Buccinasco: con lo SPRAR arrivano 37 nuovi residenti

Fa parte delle politiche di una qualsiasi amministrazione, la possibilità di influire sui flussi demografici, sull’aumento o riduzione dei residenti. In genere si fa costruendo nuove case, come avvenne per trent’anni, come ancora adesso sta facendosi con la realizzazione immobiliare in corso prossima a Spina Azzurra.

Si può fare anche in altro modo, ad esempio accordando la residenza a Cittadini altrimenti nomadi; a Buccinasco ne abbiamo oltre 100, fra cui qualche decina messi in fondo a via Vivaldi durante il mandato Maiorano, oppure altri sei minori non accomagnati  che si disse fuggiti dalla guerra in Siria, salvo poi trovare che sono persone divers, affidate in gestione alla coop Villa Amantea.

Infine si può aumentare i residenti per decisione del Prefetto che ci assegna 74 residenti, che sono definiti “richiedenti asilo”. Persone sbarcate sulle nostre coste o raccolte in mezzo al mare, quasi sempre prive di documenti e di qualsiasi elemento identificativo,  su cui ci vogliono un paio d’anni per sapere che farne. Intanto ce le teniamo. Cioè facciamo “accoglienza”. Poi, in attesa li mandiamo in giro per le strade a sopravvivere.  Siamo obbligati? Non si sa ma secondo una delibera di Giunta (n.34)  del 13 Febbraio viene detto:

…. in base alla popolazione del nostro comune e secondo la tabella di ripartizione dell’accordo ANCI/Ministero dell’Interno il nostro comune dovrebbe accogliere 74 richiedenti asilo; ma si parla anche del protocollo firmato tra Prefettura di Milano, Città Metropolitana e Comuni delle zone omogenee, relativo ad una accoglienza equilibrata, sostenibile e diffusa dei richiedenti la protezione che contiene al suo interno la clausola di salvaguardia e che definisce che i Comuni sottoscrittori vengano esclusi dai bandi di accoglienza della Prefettura se raggiungono la copertura del 50% dei posti previsti in base al Piano Anci/Ministero dell’Interno che per il comune di Buccinasco corrispondo a 37 richiedenti asilo;

Decisione di cui non si è parlato,  nel Consiglio del 21, forse per ragioni elettorali. Vedremo adesso, a elezioni concluse, come si concretizzerà questa faccenda. La politica demografica dell’amministrazione ha insomma una serie di tasti su cui muoversi. Magari prima di farlo dovrebbe informarne i Cittadini, spiegarne le ragioni, discuterne le modalità, la provenienza, le possibilità di un’ integrazione concreta e positiva, condivisa. Insomma un piano che sia organico, fatto con coloro che sono la città, che già vivono e dovranno convivere.

Chi oggi amministra non ne informa, non ne discute. Il 21 Febbraio si è svolto un Consiglio Comunale con un suo odg, che è stato sviluppato. Si è parlato di tutto, anche nelle dichiarazioni: salvo errore nulla della politica demografica, dell’accoglienza di nuovi Cittadini a Buccinasco.  Si descrivono queste decisioni come dovute, come obbligate, da accordi firmati dall’ANCI, da protocolli firmati in prefettura: non riguarda più i Cittadini, dobbiamo subire, noi Cittadini

37 richiedenti asilo che dobbiamo accogliere; trovare per loro una sistemazione, magari costruendo nuove casette minime (social housing le ha chiamate il sindaco, che pensa di farle realizzare sul terreno ex Seme Fiorito).  Non dovremmo, PRIMA, stabilire COME e DOVE, con quali metodi e caratteristiche, “accogliere” questi  richiedenti asilo? Ammesso che si sia obbligati a farlo, la nostra amministrazione ritiene non sia il caso, evidentemente. Basta la pubblicazione in Albo Pretorio di una delibera, di una determina tecnica.

La settimana dopo, il 19 Febbraio, sempre prima del Consiglio (ma pubblicata tardi perché possa essere letta il 21), si delibera la gara per assegnare la gestione di costoro (37?) all’offerta più economica con un costo di 625mila euro complessivi dal 01 07 2018 al 31 12 2019. 400mila euro l’anno che  dovrebbero venirci erogati dal MEF (ministero economia e finanza). Il fatto che non si subisca costi, non vuol dire che per 3 anni si debba avere in giro 37 richiedenti asilo trasformati in residenti.

Per fortuna dei Cittadini, in tutta fretta, il venerdì prima delle elezioni (2 Marzo) la gara viene annullata perché contiene errori. Il minimo che prevede il ministero per il progetto SPRAR (Sistema Protezione Richiedenti Asilo e Rifugiati): è di finanziare per tre anni l’accoglienza, mentre la gara è per 18 mesi! determina che annulla: n.157 pubblicata il 2 Marzo. Si dovrà ripartire con la gara (ammesso che l’amministrazione voglia ripeterla, come sembra intenzionata a fare).

Ripetiamo anche noi … a chi ha il compito di amministrare i beni e la Comunità, che svolge questo servizio (è stato lui a chiedere di essere eletto all’incarico) quali sono gli elementi  su cui ha il dovere di discutere e informare la Comunità:

I 37  “RICHIEDENTI ASILO”
DOVE INTENDE METTERLI?
IN QUALI STRUTTURE?
CON QUALI SERVIZI SI DEVONO ASSISTERE E FORMARE?

Prima di indire la gara, PRIMA!  Qualcuno in via Roma, ha la bontà di informare sugli effetti sociali di questo progetto; sull’impatto nel territorio; sulle conseguenze sociali  che ci coinvolgono?  Intendiamo distribuirli sul territorio in appartamenti vuoti come scritto nel DUP? Oppure vogliamo metterli in un lager, chiusi e separati, facendo accoglienza in questo modo?

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  1. #1 scritto da socrate lusacca il 8 marzo 2018 09:36

    C’e’ qualche supporter indebito della minoranza,
    che sostiene la legittimità del provvedimento e cita leggi europee per dare legittimità, obbligata, alle “ragioni” del sindaco.

    Due cosette:
    UNO un legge europea ha funzione di legge quadro che deve essere recepita e fatta propria, con propria legge, da ciascuno stato europeo. Non diventa in automatico legge dei cittadini.
    DUE fra norme e leggi richiamate non viene citata come fonte della decisione (perché non può esserlo)

    Questo modo d’agire,
    che commentiamo, solo perché obbligati a motivazione della notizia,
    lo lasciamo valutare al buon senso dei lettori.

    RE Q
 
 

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