Sinti e costi di gestione: l’esempio di Vicenza costa meno e rende di più

Sul tema della Comunità sinti la nostra amministrazione ha messo a bilancio per quest’anno un progetto che dura nove anni. Che prevede l’utilizzo della ciclofficina (pagato con un finanziamento regionale) chiusa da cinque anni e inutilizzata (magari qui potrebbero essere trasferiti i minori accompagnati di via Nearco, in caso di necessità, non obbligata, però).

Un ente si propone di condividere un progetto con il nostro comune (o viceversa), perché in nove anni rimetta in ordine la cultura arcaica sinti, fatta di espedienti per vivere, rifiutando il lavoro da dipendenti. Sostanzialmente vivono di questi espedienti ed inoltre beneficiano di vari supporti e erogazioni dei comuni, compresi contributi economici, bollette (che tendono a non pagare), ecc.

Vivere di espedienti comporta una frequente pratica di operazioni fuori dal lecito, da cui discendono denunce, procedure giudiziali e sentenze di condanna. Quindi la percentuale dei sinti con precedenti penali è piuttosto elevata, rispetto ai Cittadini che non fanno parte della “cultura” sinti. Cultura che è sostenuta anche da una “benemerita” associazione (che probabilmente qui impiega contributi regionali?).

Il sistema giudiziario considera i Cittadini eguali di fronte alla legge, quindi applica la legge in modo eguale e non considera la “cultura” sinti (o rom) in modo diverso, non tiene conto di reati connaturali a questa “cultura”. Così può succedere (come appare in questi giorni sui giornali) che un di costoro viva perennemente agli  arresti domiciliari avendo da scontare oltre vent’anni di carcere. Ma la legge per i reati del tipo espedienti sinti, non prevede il carcere.

Come è possibile in questa condizione, con i nostri concittadini dalla “cultura” sinti foraggiati e sostenuti dalla nostra amministrazione, arrivare a correggere la loro cultura, enucleando (mettendo fuori) l’usuale tipo degli espedienti? Noi su questo progetto (noi,Cittadini con le nostre tasse) adesso dovremo mettere in conto nove anni di costi per un intervento “rieducativo” pagato all’ente che vincerà la gara (pr nove anni).

Ricordiamo questa situazione perché la nostra amministrazione non ne parla, non fa un briciolo di comunicato, non dà spazio entro le quotidiane elencazioni di contributi. Solo comunicati auto gratificanti di una Buccinasco che ha le strutture comuni (dalle strade agli edifici, ai servizi) che man mano degradano (nonostante le spese annualmente messe a bilancio).

Ci piace ricordare loro l’intervento esemlare del sindaco di Vicenza. Ristrutturato il campo sinti  finanziato dal Ministero nel 2014, i medesimi sinti, in piena conformità alla loro “cultura” non hanno pagato le bollette di acqua e luce. Il sindaco (dopo quattro anni) inva loro l’avviso di disdetta, minacciando di interrompere le forniture (i sinti hanno rifiutato persino di ritirare la raccomandata).

Particolare di interesse per i nostri amministratori: il sindaco in questione. Achille Variati, è eletto dal PD, non sappiamo se sia stato costretto dall’avvicinarsi della rielezione, per ragioni appunto di consenso elettorale, o per altre ragioni. Almeno ha fatto la mossa: un comportamento civico lineare e giustamente rigoroso, non vessatorio, aiuta i sinti a correggere la loro “cultura” ben di più e meglio di quanto potrà fare una coop sociale foraggiata con le nostre tasse.

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