Sindaco: amministrare significa gestire, saper gestire. Solo questo: basta e avanza

Non faremo nomi, solo testimonianze. Saremo esemplari sul come riteniamo si debba amministrare; saranno i lettori a comprendere. Dunque: succede che per un evento non prevedibile che genera un’uscita a sorpresa nel bilancio preventivo (oppure manca un sufficiente fondo di copertura), si debba far approvare dal Consiglio una spesa fuori bilancio. Vediamo i comportamenti possibili di un sindaco tipo, anche Assessore al bilancio; come a nostro parere si deve comportare.

Sindaco coerente al suo ruolo super partes e alla sua funzione: “devo presentare questa uscita imprevista per un provvedimento dell’autorità giudiziaria che richiede la provvisoria esecuzione su una vicenda non generata da noi ma che riguarda il nostro comune. La cifra è provvisoria e potrà essere annullata dalla successiva decisione in giudizio cui abbiamo dovuto appellarci poiché non ha avuto esito una nostra proposta transattiva. L’importo non era prevedibile avendo il comune ottenuto, nella tornata precedente, una sentenza a noi favorevole. I fondi di bilancio sono insufficienti a coprirne l’importo (oppure: non è possibile coprire questa spesa con i fondi di bilancio esistenti). Chiedo pertanto al Consiglio l’approvazione, con l’impegno a informare dei successivi passaggi, che confidiamo essere al nostro comune favorevoli”.

Sindaco e Assessore al bilancio che ci troviamo oggi nell’incarico. Riportiamo l’insieme delle dichiarazioni come risultano dalla trascrizione al bilancio. Si tratta di ben 9 pagine (VEDI), poiché a causa dell’introduzione e motivazione, il sindaco che abbiamo  è riuscito nell’intento di trasformare la delibera in un’accusa violenta contro la gestione che, a suo parere, è stata all’origine del fatto. Vale la pena di leggerle le nove pagine… che trasudano incompetenza e parzialità (a nostro giudizio).

Ricostruiamo adesso la storia, semplificando, andando al sodo in termini gestionali: poiché IL COMPITO DEL SINDACO È GESTIRE, Soprattutto nella sua veste istituzionale in Consiglio, seduto sul suo scranno di primo Cittadino ma, Consigliere fra pari, sotto la direzione del Presidente del Consiglio Comunale (che ha ritenuto di non avere nulla da eccepire, purtroppo).

La storia: un terreno in proprietà comunale viene posto in vendita dalla gestione Carbonera nel 2006, a un valore 100. Arrivano le elezioni e cambia la gestione, che al riguardo ha un’altra valutazione. Fa compiere una nuova stima da cui emerge un maggior valore di 900mila euro. Il terreno viene venduto su quella base. Il comune mette in tasca 900mila euro in più. Complimenti da parte di tutti i Cittadini per una gestione che, nel caso, è stata più manageriale, della precedente, nell’interesse del comune.

Succede che poi l’acquirente si ritiene vittima di un danno e chiede al comune la restituzione di quella che per lui è una maggior cifra sborsata rispetto al valore del terreno. Facendola breve, dopo una sentenza favorevole al comune, in appello il giudice riforma parzialmente la sentenza di primo grado.  Respinge la richiesta di 3 milioni e definisce un provvisorio pagamento di 150mila euro più spese. Questi i fatti: separati dalle opinioni.

Il sindaco ha una funzione gestionale. A questo compito deve adempiere (come sopra esemplificato), anche in Consiglio. Il nostro sindaco, invece di fare il sindaco di tutti che fa? Veste contemporaneamente gli abiti del Sindaco, rappresentante di tutti i Cittadini e di un capogruppo di maggioranza. Esprimendo considerazioni strumentali, anche opinabili, anche palesemente discutibili; perfino gravemente offensive. Come ad esempio (Pruiti dalla trascrizione del Consiglio):

…… il giudizio è amministrativo dato da chi poi in sede civile ci ha condannato, ma è politico da un punto di vista della cittadinanza, che da domani mattina deve sapere che noi andiamo a pagare 233.000 euro perché l’Amministrazione Cereda, eletta legittimamente nel 2007, ha fatto questa SCELTA SCELLERATA…. (poi precisa) In realtà, io non ho dato “patenti morali”, ho dato “patenti politiche”, e poi i cittadini di Buccinasco vi hanno giudicato politicamente. “Scellerata politicamente”, non ho mica detto “amministrativamente”.

Così non può esprimersi il sindaco. Chiunque può comprenderlo. Non tanto sul piano dei contenuti (che sono opinabili e offensivi) ma perché è fuori dal suo ruolo; esce dalla sua funzione in modo inaccettabile. Tanto da annullare, azzerare la funzione politica della maggioranza  (PD e Noi di Buccinasco rimasti bellamente zitti). Affari loro, della loro incapacità “politica”, prossima alla nullità.  Ma il sindaco ritorni in sé e faccia ciò che la sua funzione prevede, senza debordare, possibilmente gestendo bene (cosa che spesso non gli riesce).

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  1. #1 scritto da Miserabile di Montecristo il 6 febbraio 2018 09:00

    Perché, se il prezzo fosse stato più basso, l’acquirente non avrebbe sollevato obiezioni?

    Ma chi ha messo in vendita il terreno: Carbonera/Pruiti, non si era accertato che tutto fosse in regola? Così,

    tanto per sapere.

    RE Q
  2. #2 scritto da socrate lusacca il 6 febbraio 2018 11:12

    Qui entriamo nel merito della operazione,
    è altra cosa rispetto alla delibera,
    delibera che autorizza il comune a versare un importo provvisorio su una sentenza non definitiva.

    i fatti restano questi:
    1. Mandato Carbonera. Perizia che attesta l’esigenza di una bonifica del terreno. Considerato ciò il valore del terreno è indicato in 2,3 milioni.
    2. Mandato Cereda. Altra perizia, con altri parametri che esprime minori esigenze di bonifica. Valore del terreno a 3,2 milioni
    3. terreno poi venduto all’azienda confinante sulla base della seconda perizia.

    La regolarità dell’operazione è stata confermata nel primo giudizio civile.
    L’appello ha pure ripreso la sostanza della prima sentenza, riconoscendo un rimborso per “insufficienti informazioni” di 150mila euro (più spese e interessi)
    Queste ultime sono adesso oggetto di una spesa dal bilancio non prevista.

    Le descrizioni del sindaco corrispondono, mettendo nella questione vicende dal contenuto penale che nulla hanno a che fare con la vertenza civile in essere.
    A quanto pare, al sindaco d’oggi rode che la gestione Cereda si sia dimostrata più capace in termini gestionali (portando a casa 900mila euro in più),
    Oppure è la malattia partigiana, ideologica, che obbliga sempre a dare un significato di parte, con i buoni tutti dalla loro, i cattivi tutti con gli “altri”…

    Quanto sia corrispondente al fare gestione del Municipio, a rappresentare tutti i Cittadini lo giudichino i lettori

    buona giornata

    RE Q
 
 

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