Ndrangheta e le professioni: un nervo scoperto, ma anche altro

La Commissione parlamentare antimafia, quella presieduta da Rosy Bindi, qui a Cittaideale è stata citata per un episodio semiserio a Corsico (la Sagra dello Stocco), divenuto notizia nazionale con tanto di convocazione del sindaco Errante in una seduta tenutasi a Milano, per chiedergli spiegazioni.  Come molte commissioni e organismi partitici non la riteniamo il massimo della credibilità ed equilibrio.

Il 21 Febbraio (sotto elezioni, ma è una coincidenza) uscirà la relazione annuale della Commissione, di cui circolano già riepiloghi e anticipazioni. Un aspetto di grande importanza riguarda la presa di coscienza del diffuso coinvolgimento della ndrangheta dai colletti bianchi, di cui si può leggere un interessante articolo dell’ottimo Roberto Galullo su ilsole24ore già il 13 Febbraio (VEDI). Anche un’altra descrizione che ne fa pocketnews focalizzata sulla Lombardia  (VEDI).

Viene da ridere sulla polemica sviluppatasi qui in Cittaideale, con un giornalista del Corsera sulla sostanzialmente distorta e inattuale politica antimafia fatta di parate, descritta come ambiente pervasivo entro la nostra cittadina quando, la pervasività, noi si sosteneva essere entro il sistema delle relazioni con imprese veicolo, professionisti e riciclaggio attraverso la compravendita immobiliare e quant’altro.

Il medesimo giornalista dovrebbe adesso aver cura di andare a leggersela la relazione della Commissione parlamentare: fare politica antimafia, parlando di ciò che conta poco o nulla, è una sostanziale distrazione dai compiti veri, e molto  seri, cui la P.A. deve impegnarsi.  Quasi una giustificazione del poco o nulla nel merito delle questioni che questo cancro del vivere civile e sociale sta causando: l’occupazione patrimoniale, immobiliare del territorio.

Ne abbiamo già parlato e sul tema staremo in guardia. In effetti l’interessante  analisi della Commissione sulla pervasività divenuta sistematica entro il mondo delle professioni e della P.A., della politica, nella nostra prima impressione, oltretutto su un riassunto dell’articolo citato, non ci sembra particolarmente entrata sul tema che noi sosteniamo.

Non si tratta soltanto di imprese acquistate, magari sfruttando la condizione di difficoltà, con azioni di strozzinaggio , oppure del sostituirsi alle banche nei prestiti a imprese in crisi di liquidità allo scopo di riciclare. C’è anche questo, certo. Ma ciò che qui a Buccinasco s’avverte, si teme,  è una occupazione del territorio un appropriarsi di terreni e costruzioni. Il settore immobiliare come possibile chiave di volta che regge la struttura dell’anti-stato. Certo anche con il supporto di avvocati, commercialisti, pubblici funzionari e politici corrompibili.

Adesso poi arriva una questione che riguarda Buccinasco, putacaso il pezzo da novanta cui improvvidamente qualcuno ha assegnato una porzione della sua villetta sequestrata. Una storia lunga raccontata sempre da Roberto Galullo, relativa a operazioni risibili su una gelateria e cosette del genere ma soprattutto su trasferimenti dal Ticino al Canton Grigioni per società “buca lettere” (equivalente di operazioni nei cosiddetti paradisi fiscali, in genere oltreoceano, ma anche nelle isole inglesi della Manica) (VEDI il lungo articolo, sempre su ilsole24ore).

L’impressione che se ne ricava dalla lettura è un’esigenza forte delle autorità svizzere di giustificarsi da comportamenti lassisti su riciclaggio e società di copertura della malavita organizzata. Le questioni descritte riguardo alla famiglia Barbaro sembrano straccetti che volano, rispetto all’importanza del discorso con cui gli svizzeri si affannano a giustificarsi. Probabilmente le persone citate (le uniche) sono messe lì per dimesionare il fenomeno in qualcosa di modesto rilievo.

Che gli svizzeri si muovano con operazioni così sopra le righe nel comunicare,  fa pensare a affari e pasticci ben più grossi e sistematici. Che possono riguardare anche alcune delle persone citate nell’articolo, ma anche no. Soprattutto la questione sembra grossa e ben si affianca alla relazione della Commissione antimafia riguardo al giro dei colletti bianchi. Qui si deve lavorare, intervenire a livello locale e nazionale… un discorso da fare seriamente, lasciando perdere le sceneggiate.

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  1. #1 scritto da socrate lusacca il 19 febbraio 2018 09:27

    Cento milioni e 51 imprese sequestrate sull’ asse Reggio Calabria-Firenze in un’operazione antimafia delegata dalla Dda alla Dia e alla Gdf di Reggio Calabria.
    ritenuti responsabili a vario titolo dei reati di
    >associazione mafiosa,
    > riciclaggio,
    > autoriciclaggio,
    >reimpiego di denaro, beni e
    > utilità di provenienza illecita,
    > usura,
    > esercizio abusivo dell’attività finanziaria,
    > trasferimento fraudolento di valori, frode fiscale,
    > associazione a delinquere finalizzata all’emissione di false fatturazioni,
    > reati fallimentari ed altro

    Questo l’elenco di un’operazione del 18 febbraio…. (da ilsole24ore)

    Vogliamo capirlo che l’anti-stato è struttura che sta occupando pezzi importanti del territorio e dell’economia,
    Che la questione è soprattutto finanziaria, legata a professionisti vari, imprese sorte come funghi con disponibilità infinite che non si sa da dove vengono?

    Che cosa sta facendo al riguardo la nostra amministrazione, nel suo spreco di nostre tasse per eventi improbabili quanto inutili?

    RE Q

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