Ancora il bilancio: in Municipio non siamo su scherzi a parte

Un bilancio è fatto di tanti bilancini di reparto, di settore, per categoria. Nello Statuto di Buccinasco è perfino previsto il bilancio sociale, distinto in diversi reparti, con i numeri e le categorie socialmente supportate (in bilancio definite “portatori d’interessi”). Ecco cosa ci dice lo Statuto (art. 51 Bilancio sociale)

  1. Il bilancio sociale è lo strumento con il quale l’Amministrazione rendiconta la propria attività svolta a favore delle vrie categorie di portatori di interessi appartenenti alla Comunità locale di Buccinasco.
  2. In tale documento le attività sono rilevate non solo in termini eonomico-finanziari, ma anche dal punto di vista dei beneficiari degli interventi, misurando la reale efficacia delle azioni intraprese e i concreti risultati raggiunti.
  3. Il Consiglio Comunale può decidere annualmente che tra gli allegati al conto consuntivo del Comune venga inserito anche il bilancio sociale. In ogni caso tale documento dovrà essere allegato all’ultimo conto consuntivo deliberato dall’Amministrazione uscente.

La descrizione non è proprio da giuristi, inzeppata di aggettivi e avverbi che lasciano troppa libertà d’interpretazione, ma l’indirizzo sembra chiaro. Il bilancio sociale è previsto, ma non viene praticato. Riprendiamo allora la questioncella degli orti comunali, ormai famigerata. La Commissione che tratta l’argomento è venuta a conoscenza dei numeri, su richiesta specifica del Consigliere di BucciRinasco. Nel DUP non se ne parla.

Quando la richiesta del Consigliere Romanello è passata al peso economico di questi interventi, tutti i presenti, dell’Amministrazione eletta e dei tecnici e funzionari, nulla hanno mostrato di conoscere.  Il tecnico ha espresso giudizi  generali: il costo degli orti è molto pesante e i contributi versati coprono solo marginalmente le spese.

Finché dopo 30 giorni, sempre su richiesta di BucciRinasco, il Consiglio viene informato che il bilancio del settore orti comunali, chiamiamolo pure sociale, è in piccolo attivo. I versamenti degli ortisti superano, sia pure di poco, le spese sostenute dall’Amministrazione. Sulla questione si è espressa in Consiglio l’Assessore di competenza. Abbiamo preferito attendere la trascrizione del verbale, che vi riportiamo:

Assessora Palone: ….. Rispetto a quelle che lei (Consigliere Caterina Romanello, ndr) chiamava “palle” …. , in Commissione Servizi alla Persona, su domanda esplicita ed improvvisa da parte sua, Consigliera, alla Dottoressa Lucia Ronzino, che è la posizione organizzativa, la sua domanda era stata: “Ma il Comune ci smena dei soldi per la gestione degli orti?” Ovviamente, la Lucia Ronzino – ora non voglio fare il suo avvocato difensore, che non ne ha bisogno – le ha detto: “Sì”, perché pensava che i 70 euro non bastassero a coprire tutte le spese, ma la gestione economica non viene fatta dalla Dottoressa Lucia Ronzino, bensì dal Dottor De Maio, evidentemente avrebbe magari dovuto consultarsi prima con il Dottor De Maio senza dare la risposta spontaneamente. Possono sbagliare. Lei sarà più portata a seguire le questioni di natura sociale, mentre il Dottor De Maio appunto fa quadrare i conti. Detto questo, anche se il Comune dovesse in futuro dover mettere una quota, una piccola parte per incentivare un progetto come quello degli orti, dal punto di vista politico la nostra Amministrazione non è contraria, poiché ritiene che sia comunque un supporto alle famiglie. Quindi, questa è la nostra linea politica, non sono “palle”, anche se è Natale, sono solo scelte politiche.

I lettori stiano tranquilli: la sedicente Assessora non ha esperienze amministrative, non sta leggendo i verbali della Commissione (ancora oggi non resi disponibili, a quanto sappiamo). Racconta il fatto come un infortunio senza importanza. Non si rende conto della gravità di ciò che afferma. Da ciò che ci racconta, almeno nel fatto specifico, gli uffici tecnici gestiscono le spese avendo come parametro il P.E.G. (budget del bilancio), senza disporre di un rendiconto economico, la disponibilità delle risorse, per la loro origine.

Finché c’è spazio si spende. La gestione economica viene seguita dalla contabilità, il Ragioniere Capo. Con cui non c’è alcuna relazione. Finché nel barattolo c’è marmellata, si pesca senza altro parametro che il fondo raschiato fino al metallo lucido. Da dove vengono i soldi, non interessa e nulla sa. In questo modo, da cosa vengono definiti i premi di “performance” (così vengono chiamati)?  L’art 51 dello Statuto in quale locale è stato dimenticato, nel nostro Municipio?

La naturalezza pacifica (con una quota di spocchia, propria dell’incompetente), con la quale questa Assessora tratta l’argomento fa capire il modus operandi che in generale traccia la gestione delle nostre tasse. Una situazione fuori controllo, come può dedursi, se chi ha il potere di spesa non conosce l’origine delle risorse che impiega (in questo caso i Cittadini ortisti).

Da questa vicenda viene un obbligo ai Consiglieri e a tutti i Cittadini: pretendere LA RENDICONTAZIONE MINUTA E LA DESTIZAIONE SPECIFICA PER OGNI REPARTO OMOGENEO DI SPESA, CON ENTRATE, USCITE E CATEGORIE CHE NE BENEFICIANO. Un dovere per chi amministra ma pure per chi fa parte degli organismi deputati al controllo e all’informazione per conto dei Cittadini.

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  1. #1 scritto da Andrea D. il 10 gennaio 2018 13:04

    Più che scherzi a parte, direi la Corrida, dilettanti allo sbaraglio.

    PS I latini dicevano excusatio non petita, accusatio manifesta,
    per cui sembra chiaro che il Comune sia pronto,
    per scelta politica della presente amministrazione,

    a spendere soldi dove prima non ne spendeva!

    RE Q
  2. #2 scritto da socrate lusacca il 10 gennaio 2018 17:21

    In questa “disposizione d’animo” dei nostri amministratori:
    la tendenza a disporre dei denari amministrati per omaggi, elemosine, regalie,

    prima ancora di conoscere lo stato: le condizioni, verso chi vengono dirottati,

    proviene dalla convinzione interiore di una disponibilità, un potere assoluto,
    a decidere delle nostre tasse:

    SONO NOSTRI DENARI, SONO LE NOSTRE TASSE,

    devono trattarne con la maggior cura funzionale,

    prima ancora del rispetto delle numerosissime, intricate quanto inutili, disposizioni amministrative.

    IL PRIMO OBBLIGO DI CHI AMMINISTRA E’ L’ESSERE TERZO MENTRE DECIDE COME IMPIEGARE RISORSE NON SUE!!!

    Risorse dei cittadini

    RE Q
 
 

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