I terreni comunali venduti e l’ipotesi di una scuola media superiore

Bisogna parlarne ancora, perché l’impressione che se ne ricava ha un sapore artificioso. Fosse solo un giochino comunicativo per consumare terreno nostro, saremmo in un’area di quasi usuale strumentalizzazione del far politica: aggiungi qualcosa e parli d’altro, in questo modo l’operazione immobiliare sovrastante passa in secondo piano. Più facile che scivoli via l’operazione del mattone perché l’attenzione comunicativa e dei Cittadini passa ad altro.

La faccenda è decisamente complessa; non funziona la furbata di mettere in gioco la scuola media superiore a Buccinasco che: non fa parte del programma PD, neppure della lista Pruiti.  neppure e nei progetti del PGT: La scuola superiore è stata presentata e sostenuta solo dalla lista BucciRinasco, in un contesto compiuto e organico.

Che l’idea sia venuta senza adeguata riflessione lo dimostra il seguito di successive dichiarazioni e aggiustamenti del sindaco: l’Assessore alla partita, il vicesindaco Arboit, finora silente; il protrarsi di quello che sembra un disinteresse, sta assumendo il sapero di muta non condivisione.

Sul piano immobiliare la proposta sembra reggersi su gambe gracili: la vendita del terreno ex Seme Fiorito e gli oneri di urbanizzazione (dovrebbero coprire il costo:  della bonifica del terreno inquinato, la progettazione e la realizzazione  della scuola di cui il sindaco parla). Con tutta evidenza non c’è equilibrio, a meno che la costruzione scolastica non si riduca a poca cosa: ma così sarebbe una presa in giro.

Che Buccinasco possa avvalersi di un progetto di scuola superiore degno di questo nome, non solo è cosa positiva, nobile e da sostenere, non può che trovare d’accordo tutti. Primi fra questi noi, che questa ipotesi proponiamo da anni. Per quel che ne descrive, ciò cui il sindaco sta pensando è qualcosa di simile a una ciofeca (simil caffè, pessimo, da tempo di guerra quando si faceva con materiali vari).

In attesa di probabili (ma sono indispensabili) nuove dichiarazioni del sindaco, meglio se con l’aggiunta del suo vice, Assessore in materia, che precisano il progetto, gli suggeriamo alcuni aspetti che devono essere approfonditi e chiariti prima che si arrivi a formulare il progetto, l’ipotesi di progetto.

Cominciando dal costo dell’investimento: se lo Stato nelle sue diverse formulazioni non è in grado di sostenere un progetto compiuto, allora, che questo si faccia a cura e gestione di Buccinasco (o dei comuni che possono partecipare e gestire la scuola, magari anche con il supporto di imprese interessate e partecipi alla formulazione e aggiornamento dei corsi e all’impiego dei frequentanti.

Mettere questa scuola superiore nelle mani dell’intricato insieme burocratico che gestisce la scuola pubblica non sarebbe un bel viatico. I risultati e i controlli sfuggirebbero dagli indirizzi e decisioni degli investiori. Cioè dal municipio, dai Cittadini che con le tasse versate la struttura realizzano e mantengono.

Questo è il primo punto da chiarire: il sindaco non può regalare una struttura realizzata con i nostri soldi, lasciando noi e chi per noi amministra estraneo alla gestione. Inoltre lo studio di un progetto di scuola superiore richiede impegno e tempo non compatibili con la fretta di vendere entro un anno i terreni. Che una nostra scuola superiore si possa fare non significa che basti un’idea d’altri, copiata lì per lì, perché si concretizzi in qualche mese.

Occorre partecipazione diffusa, risorse professionali, economiche, istituzionali, imprenditoriali diverse. Certo, agendo con la tempestività possibile ma anche con una profondità d’analisi che faccia dell’idea un risultato che si distingua, che auspicabilmente faccia scuola in termini di aggiornamento formativo, di corrispondenza alle esigenze del mondo che cambia, che corre. Nel quale i nostri giovani, destinati a frequentarlo l’istituto, ne traggano il massimo dei benefici: per loro e le loro famiglie.

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