Trasporti e sevizi pubblici a Buccinasco: si attesta il fallimento

I trasporti come sistema entro il comune di Buccinasco non sembrano seguiti  nel loro insieme. Insomma il tema mobilità non viene affrontato come sistema. Non solo, ma ciascuno dei singoli aspetti viene preso in a se stante, un pezzetto alla volta. Proviamo a dare un’occhiata ai diversi aspetti che compongono il sistema mobilità.

Cominciamo con il più semplice: lo spostamento a piedi dei Cittadini. Richiederebbe un’analisi delle modalità con cui vederne l’applicazione; aree dedicate in modo esclusivo (poche) altre miste avendo cura alla sicurezza, la continuità dei percorsi. L’esigenza crescente di considerare anche modalità di spostamento che agevolano le forme, crescenti, di spostamenti assistiti. Destinate a crescere fatalmente con l’allungarsi della vita.

Parliamo ancora dello spostamento dei giovani nel percorso casa scuola? Neppure un accenno al problema. La visione quotidiana nelle ore di entrata e uscita è un manifesto dello spreco, dell’inquinamento, delle soste provvisorie irregolari. Siamo al livello di un bimbo un genitore, un’auto (moltiplicato per quasi duemila, per due volte al giorno!)  Che attenzione abbiamo alla modalità di spostamento pedonale, nel tessuto urbano?

Procediamo in crescendo con le due ruote e le mobilità più snelle che non richiedono motore, anche queste destinate a aumentare, velocemente. Nonostante gli investimenti messi in atto oggi lo spostamento leggero è sostanzialmente inesistente; spezzettato, su basi miste dal fondo precario, tanto da costringere i ciclisti a far uso della strada carrozzabile preferendola a percorsi disastrati, discontinui, interrotti da infiniti passaggi e uscite da fabbricati.

Si continua a spendere a pezzettini e bocconi, con cifre complessive rilevanti. Ogni via ha una sua soluzione: una simil pista, un marciapiede dalla larghezza variabile; disomogeneo,  che non tiene conto della strada accanto. Il piano ciclabile previsto dal PGT non solo è sulla carta e lì rimane, ma è inadeguato. Sono venute le offerte ciclabili private che si sono mosse in totale autonomia, senza un’interfaccia con il municipio.

Lasciato a se stesso, questo sistema a Buccinasco sta fallendo, nell’indifferenza della Comunità.Nessun’area dedicata a sosta, lasciate lì in giro, divenute spesso un intralcio a chi con il ciclo i muove. Il sistema viario ciclabile deve ancora essere affrontato, discusso, programmato, con un piano decennale integrato. Siamo al livello zero.

Il trasporto pubblico (ATM) è un dramma: costa un patrimonio vero, a tutti mentre oggi offre servizi che allontanano dall’impiego, anziché favorirlo. Quasi pensato, oggi, per giustificare le cifre impiegate, piuttosto che un utile, reale servizio che riduca il trasporto privato, che favorisca gli spostamenti interni e di collegamento con la città.

Ci sono voluti sette anni e almeno una ventina di nostri articoli sul tema perché si istituisca una navetta di collegamento fra il paese e l’area produttiva delle imprese. Spot e gratis (cioè a spese di tutti i Cittadini, in aggiunta alle 600mila che regaliamo a ATM perché arrivi con qualche corsa di mastodontici bus che mal si adattano alle nostre strade. Buccinasco non è fatta di arterie da metropoli: c’è qualcuno che se ne accorga?

Sono venute a offrire il servizio di car sharing alcune aziende private. Anche in questo caso l’assenza di chi ha il compito di gestire è stata totale o quasi. È stata pubblicizzata l’istituzione di soste dedicate, ben poco diffuse e ancor meno efficienti. Anche qui siamo al fallimento della sperimentazione: se ne andranno, ormai è deciso.

Qualcuno nel Municipio ha il compito di sovraintendere al sistema mobilità di Buccinasco? Si faccia l’esame di coscienza e individui un piano che tutto comprenda, avendo confrontato le varie esigenze, i diversi tipi di flussi e di orari, le soluzioni da incentivare e quelle da scoraggiare o addirittura da escludere. Tutto per  poter stendere un piano su cui confrontarsi con le diverse categorie di Cittadini, programmare e approvare un piano della mobilità degno.

Probabilmente ci si accorgerà che si richiede un piano urbanistico che delinei il ripensamento dei sistemi viari di mobilità, e conseguentemente i quartieri e le aree da riqualifcare e rendere omogenee. Insomma un PGT degno di questo nome, che nello stesso tempo sia un progetto di ripensamento e sviluppo di Buccinasco, che si proponga un percorso verso il futuro, prossimo e a più lungo termine.

Ai lettori, di fronte a questa analisi, purtroppo sconfortante, non viene la voglia, l’aspirazione, la nostalgia di un mutamento che muti questa gestione, che faccia uscire dal tran tran inconcludente,  che lascia tutto com’è, che man mano deperisce e impoverisce la nostra Comunità?

  1. #1 scritto da Cesare il 21 febbraio 2018 09:28

    Come i dieci metri di ciclabile in via Garibaldi,
    fatte tre strisce di colore bianco, messi due conetti con nastro bicolore e regolarmente spostati da chi lo usa come parcheggio,
    specialmente nel fine settimana, venerdì, mercato, sabato e domenica (fine settimana)

    adesso io non conosco le modalità del progetto e chi lo ha seguito, penso solo che è un fallimento
    Buona giornata
    Cesare

    RE Q
  2. #2 scritto da socrate lusacca il 21 febbraio 2018 16:03

    Guardi Cesare,
    se si analizzano le singole questioni più o meno piccole,
    che richiedono migliorie o una diversa soluzione

    non si finisce più…

    manca un visione di sistema:
    la mobilità deve essere studiata, programmata e realizzata come un insieme organico…
    siamo davvero alla gestione più ordinaria (forse dis-ordinaria)
    e queste ne sono le conseguenze

    buona giornata

    RE Q
 
 

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