Spese per energia e illuminazione pubblica: una cosa è certa, noi paghiamo

Come si dice: “.. a piè di lista”. Il fornitore presenta il conto e il Municipio paga. Il costo energia del nostro comune compnde diverse componenti, che dovrebbero essere valutate in modo organico e unitariamente. L’illuminazione pubblica, il riscaldamento e condizionamento delle sedi comunali, di tutte le scuole (asili compresi). Energia che comprende elettricità e gas, fors’anche gasolio (se a Buccinasco si praticasse ancora il carburante pesante). Su questo insieme dovrebbe ragionare chi amministra.

Il costo di tutto questo sistema può misurarsi intorno a 1,5 milioni l’anno. Tema energia sul quale il Municipio, già da un decennio avrebbe dovuto riflettere, per darne una valutazione sistemica e approntare un “piano energia” di Buccinasco: ottimizzando i tre aspetti di fondo che lo riguardano: l’autoproduzione fotovoltaica e riscaldante; l’ottimizzazione dei contratti distinti per le singole materie; gli obiettivi sostenibili (il ritorno dagli investimenti).

Dire che non è stato pensato, che non è stato fatto nulla e quasi ovvio. Per quanto ne sappiamo non c’è un pannello fotovoltaico o solare che produca energia per il nostro comune. Non c’è una politica che venga incontro alle scuole, ai Cittadini perché si diffonda l’impiego dell’auto produzione, la diffusione dei sistemi e la formazione sugli aggiornamenti che quasi ogni anno sono immessi sul mercato.

Per carità di patria, riguardo al passato sarebbe da segnalare l’impianto di riscaldamento per le docce nel campo sinti. Da noi pagato, realizzato nel 2003, poco dopo guastatosi, lasciato perdere (a nostre spese). Ora smontato e mandato in discarica, sempre a nostre spese. Un tentativo allora, cui avrebbero dovuto seguire altri progetti: invece abbiamo buttato via tutto e andiamo indietro.

Abbiamo un esempio di una delle migliaia di villette che sono a Buccinasco; nel confronto su dodici mesi, l’impianto fotovoltaico ha realizzato un risparmio di energia elettrica di 750 euro, su un investimento di 6,5 mila euro (al netto del recupero fiscale). Qualora si applicasse la medesima proporzione,  a bocce ferme (avendo cioè il comune portato a termine l’intero processo di autoproduzione oggi possibile) noi risparmieremmo la metà di tutto il costo che oggi, e chissà per quanto tempo ancora, dovremo sostenere.

Questa la situazione sostanziale, ad oggi: si ricordi che sono appena eseguiti lavori che riguardano il rifacimento del sistema di condizionamento del municipio, spendendo uno sproposito di mezzo milione all’incirca, senza neppure prevedere una qualsiasi anche minima componente di autoproduzione, di risparmio.   In questo contesto si deve iscrivere una spesa stratosferica legata al sistema d’illuminazione.

Un contratto di nove anni che in questo periodo fa risparmiare un 10% l’anno rispetto al costo del precedente contratto ENEL sole. ENEL sole ha operato con un contratto antidiluviano, risalente al secolo scorso, dalla spesa divenuta esagerata. Una riduzione che nei prossimi nove anni. Mentre le innovazioni e aggiornamenti nel sistema energia si susseguono e procederanno. Per nove anni pagheremo la situazione tecnica del 2016, fino al 2025.

Contratto che affida al fornitore anche il compito di ricondizionare e aggiornare gli apparati inserendo il sitema Led. Il costo stabilito non distingue la funzione aggiornamento tecnico e il costo dell’energia, riproponendo un costo fisso annuale, indipendente dai consumi e dai costi. Un costo che non prevede, sostanzialmente esclude, i sistemi di autoproduzione. Lo troviamo un errore madornale.

La giustificazione addotta: si tratta di un contratto certificato CONSIP, quindi non può che essere corretto. Certo, riguardo alle procedure anticorruzione, che però non significa il più efficace e efficiente contratto che ci sia. Così come è strutturato  il contratto, al fornitore si genera un vantaggio (maggiori utili) meno energia viene impiegata per l’illuminazione. Tutti  i risparmi compiuti vanno a beneficio del fornitore.

Meno illuminazione, più guadagno per il fornitore. Le condizioni contrattuali sono queste:  oltretutto sono monopolistiche, perché uno solo è il fornitore e viene meno la condizione di competitività, del misurarsi con il mercato. Così diventa necessaria, obbligatoria, l’istituzione di un meccanismo di monitoraggio del municipio riguardo a orari, tasso di illuminazione, confronto con i Cittadini per verificare possibili aree poco illuminate.

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