‘ndrangheta a sproposito quando i problemi sono altri

Nella seduta del Consiglio ultima, si è verificato un intervento del sindaco su un argomento estratto dal cappello a cilindro (non previsto nell’odg). Cosa ci ha raccontato il sindaco, lo riepiloga il medesimo in un comunicato stampa (VEDI). La ‘ndrangheta di cui parla il sindaco, proprio non c’entra.

Un Cittadino residente a Buccinasco (perché tale è oggi il signore in questione) ha una legittima abitazione in luogo intestato alla famiglia. Ritiene di aver diritto degli spazi comuni di una villetta, per il resto oggetto di sequestro antimafia. È aperta una vertenza al riguardo, che vede quale interlocutore l’amministrazione comunale, assegnataria del bene sequestrato.

Il sindaco ritiene di non ricevere e non trattare con il Cittadino in questione e i suoi legali. Posizione legittima, prudente, che può anche condividersi. Fin qui il sindaco fornisce al Consiglio un’informazione; legittima e tutto è regolare.  La ‘ndrangheta non c’entra nulla, se non per i trascorsi del personaggio, il quale ha il diritto di essere trattato da Cittadino residente.

Lo Stato di diritto è così e in questa diversità sta la distinzione con l’anti-stato, con l’illegalità fatta contropotere. Al sindaco però la notizia non deve bastare e allora racconta: che lui pretende di avere l’uso esclusivo del cortile, di non volerlo condividere con il comproprietario. Esprime la decisione che, se il Prefetto giungesse a una decisione non conforme alle sue aspettative, …. E continua di questo passo nel verbale, sostenendo che le pretese della controparte sono:

“… un’ennesima sfida allo stato.. .e siamo pronti a affrontare un’eventuale causa….”

La decisione del Prefetto (cui si sarebbero rivolte le parti) o del tribunale se il sindaco ricorrerà in giudizio ( contro il prefetto ?) ….. non può che essere conforme al suo ruolo e alla legge. Da dirimere è il presupposto di uno spazio sequestrato, che ha una proprietà unica non divisa: questa divisione è parificabile a una ripartizione in millesimi di luoghi comuni? Ma questi luoghi sequestrati, in questo caso possono definirsi comuni?  Se l’interpretazione di legge è questa: cosa vuole, il nostro sindaco? Non lo sa che noi, a differenza dell’anti-stato, viviamo in uno stato di diritto?

Su questo tono esprime la sua inveterata lotta alla ‘ndrangheta, ecc. ecc. agitandosi da capopopolo e chiedendo il sostegno del Consiglio. La mozione e l’emozione, per definizione, può portare a scelte non meditate, anche a persone usualmente ragionevoli. Prendere decisioni in questo stato sarebbe prudente evitarlo; prendersi il tempo di rifletterci. Il sindaco usa spesso l’effetto sorpresa. Una proposta di mozione di sostegno al sindaco in chiave anti-stato viene presentata da Alberto Schiavone per il M5S:

….Ieri sera , dopo aver ascoltato la comunicazione del Sindaco , ho proposto IMMEDIATAMENTE un ordine del giorno urgente per chiedere a tutto il Consiglio Comunale di votare un sostegno unanime alla condotta del Sindaco….

Questa viene posta ai voti e qui votano tutti (anche la minoranza): il timore di una scelta spaccata sul tema anti-stato porta a evitare discussioni e al voto di sostegno al sindaco. Noi, avendo il tempo per riflettere, fuori dalla sala consigliare, dai suoi umori e vibrazioni, possiamo adesso tranquillamente affermare che il Consiglio ha agito in modo improprio, seguendo un comportamento del sindaco, come minimo esorbitante, se non fuori tema.

Precisiamo il nostro giudizio: intanto il problema sta all’origine. La divisione di una unità immobiliare come definita: sequestrata in parte, creando una divisione prima inesistente, che lo stesso sindaco ha definito pubblicamente illogica. Il sindaco come ha agito al riguardo? Vuole informare il Consiglio se ha fatto ricerche; quali i passaggi che hanno portato allo stato di cose attuale? Chi ne è il responsabile? Ha rappresentato, il sindaco, alla autorità che ha assegnato l’immobile, la divisione così come è risultante, con i problemi che genera, chiedendo i chiarimenti opportuni? Di questo non parla.

Quanto alle scelte successive che dichiara di fare, non vogliamo addentrarci: non conosciamo nel dettaglio le ragioni del comproprietario. Può essere che fra queste vi siano comportamenti impropri degli attuali abitanti? nostri residenti di fatto. Non sappiamo e non ci interessa. La decisione di compiere quest’uso del bene sequestrato e ceduto al comune, è della amministrazione precedente. Ma lasciamo perdere.

Per concludere: su questo fatto cosa c’entra la ‘ndrangheta? L’anti-stato? Quale pensiero ha arrovellato il sindaco al punto da fargli dire ciò che ha detto ? Lo disturba la necessità di dover spostare in altro luogo gli ex minorenni ? La decisione di cedere alla coop Villa Amantea l’uso, con i suoi contenuti, è del mandato Maiorano. Le conseguenze sono responsabilità anche sua quale vicesindaco d’allora.

Intanto l’anti-stato a Buccinasco probabilmente continua ad acquistare terreni ,immobili, beni diversi un giorno si e l’altro pure, direttamente o attraverso società formalmente nuove, con soci forse regolari, mentre di quanto sta facendo al riguardo, il sindaco non fornisce neppure una notizia, nessun allarme, tutto regolare?  Salvo il rito dell’evento antimafia con bandiere e fanfare, al quale magari partecipano i colletti bianchi che di quelle operazioni sono esecutori o addirittura progettisti.

Ma lui, il sindaco, nel comunicato si fa fiero, orgoglioso, dell’approvazione ricevuta all’unanimità dal Consiglio… lui sugli spalti come la Liberté guidant le peuple, nel quadro di Delacroix, che dagli spalti, sulle barricate, il braccio alzato e la bandiera, guida il Consiglio.  Ma ci faccia il piacere….  Era uso dire un comico d’ingegno duraturo.  Per il futuro, al sindaco e altri frettolosi, consigliamo minore improvvisazione quando si rappresentano i Cittadini di Buccinasco.

  1. #1 scritto da socrate lusacca il 28 febbraio 2018 15:57

    Il sindaco non replica direttamente; lo fa a distanza, senza che si possa interloquire.
    In questo colloquio a distanza (di cui lui solo è responsabile), ecco che inserisce piccole novità che, nelle sue intenzioni, dovrebbero cambiare il senso del suo intervento.
    Riportiamo la parte di interesse uscita su Buccinasco informazioni:
    L’uso di quel cortile è rivendicato però anche dalla famiglia confinante, la famiglia residente nella porzione dell’immobile non confiscata. Si è presentata mesi fa in Comune proprio per affermare questo diritto. Preoccupato per la nostra istituzione e soprattutto per i minori che ho il dovere di tutelare, mi sono rivolto al Prefetto di Milano e all’Agenzia per i beni confiscati, affidando il nostro Ente anche ad un legale.
    Come possiamo permettere una convivenza così promiscua?
    Come ho spiegato ai consiglieri comunali nell’ultima seduta del 21 febbraio, la famiglia residente insiste nel voler usare.

    La domanda sottolineata denuncia un eccesso di potere evidente.
    Non spetta al sindaco “permettere” ma alla legge.
    Se la legge condivide la richiesta del cittadino, la legge si applica.
    punto e basta, anche se il sindaco “non permette”.

    Che questa faccenda di una condivisione di villetta sequestrata rimane un infortunio, una decisione sconsiderata, presa a cuor leggero (come minimo).
    Su questo aspetto il sindaco dovrebbe chiedere spiegazioni e soluzioni agli enti sovrastanti.
    Sulla condivisione può sostenere la richiesta di separazione e su ciò allora sì, può chiedere il sostegno di tutto il consiglio.
    raccogliere firme, promuove ogni sorta di iniziative che ritenesse utili allo scopo.

    Il Consiglio, lo ripetiamo, ha assunto una decisione impropria, migliorabile…

    RE Q

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