Antimafia davvero, non le parate… quanto la trattativa Stato/anti-stato pesa ancora sulla politica ?

Parliamo della proposta di cittadinanza onoraria al PM Di Matteo, quello che più di altri ha pervicacemente voluto, quasi imposto, la prosecuzione delle indagini, il rinvio a giudizio e ora la sentenza. A quanto ci viene ventilato, il magistrato avrebbe declinato l’offerta. La cittadinanza onoraria di Buccinasco non la ritiene gradita (sembrerebbe). Auguriamoci che la notizia poi venga smentita, ma il tempo sta passando e ciò non depone a favore.

Sarebbe uno dei tanti infortuni in cui incappa questa amministrazione: non è possibile raccogliere una proposta e farla diventare operante senza aver prima condiviso con il Cittadino onorario il suo consenso. Oltre al fatto che, non è certo per pavidità che il magistrato non accoglierebbe l’invito, non è il tipo.  Probabilmente dipende da cronache relative alle ammintrazioni susseguite che non sono proprio convincenti. Vi è anche la componente “politica”, che targa il magistrato dando al suo operato un carattere partitico (di parte).

Meglio che i comportamenti siano più lineari e conseguenti, concreti,in Municipio; questo ci sembra il significato. Ma parliamo della sentenza, che farà piacere ai molti, a quasi tutti coloro che negli anni si sono fatti la convinzione di pezzi dello Stato (della parte politica dello Stato), che con l’anti-stato  hanno avuto a che fare. La sentenza certifica fatti che sono entrati nel sentire comune, anche grazie a Di Matteo.

Anche qui però c’è qualcosa che proprio non ci va giù. Fra i condannati vi sono militari di alto grado del ROS (RAGGRUPPAMENTO OPERATIVO SPECIALE):  generali e colonnelli, condannati. Il ROS venne fondato da Dalla Chiesa per combattere (e vincere) il terrorismo; proseguì con la lotta alla mafia. Questi alti ufficiali del reparto hanno responsabilità personali (il reato è personale), così dice la sentenza.

Ma non ci vengano a dire giornali e politici che la responsabilità è loro!! Che si tratta di reparti “deviati”! Qui non ci sono servizi collusi con vicende o interessi da guerra fredda. L’unica possibilità della “deviazione” può venire solo  da ordini di politici pro tempore (e di alto, probabilmente altissimo rango). E non da una parte sola, ma da tutta la politica. Sono militari, abituati a eseguire gli ordini e questi ordini li avranno ricevuti da pezzi dello Stato che solo in parte emergono, e questo sa di presa in giro.

Il marcio è interno al nostro far politica e ne pervade pezzi consistenti. La trattativa stato mafia c’è stata e la parte dello Stato non è fatta certo da ufficiali superiori dei ROS! Questi hanno agito, ammesso che venga provato in seguito, su precisi e ineludibili ordini di politici.  Una cosa che con il generale Dalla Chiesa non sarebbe passata, certo (infatti sappiamo come lui, e Falcone, e Borsellino, sono stati rimossi). Ma il militare, il funzionario dello Stato non può essere sempre dalla statura eccezionale.

Quindi non ci prendano in giro i politici; quindi i giornalisti siano un poco più conseguenti e specifici nel raccontare come sono andate le faccende. Città Ideale in questo momento vuole esprimere la sua vicinanza a tutti coloro che del ROS fanno parte, che servono uno Stato dalle incrinature anche profonde per invasioni del sistema partitico, che ciononostante ogni giorno continuano nei loro compiti. Questi sono e restano meritevoli della nostra gratitudine e stima.

Viene da riflettere: quanto avremmo bisogno in Italia di uno Stato vero! nel quale tutti gli apparati, tutte le funzioni dalla più semplice al più alto grado; uno Stato nel quale prevale sempre la coscienza di essere la funzione determinante che rappresenta il Paese. ben più della politica (con le sue miserie quotidiane). Come saremmo onorati tutti noi cittadini se, di fronte a proposte “indecenti” della politica, la risposta fosse uno sprezzante silenzio. Basterebbe il viso serio, severo, con gli occhi ben fissi in faccia all’interlocutore. Così li vogliamo tutti, in questo modo ci rappresentano. Sono loro lo Stato, loro che davvero rappresentano i cittadini.

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  1. #1 scritto da socrate lusacca il 21 aprile 2018 16:12

    Franco Roberti, Procuratore Nazionale Antimafia fino a pochi mesi fa, ecco come commenta e ricorda:

    “Il 18 luglio dell’anno scorso, in occasione della commemorazione davanti al Consiglio superiore della Magistratura del venticinquesimo anniversario della strage di via D’Amelio, ho sostenuto in presenza del Capo dello Stato che la decisione di uccidere Borsellino fu accelerata proprio perché egli sarebbe stato d’ostacolo alla trattativa Stato- mafia, appena avviata dopo la strage di Capaci. Tanto più Borsellino se fosse divenuto Procuratore nazionale antimafia, dopo la morte di Giovanni Falcone. Borsellino era percepito come un macigno sulla strada della trattativa: ecco perché Cosa nostra decise subito di ricorrere ad una nuova strage. Borsellino si sarebbe certamente opposto alla trattativa, da qui la necessità di ricorrere a un secondo clamoroso delitto in così breve tempo”.

    RE Q
  2. #2 scritto da Napoleone Buonaparte il 21 aprile 2018 18:58

    Credo che la sentenza sia monca e per questo sarà rovesciata sicuramente in appello.

    Chi ha operato in gruppi speciali delle forze dell’ ordine e nei servizi non si muove MAI in libertà ma esegue sempre ordini impartiti dallo stato che, spesso purtroppo, è rappresentato da politici.

    La presidenza del consiglio risponde in prima persona per i servizi, il presidente della repubblica in quanto Capo delle Forze armate gestisce i carabinieri in particolar modo su questioni come questa.

    Pensare che il Generale Mori, o il Colonnello De Donno di libera iniziativa abbiano intrattenuto trattative con l’antistato lo escludo, che i vertici dello stato (politici) gli abbiano chiesto di farlo è probabile.
    Come diceva sempre un mio vecchio comandante saggio ed esperto: chi va al mulino si infarina.
    Talvolta viene chiesto ad agenti dei corpi speciali e dei servizi di svolgere attività borderline rispetto alla legalità
    MA SEMPRE PER IL BENE DELLO STATO, PER AMORE DELLA PATRIA,

    si rischia di morire, si rischia di non avere il riconoscimento che si dovrebbe avere.

    Dopo 25 anni è stato assolto un altro grande uomo di stato Bruno Contrada, ucciso moralmente dagli stessi politici e magistrati che lo hanno osannato.
    Non dimentichiamoci poi di Falcone, Borsellino, Dalla Chiesa che non hanno fatto in tempo ad essere sputtanati e condannati perché si sono fatti ammazzare prima.
    Con questo voglio dire che se si vuole combattere la criminalità organizzata si devono combattere sul loro campo,
    a me spesso troppo spesso mi viene il dubbio che non si voglia estirpare la mafia e si utilizzino queste sentenze per indebolire lo stato.

    RE Q
  3. #3 scritto da socrate lusacca il 21 aprile 2018 22:47

    Una cosa è certa, Buonaparte…

    queste sentenze hanno un effetto non voluto, derivato, ma purtroppo molto concreto:

    sono una manifestazione del potere dell’anti-stato,
    illustrano la capacità che l’anti-stato ha di piegare ai suoi voleri pezzi importanti dello stato.

    negli ambienti in cui è operante il peso dell’anti-stato, questo esce rafforzato rispetto ai cittadini,
    alla vita legale,
    al vivere civile,
    al rispetto delle regole.

    Ci vuole davvero una volontà ferrea per proseguire nello svolgere funzioni d’ordine, di contrasto all’illegalità fatta sistema,
    con queste descrizioni

    che purtroppo rimangono prive di effetti sostanziali.

    Ad esempio ricostituendo un responsabile unico in Sicilia, Calabria, Puglia, tanto per cominciare,
    dotato dei poteri necessari come quelli che Dalla Chiesa pretese e ottenne.

    Invece restano chiacchiere…
    e schizzi di fango sull’organizzazione dello Stato, del ROS, di tutti coloro che sono dalla parte dello Stato.

    RE Q
 
 

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