M5S e l’economia pubblica: si comincia ed è bene prestare attenzione

Succede che il candidato in pectore (come un cardinale, dato il ruolo atteso) per il MEF, ministero economia e finanza per il M5S. professor Andrea Roventini, docente alla normale di Pisa, pubblica sul blog (VEDI) un piano d’azione chiarissimo e determinato su un tema economico di grande, enorme rilievo. L’aspetto relativo ai nominati nelle aziende pubbliche.

Si tratta di 60 aziende che cubano 120miliardi di fatturato; come dice l’economista (di area Keynesiana viene qualificato, il che non entusiasma, nel terzo millennio). Chissà se l’economista si rende conto di star trattando del nocciolo (le noyau dur, in francese) dell’intrico di potere reale che sta sopra, di fianco, e tutto comprende del potere reale: l’occupazione dello Stato divenuto cosa loro.

Non si dovrà avere paura di riconfermare i manager che hanno ben operato e di congedare quelli che hanno deluso. Tutto ciò dovrà avvenire nella massima trasparenza, evitando logiche politiche spartitorie che possano promuovere manager appartenenti a circoli di potere, che affondano le radici nella Prima e Seconda Repubblica, e cercano di riciclarsi anche oggi, o fornire una comoda poltrona agli amici degli amici, o un buen retiro per i soggetti (es. capi di gabinetto, consiglieri di stato, direttori generali, etc.) non più graditi e privi delle competenze necessarie.

Si rende conto di quanto sia importante, perché la descrizione che ne dà è puntuale. Quali che siano le maggioranze, gli incarichi e la loro ripartizione corrispondono all’importanza che si sostanzia in ogni tornata elettorale. Così si confermano i ruoli rispettivi e l’importanza reale, il potere che gestisce in chiave spartitoria, ciò che noi chiamiamo il sistema romano.

Un articolo dichiarazione (che invitiamo a leggere per intero) dalle caratteristiche chiare oltre ogni limite. Il sistema così viene smontato: li si manda a casa, non tanto come singoli nomi ma nella qualità di manager che riferiscono al potere (non al governo) di chi li lì ha nominati. Se ne rende conto il chiarissimo professore.

Un programma del genere è da incorniciare, pubblicare a pagina intera su tutti i quotidiani; leggere in tutte le televisioni nazionali; mettere in programma al Ministero dell’Economia: prima lo si fa, meglio è per il Paese, per l’Italia.  Se le dichiarazioni fossero di un ministro in carica.

Bello che lo abbia dichiarato, che lo abbia detto senza veli, apertis verbis come si dice. fa ben sperare ed è un pezzo di programma che ha l’effetto di togliere da sotto le terga la poltrona o la seggiola delle diverse segreterie dei partiti “storici”. Troppo bello per essere vero.

Sì, perché questo programma, semplice e lineare, chiaro e senza riserve, è una delle principali cose che bisogna compiere davvero, di cui il Paese ha pressante bisogno per poter ripartire. Peccato però: il professor Andrea Roventini è il candidato Ministro all’economia indicato dal M5S… non è ancora Ministro e quindi, le sue dichiarazioni sono simili a un piano di battaglia napoleonico illustrato da un tenente d’artiglieria ventenne.

Se ancora non se ne fossero accorti, queste dichiarazioni sono come la dichiarazione di guerra alla consorteria partitocratica-burocratica che oggi detiene il potere. Se fossimo a uno dei giochi di strategia, la mossa che può seguire è un accordo in difesa dell’esistente: un bel governo che unisce l’area centro destra e il PD.

Quindi: sul programma elencato siamo felici di averlo letto e ci fa sperare bene(comprese le aperte diffide a non fare scherzi in questa fase di transizione). Purtroppo però dovremo attendere, per ora siamo solo alle schermaglie, alle mosse preparatorie di una partita a scacchi che si prospetta lunga. Quel che è certo come risultato è un’aggressione muta e dura perché non riesca nel suo intento, per difendere l’esistente. Grazie comunque, professore.

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  1. #1 scritto da Andrea D. il 30 marzo 2018 10:38

    Caro Saccavini, mi stupisce che una persona della tua esperienza si entusiasmi di fronte a queste dichiarazioni come un giovincello in preda ai fumi dell’alcol e delle droghe.

    Ma dimmi quando mai hai sentito un politico dire (dire, non fare) qualcosa di diverso?!
    Tutti alla ricerca, a parole, del merito, della qualità, la persona giusta, col giusto profilo e le necessarie competenze, al posto giusto. La realtà, lo sappiamo bene, è stata diversa, radicalmente diversa, e sarà così anche ora, non ti illudere. Cambieranno solo i referenti e i parametri.

    PS Il candidato ministro in questione è quello che sostiene che l’Italia uscirà dalla crisi e ridurrà il rapporto debito/PIL non già riducendo le spese (e gli sprechi, quando mai, tagliare rende scontenti gli elettori), ma aumentando gli investimenti (a debito, ovviamente, per la serie più spendi e più guadagni).
    Una nuova IRI e una nuova Cassa del Mezzogiorno lanceranno il paese nell’empireo delle superpotenze.
    Basta crederci.
    Se vuoi comincio a cercarti un posto.

    RE Q
  2. #2 scritto da socrate lusacca il 30 marzo 2018 10:58

    Una reazione prevedibile… in questi due giorni i media parlati (RTV) hanno coperto l’articolo con un telo nero di seta.
    Com’era d’uso dei quadri con qualche nudo nel periodo nel seicento, controriforma imperante.
    C’è da scommettere che è l’argomento di conversazione di chi il potere oggi ancora detiene..

    RE Q
  3. #3 scritto da socrate lusacca il 30 marzo 2018 11:08

    Mah….
    dichiarazioni del genere io non ricordo mai di averne sentite.
    Soprattutto dopo le elezioni in fase di costruzione di un governo, di una maggioranza,
    perché questo della spartizione dei posti pubblici è uno degli argomenti di cui sempre si è discusso nelle stanze del potere,
    argomento forte da utilizzare come moneta di scambio.

    Affermare in questa fase il principio, nei termini in cui viene fatto nell’articolo, non credo abbia precedenti.
    Può essere che sia una reazione a qualche assaggio, proposta che sia pervenuta, suggerita, al vincitori (ma non troppo) di questa tornata elettorale.

    La ritengo una cosa giusta, e credo debba essere sottolineata.
    Che diventi concreta lo sapremo dopo,
    nel come e nel quanto…
    conta molto, molto di più della riduzione dei costi di Camera e Senato
    di cui si parla troppo, rispetto agli effetti (che sono positivi, esemplari, ma di poco peso)

    Non si tratta di credere: in politica non si deve mai dare per certo un programma dichiarato.
    Dire che è giusto, sottolinearlo, questo sì.

    buona giornata

    RE Q
  4. #4 scritto da Andrea D. il 30 marzo 2018 11:45

    Preso al volo il primo risultato uscito con una semplice ricerca google, ma scavando si può trovare di meglio:

    A rispondere a queste polemiche è stata Silvia Fregolent, vicepresidente del gruppo Pd alla Camera: “Le nomine sono le migliori che l’esecutivo potesse fare”.

    Nessuno dirà mai (e ha mai detto) che Tizio è stato nominato in funzione della sua fedeltà al partito!

    RE Q
  5. #5 scritto da Andrea D. il 30 marzo 2018 11:51

    E qui un’altra frase presa dal secondo risultato della ricerca:

    “Prima di ragionare sui nomi dobbiamo definire cosa devono fare queste grandi aziende” ha detto recentemente il premier, lanciandosi nel latinismo “nomina sunt consequentia rerum”.

    RE Q
  6. #6 scritto da socrate lusacca il 30 marzo 2018 14:24

    La faccia di bronzo è strumento indispensabile del far politica entro il sistema romano,
    dipingere come etico e responsabile ciò che invece
    è un’evidente risultato di trattative e scambi entro e fra partiti, correnti, capi o capetti,
    ministeriali, regionali, nazionali e d’enti intermedi.
    Giù giù, fino alle nomine locali…
    un esempio?
    Fondazione Pontirolo…

    buona giornata

    RE Q
  7. #7 scritto da socrate lusacca il 30 marzo 2018 14:27

    Questa banalità trasmessa come il succo di un pensiero manageriale da bocciofila
    (nel rispetto delle bocciofile reali)

    merita proprio il latinorum ….

    RE Q
  8. #8 scritto da Rinaldo Sorgenti il 1 aprile 2018 20:04

    @socrate lusacca
    Concordo con te Andrea. Purtroppo questa è l’abitudine e non bastano considerazioni generiche per cambiare le cose.

    Occorre poi competenza e capacità per realizzarle.

    RE Q
  9. #9 scritto da Rinaldo Sorgenti il 1 aprile 2018 20:08

    …..in linea con il piano energetico nazionale a 5 stelle. …. ?
    Se così fosse, allora stiamo davvero freschi!

    Leggendo quel documento ci si rende conto della demagogia e dei numerosi “luoghi comuni” che lo hanno ispirato.
    Evidentemente, chi l’ha concepito ha ben poca cognizione di causa in materia!

    E così si continuerà a sperperare un’enormità di risorse per inseguire fuorvianti teorie, mentre i veri problemi dell’umanità continueranno a rimanere irrisolti a danno di noi tutti.

    Mi riferisco a quell’enorme porzione dell’umanità che vive nei troppi paesi sottosviluppati del pianeta che NON hanno ancora accesso all’energia (anche quella “banale” dell’elettricità e che, continueranno a vivere in condizioni miserevoli, mentre il mondo con la pancia piena sperpererà enormi risorse per inseguire le bufale … rinnovabili!

    A tutto vantaggio di quei pochi (in confronto agli altri!) speculatori che stanno dietro a quelle teorie!

    RE Q
  10. #10 scritto da socrate lusacca il 1 aprile 2018 21:59

    In effetti il chiarissimo professore della Normale ha competenza e conoscenza, e l’illustrazione del fenomeno privatistico-partitico delle imprese a controllo pubblico è puntuale e precisa.

    Non sembra però dotato di capacità manageriale:
    un imprenditore mai avrebbe reso noto al mercato una strategia del genere.
    Ciò avrà l’effetto di organizzare barricate e contrasti, di lavorare sott’acqua, da parte di chi dall’andazzo attuale trae potere e vantaggi.

    fra il dire e il fare c’è sempre un mare di mezzo….

    buona serata

    RE Q
  11. #11 scritto da socrate lusacca il 1 aprile 2018 22:05

    Certo Sorgenti,

    i temi generali del programma M5S non possono non essere richiamati da un candidato in pectore…
    c’è da sperare che, trattandosi di un competente (teorico), in materia agisca distinguendo il grano dal loglio del programma…

    Del resto oltre a loro, il governo dovrà comporsi di altri supporti…
    Fra questi ve ne saranno anche che possono sostenere la meritocrazia e la terzietà nelle nomine dei grandi apparati pubblici (ma c’è da dubitare che la questione vada liscia).
    Quanto all’energia, il piano futuribile, la de industrializzazione, il ritorno alla natura, ecc. dovranno necessariamente confrontarsi con la realtà.

    buona serata

    RE Q

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