal messo incapace di risistemarsi, dobbiamo davvero prendere in esame le spese e cercare id tagliare. Facciamo un esempio di questi giorni: la Giunta ha deciso di mettere in lavorazione la realizzazione della palestra polisportiva nel centro Scirea, con 500 posti al coperto.

Il progetto di questa struttura la Giunta ha  deciso di affidarla a uno studio esterno perché i tecnici del comune sono troppo impegnati  da superlavoro e forse non preparati per questo compito (queste le motivazioni descritte in delibera). La base di gara proposta supera gli 80mila euro! Stiamo parlando del progetto di massima.

Eppure questa amministrazione quest’anno è impegnata ad assumere 19 nuovi dipendenti , con un costo complessivo che nel 2018 arrivrà a superare probabilmente i  5 milioni di euro.  Questo modo di amministare dobbiamo respingerlo, dobbiamo fare in modo che finisca, che sparisca.

Non se lo può permettere il nostro Paese, non se lo può permettere Buccinasco; non possono imprese e Cittadini continuare a subire una tassazione esagerata che ci uccide. Facendo così ssi arriva al fallimento del paese. La lotta per la Liberazione che abbiamo oggi davanti come imperativo assoluto è questa: l’abbattimento della spesa, la riduzione del debito e quindi delle nostre tasse. Ce la possiamo fare, ma è richiesto il nostro impegno vero, serio. Se vogliamo evitare che le conseguenze ricadano sui nostri figli e nipoti.

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