Cronaca di gestione fatta nella nebbia: anche pasticciata

Meno male che c’è una legge che regola la pubblicazione delle decisioni della Giunta comunale sull’Albo Pretorio. Sito on line per norma di legge, reso di accesso non proprio facile e semplice, rispetto al suo compito di rendere noto a tutti un fatto, una decisione dei nostri amministratori. Se potessero, i nostri attuali, di certo eviterebbero di render note le discussioni, le divisioni interne.

Veniamo al fatto che abbiamo rilevato. Il giorno 14 (Mercoledì, come d’uso) alle 14.30 si riunisce  la Giunta che approva otto delibere: dalla n.55 alla n.62 compresa. Fra queste anche di complesse e di peso, come il rendiconto di gestione 2017 e il P.E.G. (piano esecutivo di gestione 2018). Prima curiosità certificata negli atti è la verbalizzazione dell’ora: tutto, dalla prima all’ultima, è avvenuto, per tutti gli atti, alle ore 14.30 in punto.

In un atto pubblico, se viene richiesta l’apposizione dell’ora, una ragione ci sarà. Allora però l’ora va indicata in modo abbastanza preciso, non è un dato virtuale, da mettere a spanna. La sequenza dei numeri progressivi sopra indicati dovrebbe stabilire la successione: il numero minore è avvenuto prima del numero successivo, sarebbe ovvio. Se però tutti gli atti riportano la stessa ora e minuto, teoricamente la successione delle delibere può essere “aggiustata”.

Probabile che l’indicazione dell’ora sia richiesta proprio per evitare che ci possano essere manipolazioni. Ecco che allora, l’ora e il minuto in cui sono state approvate le delibere di Giunta assumono la loro importanza, che qui viene meno. Tanto più che il numero attribuito poi, non corrisponde alla sequenza pubblicata sull’Albo Pretorio …  Ma perché ci siamo messi a controllare questo aspetto, si chiederanno i lettori? Subito spieghiamo.

Tutte le otto delibere compiute nello stesso minuto, sono state approvate all’unanimità di tutta la Giunta al completo… tranne una! Questa delibera vede l’assenza di Rosa Palone: Assessore antimafia, fra le altre incombenze assegnatele dal sindaco.

Ma proprio la delibera che più è in relazione con la sua delega antimafia, guarda il caso, riguarda una faccenda che con l’antimafia ha relazione: la delibera n.55, che ha per oggetto: DENUNCIA PER DIFFAMAZIONE.

…  le dichiarazioni rese dal sig. K.D., aventi il medesimo contenuto diffamatorio nei riguardi del Comune di Buccinasco, pubblicate da Corriere.it in data 16/2/2018, da Il Giorno in data 17/2/2018 e da Repubblica.it in data 21/2/2018; RITENUTO che tutte le dichiarazioni in argomento siano gravemente lesive dell’onorabilità, della reputazione e dell’immagine del Comune di Buccinasco;

Klaus Davi, dovrebe essere  il nome indicato in sigla: appare il soggetto della denuncia (salvo errore). Mentre gli argomenti che trattano  gli articoli in questione sono conseguenti al noto manifesto fatto affiggere dal medesimo (per questo multato), con un nostro concittadino tramutato in sembianze femminili. Non siamo andati a vedere di che si tratta, non è questo l’interesse.

Il sindaco è quello che su “ilcorriere” è stato intervistato raccontando a tutta pagina Buccinasco Platì del Nord. In questo caso l’articolo è stato diffuso, non sono state chieste precisazioni. L’unico che lo ha fatto siamo noi di cittaideale e ci siamo presi dal giornalista una lezioncina sballata nella quale viene sostenuto che Buccinasco è la Platì del Nord (poi è sparito).

La coerenza non è un obbligo sanzionato dal codice penale (come la diffamazione, ad esempio), ma forse un titolare di così alto incarico pubblico dovrebbe farvi caso. Ciò che poi conta e rende la vicenda del Comune strana  (il comune sarebbe il gravemente offeso, si badi, non la Giunta, non il sindaco), è la coincidenza dell’orario e dell’assenza dell’Assessore antimafia; è il sindaco in prima persona a proporre di denunciare il massmediologo Klaus Davi.

Il sospetto che ci si trovi di fronte a  una divergenza di vedute, che non sia causale l’assenza  dell’Assessore antimafia Rosa Palone in questa delibera, e solo in questa,  può trovare la sua ragione anche nel fatto che la proposta di questo atto sia del sindaco in persona.

Ammesso che l’assenza sia casuale, proprio su questo punto, non si doveva attendere la presenza dell’Assessore antimafia? Oppure la cosa è stata considerata non necessaria, con un procedere che si può vedere come scortese, inappropriato? L’Albo Pretorio non dice: tutto in un minuto le otto delibere; minuto entro il quale, solo in quest’atto, si  registrata l’assenza dell’Assessore antimafia.

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