Elezioni, confusione, scelte masochiste; oppure usuale politica ?

Riceviamo un notizia di cui sentiamo il dovere di parlarne ai nostri lettori. Ci si riferisce alle manovre che, una sull’altra, comprendono tutti gli schieramenti, con particolare riguardo a piccole liste e movimenti<,  quasi promossi da una persona sola. Hanno il problema di come mettersi: con chi e in qual modo, per “arrivare”.

Ci troviamo in una condizione particolare questa volta, con la nuova legge elettorale gli schieramenti sono ondivaghi, dal colore cangiante. Non perché cambiano le recite; soprattutto il cambiamento possibile ha affetto  personaggi che aspirano comunque a restare in sella. Uno degli effetti di questa legge elettorale.

Diremmo studiata per tenere fuori M5S, la cui riuscita vedrebbe il fallimento della partitocrazia già al declino. Legge elettorale che si porta dietro  la benedizione delle autorità europee (quelle che contano davvero). Ambiente ove nuotano i vecchi marpioni del far politica, che entro i partiti  d’antan hanno sono come pesci nell’acqua.  Quelli che sono in sella sono determinati a restarci, a occupare incarichi.

Che per avere il posto migliore si debba trattare su più tavoli, magari anche con liste elettorali che formalmente si contrappongono, diventa normale: al riguardo non vi sono novità, solo una dose di faccia tosta (robusta) nei confronti degli elettori cui si richiede il voto: un voto in bianco, perché quello che faranno poi dipende dalla conservazione del posto. Adesso vediamo quanto ci viene raccontato.

Un ex ministro del governo uscente (tuttora in funzione)  sta traccheggiando per ottenere il rientro a uno spazio sotto l’area da cui proveniva, che ha lasciato. Come ogni transfuga, fatica a trovare estimatori entro quest’area. Si muove adesso con un nome di poco spessore (Noi per l’Italia), aggregato a Forza Italia.  Rischia di non andare in parlamento se non raggiunge l’1%.

Ebbene, il principale animatore di Noi per l’Italia, che formalmente si presenta per le elezioni nazionali con Forza Italia, è relatore in una serata a Buccinasco (VEDI), promossa dal Circolino, che lo vede a fianco di un esponente PD nazionale (Manuele Fiano), per discutere sulle scelte elettorali dei Cittadini.

Allora, nostre fonti ci dicono che l’ex ministro Lupi avrebbe siglato un accordo con Forza Italia che, nel dopo elezioni lo trasferisce in quota Forza Italia. E’ possibile (ma questa è una nostra deduzione) che questo accordo vede in gioco l’elettorato che Lupi rappresenta entro la Regione Lombardia. Ciò mentre formalmente l’ex ministro rimane entro il governo Gentiloni, sia pure senza incarichi, ma fino all’ultimo votandone le scelte (eutanasia compresa).

D’accordo che si sta lavorando per una brutta copia della grosse koalition tedesca, che però non è certa, non escludendo la prosecuzione del governo Gentiloni in attesa di nuove elezioni autunnali. Quindi l’ex ministro resta lì al governo mentre è parte della coalizione Forza Italia, entro cui rientrerà se chi oggi è fuori, risultasse vincente. Ancorato a dove si trova ora in caso contrario.

Il dovere di testimonianza, di coerenza con il proprio elettorato dove è andato a finire? qui siamo davvero a questioni di bassa cucina, in barba agli elettori, che vengono orientati a votare un orientamento, una bandiera, ma di fatto sono manovrati per garantire la persona.  Davvero la politica è solo questione di potere, di esserci comunque e a qualsiasi costo?

Più importante esserci o testimoniare?

A Buccinasco, di questi specialisti che frequentano i retrobottega per scambiare voti contro rappresentanze ne abbiamo esperienza.  Hanno consegnato a Maiorano la gestione del comune e avrebbero brigato a favore di Pruiti consentendo a lui la riconferma. Con tutta l’amicizia e l’affetto residuo, vorremo  far conoscere questa tendenza che, davvero sembra masochista. Il volersi far male da soli, mandare i propri rappresentati al voto dietro il pifferaio magico, come topolini inconsapevoli nella fiaba dei fratelli Grimm.

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