Anti-stato, manifestazioni e Protocollo della Legalità

Cominciamo con un complimento; non frequente da parte nostra,con questa amministrazione . Siamo andati a leggerci il Piano anticorruzione 2018-2020. Appare  ben strutturato: tratta in modo organico e separato le problematiche relative alla gestione degli appalti,  ai comportamenti e obbligazioni del personale, in particolare dei quadri (che nella P.A. vengono chiamati Posizioni Organizzative).

Questo piano è stato pubblicato il 13 Marzo;  casualmente dopo l’ennesima nostra denuncia di un’assenza del tema riciclaggio e corruzione entro le manifestazioni previste per questo mese “Buccinasco contro le mafie” (VEDI, il 3 Marzo). Mentre scriviamo del nuovo Protocollo non se ne parla, entro le quotidiane comunicazioni pompieristiche che appaiono sul sito istituzionale. Eppure meriterebbe, per l’importanza del tema e anche per  sforzo (che c’è)  di dare organicità  al documento.

Città Ideale deve andarne orgogliosa per la struttura di questo documento. I lettori degli anni scorsi ricorderanno la proposta, l’insistenza, la battaglia da noi portata avanti per 4 anni, circa il Protocollo della Legalità, (mandato Maiorano). Presentata dal senatore Fiorello Cortiana, quale Capogruppo di Coalizione Civica. Fatta propria quasi a fine mandato,  solo alla condizione che si facesse finta che la presentazione fosse congiunta dell’amministrazione con l’intero Consiglio.

Vedere oggi inserito il Protocollo della Legalità, arricchito e reso organico non può che renderci felici. Il documento è previsto venga pubblicato e presente in permanenza sul sito istituzionale.  Abbiamo dato una scorsa alla sua struttura e ai suoi contenuti: questi riguardano comportamenti e gestione del municipio, del personale e sono quasi esclusivamente relativi alle opere pubbliche, oltre a comportamenti corruttivi che possono riguardare il personale (in dettaglio ne parleremo in seguito).

Ciò detto e apprezzando l’impegno del Segretario Generale, siamo andati a vedere entro le settanta pagine del documento quali fossero le norme di prevenzione e contrasto al riciclo di danaro attraverso opere edili private e compravendite relative al territorio. Forse ci sbaglieremo, ma ciò che abbiamo trovato è ben poca cosa e lo riportiamo:

Il medesimo regime (esito della verifica antimafia dalla Prefettura) si applica per le opere pubbliche realizzate a cura di operatori edilizi privati in esecuzione di piani o atti urbanistici comunque denominati ai sensi dell’articolo 1 lettera e) del decreto legislativo n. 50 del 2016 e dell’articolo 16 comma 2 del DPR 380 del 2001. L’informativa antimafia è rilasciata dalla prefettura anche nei confronti degli operatori edilizi di convenzioni urbanistiche (articolo 2 del protocollo d’intesa con la Prefettura, anticorruzione, pag 44)

Qui siamo all’esposizione di leggi e normative quasi scontate, affrontate in chiave meramente burocratica, trasferendo alla Prefettura il compito di individuare interessi espliciti dell’anti-stato  in operazioni economiche sul territorio. Se la Prefettura non risponde (deve ancor approvare questo Protocollo della Legalità)  oppure rilascia la liberatoria, l’amministrazione così è a posto?  Non basta proprio, non ci siamo.

Chi conosce la situazione in Comune, chi ha disponibilità e è in grado di monitorare quotidianamente ogni passaggio di proprietà? Chi sta sul territorio o la Prefettura? Un agire del genere ha qualcosa di pilatesco, lasciando il compito ad altri. Contrasto all’anti-stato questo? non crediamo proprio, non possiamo limitarci a ciò.

Possiamo ad esempio citare un fatto abbastanza recente: il rilascio di permessi a costruire relativi a una società che aveva come amministratore formale un cittadino di Buccinasco. Noi Cittadini venimmo in seguito informati ufficialmente che già da oltre un anno la società era passata di mano; che l’amministratore lo era solo formalmente ma non era lui a decidere, ad operare con il Comune. La proprietà faceva capo ad altra società. Per poi concludersi qualche mese dopo con una cessione ulteriore: da questa a una nuova società, con altre persone e altri interessi.

Facendo salva la regolarità formale dell’operazione d’allora, chiunque può ben capire che il rilascio della Prefettura rischia facilmente di essere vanificato. Se siamo seriamente interessati a un’azione di contrasto all’occupazione del territorio di Buccinasco da entità dubbie, se vogliamo agire concretamente, con normative visibili e ufficiali, questi aspetti di natura normativa e di procedura richiedono ben altro: si impone un approfondimento sostanziale.

Infine, non vorremo poi, come è frequente che succeda con la P.A., che le norme scritte sono tenute lì a dormire, mentre la gestione fattuale, tacita ma sostanziale si caratterizza per un procedere come prima. I quadri e il personale tutto si ricordino bene che, con questo scritto firmato, di fronte a un qualsiasi comportamento difforme, saranno loro, solo loro, chiamati a risponderne direttamente.

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