Confindustria e M5S: una dichiarazione di logica presa d’atto

Sostanzialmente assente dal dibattito sulle cose da chiedere alla politica, per tutto il periodo elettorale, continuando in un agire poco interessato ai problemi del paese, Confindustria adesso esce con un comunicato di concreta disponibilità.

Da qui un endorsement al M5S, accreditato come “partito democratico”. Quando i partiti sono tutti dalla gestione proprietaria (le segreterie), tutti fuori dalla Costituzione. Oltretutto i Cinque Stelle non si considerano partito. Prendano questo incoraggiamento come riterranno opportuno e considerino la seria preoccupazione delle reazioni sui mercati internazionali.

Se ne rendano conto: finiti i festeggiamenti, adesso arrivano i problemi. Che non sono loro, anche se è normale che ne abbiano, privi d’esperienza come sono. Si rendano conto che questi sono problemi del paese. Loro scelte o dichiarazioni possono davvero far male: non è prudenza ma aver coscienza della situazione interconnessa globale.

Gli industriali si fidano dei Cinque Stelle

Il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia tende una mano ai pentastellati: “M5S non fa paura, è un partito democratico”

Huffingtonpost (06 Marzo 2018) “I 5 Stelle non fanno paura, valutiamo i provvedimenti, stiamo parlando di partiti democratici”. A dirlo è il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, oggi a Milano per l’assemblea di Sistema moda Italia. Gli industriali tendono così una mano ai pentastellati, primo partito con oltre il 32% alle elezioni politiche di domenica, dopo la nota in cui ieri si invitavano i partiti ad essere “responsabili” al fine di “garantire stabilità e governabilità” al Paese.

Dal numero uno di Confindustria solo una raccomandazione a non “smontare” quelle misure che hanno avuti effetti sull’economia reale. “Riteniamo che alcuni provvedimenti abbiamo dato effetti sull’economia reale in questo momento storico, in particolare il Jobs Act e il piano Industria 4.0. Smontarli – avverte Boccia – significa rallentare, invece dobbiamo accelerare se vogliamo ridurre il divario e aumentare l’occupazione nel paese abbiamo bisogno di una precondizione che si chiama crescita”.

“Un esito di questo tipo – commenta ancora Boccia – un po’ era nell’aria, ma non a questo livello, bisogna prendere atto del voto degli italiani”. “L’appello lo abbiamo fatto ieri: l’idea di avere a cuore l’interesse del Paese”, aggiunge il presidente di Confindustria. “Abbiamo appuntamenti importanti, non solo in chiave italiana, per continuare ad accelerare sulla crescita e ridurre i divari nel Paese, che sono emersi anche in funzione dell esito di voto.

Abbiamo – prosegue Boccia – appuntamenti importanti a Bruxelles, a marzo la riunione dei capi di Stato, tra marzo e luglio un dibattito importante sul bilancio europeo e in particolare sulla politica di coesione, determinante per il nostro Paese”.

Quanto al reddito di cittadinanza, una delle promesse chiave dei Cinque Stelle, Boccia commenta: “Bisogna vedere cosa hanno veramente in mente di fare”. In particolare, si deve capire “quanto è la quota in termini di costo per lo Stato, e quindi quanto incide dal punto di vista di deficit e debito pubblico”. “Quest’ultimo non è una questione europea, è una questione italiana”, sottolinea. “Tra l’altro, siccome nei prossimi anni avremo sicuramente un aumento dei tassi di interesse, prima riduciamo il debito – conclude – e meglio è per il Paese”.

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