Migranti e loro gestione a Buccinasco: per ora siamo alle spese, aspettiamoci il peggio

Ne abbiamo già parlato, di una spesa prevista nel Bilancio 2018 per 1.080.000 (olte IVA), destinati all’accoglienza di… minori non accompagnati? (cioè quasi diciottenni perché lo hanno auto-dichiarato loro: tutti costoro arrivano privi di documenti e circolano con una dichirazione scritta dell’Ufficio che li ha accolti). Vedremo dei 74 cosa ci manderà il Prefetto.

Fatto sta che il nostro sindaco, l’amministrazione, la maggioranza, approvando il bilancio, hanno approvato questo stanziamento. Spesa già prevista, risorse già accantonate. La nostra maggioranza ha deciso, interpretando così la volontà dei Cittadini. Queste persone dove intende metterle? Nel bilancio c’è la risposta e lo spiega il sindaco in Consiglio (verbale trascritto):

….Quindi, quell’area che noi andiamo a vendere è quella di testa, quella ex Seme Fiorito. L’andremo a vendere, l’andremo a valorizzare come decideremo poi di farlo, nella misura in cui magari andremo anche lì a fare interventi SOCIALI “IN HOUSE” (?) o altro,….

Parola di sindaco. Il maiuscolo è nostro; crediamo che la definizione della trascrizione deve intendersi “social housing”: case sociali, l’equivalente delle “case minime” realizzate in alcuni quartieri periferici di Milano nel dopoguerra (Lorenteggio, Vialba,  e altre). Sistemazione decorosa rispetto ai mega centri di accoglienza con migliaia di internati che ci costano 4 o 5 miliardi l’anno, incassati da coop di tipo B o cose del genere.

Il primo aspetto di questo pasticcio è nell’operazione. Il terreno è del Comune, intende costruire un’operazione sociale di medio periodo (dieci o vent’anni), destinata a un’operazione “sociale” chiamata SPRAR. Perché vende il terreno? Che senso ha se poi è il comune che l’utilizza? L’operatore che compra (magari una coop) poi, a sua cura realizza un’immobile di social housing, che affitta per certo al comune, il quale paga l’affitto per tenerci a nostre spese i “minori non accompagnati”.

Bell’operazione… davvero intelligente decisione di impiego delle nostre tasse! Cediamo un terreno, per avere come ritorno una spesa. Chi ci guadagna è l’operatore che costruisce e ci affitta l’immobile oltre ai minori non accompagnati, che stanno dentro gratis. Non parliamo poi della felicità soddisfatta di tutti i residenti che stanno intorno, magari proprietari di un’abitazione frutto di tanti sacrifici, che certamente da questa vicinanza non ricavano un beneficio.

Facciamo un’altra ipotesi allora: il prefetto ci manda i migranti e non abbiamo ancora la costruzione ghetto che li accoglie. Dove li mettiamo? È da presumere negli appartamenti sfitti, a cominciare da quelli in gestione al comune (come ad esempio quello di via don Minzoni assegnato a una famiglia sinti, con i problemi che ben conoscono i condomini).

Un esempio a noi vicino? Il sindaco di Monza, Dario Allevi, ci racconta di un immobile privato, parzialmente venduto a nuove famiglie, che ha visto una decisione di farvi risiedere 130 migranti negli appartamenti ancora da vendere. Con l’enorme probema sociale che ne sta seguendo. Queste possono essere le conseguenze della decisione di accogliere i migranti.

Per ora nel bialncio 2018 abbiamo appostato le spese SPRAR sopra citate, mentre il sindaco ha in animo di vendere nostro terreno per costruirci social housing da destinare a sconosciuti, che magari si dichiarano minori non accompagnati. Nel bilancio queste operazioni proposte dal sindaco con la sua Giunta sono state approvate e si possono fare. Bene che si sappia…. E che ci si rifletta.

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