Biblioteca comunale: paghiamo tutto noi. Ma i libri “obsoleti” vengono distrutti

Una questione di non piccolo conto sul piano culturale e della diffusione della lettura, questa determinata dal responsabile settore istruzione del Municipio con atto n.15 del 16 Gennaio apparsa poi in Albo Pretorio. Si tratta del rinnovamento annuale dei volumi e documenti della biblioteca, che i nostri amministratori, affidano a una struttura para pubblica denominata Fondazione per Leggere.

In poche parole, il Municipio delle scelte culturali dei nostri Cittadini non se ne cura. Affida il tutto alla “Fondazione per Leggere” (ente composto di soli comuni partecipanti), che decide cosa comprare, presenta il conto al Municipio, che paga facendo uso delle nostre tasse. I libri quindi non sono stati scelti da Buccinasco, sembra di capire; quel che è certo è che questi libri sono nostri: stanno nel Comune ma sono dei Cittadini.

Succede che annualmente, dei libri catalogati e presenti in biblioteca, ve ne sono che hanno trascorso il loro periodo utile per la lettura o la consultazione. Quindi si adotta uno sfoltimento, secondo criteri che, a quanto pare, sono anche questi della Fondazione per Leggere. Dei libri smaltiti che se ne fa?

Ricordiamo un anno fa che la decisione fu quella di metterli a disposizione dei Cittadini interessati. Iniziativa senza precedenti che ha avuto uno straordinario successo. Città Ideale plaudì al’iniziativa e ne parlò per informarne i lettori, ecc. Personalmente trovammo una vecchia edizione del Lungo addio di Raymond Chandler, un grande scrittore americano, ma anche un saggio pure introvabile di Roland Barthes: importante saggista francese.

In pratica i libri “invecchiati” per una biblioteca, non sono vecchi per i singoi Cittadini, ma addiritutra sono ricercati, o sfogliandoli, viene alla mente una vecchia lettura che ci è rimasta dentro e rivedendoli ci viene la nostalgia di rileggerli, ci fa piacere venirne in possesso, di sentirli nostri per una consultazione. Insomma: la vita interna di uno scritto, di un libro.

Ma la nostra amministrazione che fa? Uno spreco indicibile di libri, scritti, video, culture: le destina al macero. Forse ritenendo che, ciò che non serve alla biblioteca, è inutile a tutti i Cittadini. Una Fondazione per Leggere che decide per noi, senza neppure informarcene, di buttarli via. È mai possibile questa espropriazione di valori ma soprattutto di cultura, di sapere, di conoscenze? Ecco come viene motivata dalla determina:

VERIFICATO che in fase di revisione del patrimonio della Biblioteca per l’anno 2017 è risultato che i libri, di cui all’allegato elenco, risultano non più utilizzabili per gli scopi della Biblioteca, in quanto gravemente danneggiati o con contenuto obsoleto e che le videocassette VHS debbano essere del tutto eliminate, in base alle direttive di Fondazione per Leggere, in quanto non più richieste, non esistendo più nel mercato i lettori adeguati;

CONSIDERATO opportuno eliminare dal patrimonio documentario i suddetti materiali, di cui all’allegato elenco, per migliorare l’efficienza della gestione della biblioteca e l’efficacia della risposta alle richieste dell’utenza;

Quale è la consistenza di questo scarto? Bene: siamo al secondo lotto dello scarto che viene indicato come allegato alla determina. Si tratta di 55 titoli per pagina (o qualcuno di più), per 68 pagine. si tratta quindi, di 3.740 titoli per questo secondo lotto. Tutto da buttare? Nessuno ha sentito il senso di incoerenza, mancanza di logica in una decisione di questo tipo?

Provino allora i nostri lettori a consultare l’”elenco allegato”, di libri superati che non interessano alla biblioteca. Pensate di vedere un titolo, un nome, un autore? No. Un codice incomprensibile e la sentenza del burocrate: “contenuto obsoleto, superato”. Da parte di Fondazione per Leggere, è evidente. Non certo da parte di noi Cittadini che ne siamo gli acquirenti, i proprietari.

Per evitare richieste ove l’elenco fosse in chiaro, leggibile, che vi fossero telefonate o richieste scritte, dei Cittadini hanno “semplificato” la faccenda… neppure ci dicono cosa hanno deciso di buttar via dei nostri libri, acquistati in nostro nome, pagati da noi! (ah, la trasparenza!). Un modo di gestire socialmente la cultura di cui si può solo esprimere un parametro: vergogna. Che naturalmente riverbera come un faro sul viso di questi amministratori.

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  1. #1 scritto da socrate lusacca il 30 gennaio 2018 23:37

    Siamo alle dimostrazioni di quanto delle nostre tasse viene usato per finanziare l’associazione (composta di eletti partitici) Fondazione per Leggere:
    determina 44 del 29 01 2018
    Versamenti a Fondazione per Leggere
    esercizio 2018 importo 57.214,50 euro

    Cui sono da aggiungere oltre 100mila euro per la convenzione sulla gestione della biblioteca.

    Nostre tasse, nostre tasse, nostre tasse,…

    Fino a quando continuerà la nostra amministrazione a erogare contributi nel cerchio del mondo associativo para partitico più o meno progressista?

    Vogliamo che smettano?
    Mandiamoli a casa, …
    basta non votarli

    RE Q
  2. #2 scritto da Uno che sa il 31 gennaio 2018 16:51

    Caro Socrate, di base condivido le Sue critiche al sistema politico buccinaschese.

    Suggerisco però di non includere la biblioteca tra i casi di spreco, perché con il nuovo regime il servizio è migliorato.

    Conosco almeno un paio di utenti intensive, che per passione e lavoro frequentano i servizi culturali ovunque capita e non esitano a criticare.
    Su Buccinasco, i cambiamenti hanno portato senza dubbio un passo avanti.

    Non posso dire se per arrivare a questo è stato speso troppo,
    ma c’è una relazione evidente con il risultato.

    Per come vanno le cose a Buccinasco, mi sembra già tanto.

    RE Q
  3. #3 scritto da socrate lusacca il 31 gennaio 2018 17:56

    Uno che sa….
    Prima il comune spendeva due stipendi…
    che adesso spende ancora poiché i dipendenti sono stati spostati ad altri compiti.

    Oltre questi spendiamo 160mila euro l’anno.

    La questione sul piano gestionale è questa:

    160mila euro l’anno sono la spesa necessaria per avere i miglioramenti ottenuti
    oppure si potevano ottenere risultati fors’anche migliori, spendendo meno?

    Non conosco i dettagli ma credo che 160mila euro l’anno, in più, siano una base entro cui è possibile individuare margini di miglioramento, anche consistenti.

    buona giornata

    RE Q

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