Elezioni regionali candidatura di una professionista: Rita Amabile

Non è usuale trovare personaggi di spicco entro la P.A. che si fanno notare per la caratura nello svolgere ruoli di peso, che decidono lasciando il segno, che non sono disponibili a scambi di favori, che tirano dritto. Quando ci sono, succede raramente, ecco che diventano dei pezzi da novanta , tanto da divenire il punto di riferimento che superano le potestà del sindaco intelligente.

Perché qui, quando si arriva a incarichi politici di peso, succede qualcos’altro nella politica usuale della nostra politica di potere. Spesso, troppo spesso, il far politica è questione estranea all’amministrare, al gestire. In politica si impara a decidere in funzione del potere, soprattutto personale, o di partito. Ciò che conta è la fortuna personale, la scalata del potere. Il resto, l’esito della scelta, i suoi effetti sulla gestione di un ente o una società, vengono dopo, non interessano.

La fortuna di Rita Amabile, la combinazione felice è stata l’essersi trovata al posto giusto con uno dei rari sindaci che vengono dal fare impresa: Letizia Moratti. Nasce un rapporto di fiducia reciproca ma soprattutto di efficace efficienza della Rita Amabile. La delega del sindaco al dirigente diventa ampia; nei corridoi e nei meandri del comune di Milano, non gioca più lo scambio politico di favori.

Contano risultati e efficienza, ciò che decide Rita Amabile è quasi certezza, difficilmente modificabile. Ecco che si trova appioppato il termine di “zarina”. Termine che vorrebbe essere, da parte di chi l’ha coniato, svalutazione delle decisioni; invece resta oggi  a testimoniare la sicurezza e capacità di gestione, l’inflessibile rifiuto a modificare scelte che non trovano giustificazione nella gestione. Non ci sono più  favori; conta l’interesse del comune (di Milano).

Una persona di questo spessore entro la P.A. è un’anomalia: mal sopportata da tutti i funzionari che a lei stanno intorno, abituati alle raccomandazioni; ai favori e, conseguenti, reciproci condizionamenti. Se a un potere forte nella P.A. si aggiunge l’assenza di condizionamenti, di scheletri nell’armadio, quel potere fa paura e deve essere fatto fuori.

È successo qualcosa di molto simile a Buccinasco, ne sappiamo qualcosa. Inevitabile che, cambiando il potere politico, il ruolo scenda, fin quasi a sparire. La personalità e le capacità però rimangono e, in questa fase di ripensamento, con timidi tentativi di rinnovo del far politica, ecco che le persone che hanno i numeri possono uscire con nuova immagine e slancio.

Ecco allora che queste occasioni (poco frequenti) come quella di Rita Amabile sono esempi da cogliere al volo. Devono trovare lo spazio che meritano. È candidata alla Regione per Forza Italia, a nostro parere la persona forse di maggior spessore entro la compagine che si presenta (VEDI la sua asciutta e succosa presentazione).  Si lascino perdere le polemiche dei mestieranti della politica che in passato hanno cercato di sminuirne il ruolo e l’agire: lasciano il tempo che hanno trovato (VEDI, qualche anno fa ilCorriere).

BucciRinasco ha per suo scopo e fondamento l’istituzione di una Comunità rilanciata, efficiente, per fare molto nello sviluppo e nella crescita di qualità della nostra cittadina (di cui c’è tanto bisogno). Prendere posizione in queste elezioni regionali lo riteniamo scelta doverosa, tanto più importante quando il personaggio che si propone, a nostro parere merita fiducia e di sicuro, ove eletta, farà crescere la nostra regione.   Non conta lo schieramento, conta più e soprattutto la persona che si candida.

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