Ambiente, i costi e i benefici. Una tassa può essere conveniente

Parliamone anche qui, perché la questione dell’ambiente rientra fra quelle dall’importanza sempre più rilevante. Il nostro pianeta è troppo antropizzato, in parole povere, siamo in troppi: abbiamo superato i 7 miliardi e, questione di uno o due decenni arriveremo a 10 miliardi. Non disperde prodotti industriali non riciclabili diventa un obbligo imprescindibile.

Come farlo, quali strumenti utilizzare  è un’altra questione. Tassare l’uso dei prodotti più inquinanti per favorire quelli che lo sono meno è una di queste ipotesi di lavoro. Si tratta di scelte nuove, che hanno un che di sperimentale, su cui è richiesta forse pazienza ai Cittadini. Sono meccanismi questi, dedicati alla salvaguardia dell’ambiente, destinati a coinvolgerci in misura crescente.

Per questo ci è sembrato opportuna la descrizione di quanto sta succedendo all’estero, portataci da di un giornalista di italiaoggi: Roberto Miliacca. In modo sintetico, descrivendo la situazione per come è misurata nel Regno Unito, ci auta a capire tante cose, a cominciare dal titolo: “UK, allo studio tassa da 25 cent di sterlina sui bicchieri monouso per il caffè”:

Se in Italia si dibatte accesamente per i 2 centesimi sugli shopper biologici per la frutta e verdura dei supermarket, nel Regno Unito si sta per introdurre una tassa sui bicchieri monouso utlizzati per il caffè. La possibilità di introdurre una mini imposta di 25 centesimi di sterlina sui bicchieri monouso di caffè, che i cittadini del regno Unito gettano nei cestini al ritmo di 500.000 pezzi al giorno, è stata avanzata dalla commissione parlamentare sull’ambiente, che ha chiesto al Governo inglese di intervenire.
La stessa commissione ha recentemente suggerito di introdurre il vuoto a rendere per le bottiglie di plastica. “Visto l’impatto, sul comportamento dei consumatori, avuto dalla tassa sulle buste di plastica, con l’utilizzo diminuito dell’83% nel primo anno, la commissione ha concluso che i consumatori sono più reattivi a una tariffa che a uno sconto”, si legge in un recente documento sul tema (Italiaoggi 05 Gennaio 2018 Roberto Miliacca)

Un poco di sano realismo, mettendo i numeri al posto della polemica politica del momento, forse ci aiuta a capire di più la realtà che abbiamo davanti. 500mila bicchierini di plastica al giorno sono un problema per l’ambiente. Renderli meno economici applicando una tassa, ha l’effetto di abbattere drasticamente l’impiego. La tassazione sulle buste di plastica ne ha ridotto l’impiego in modo altrettanto drastico; crediamo sia questo che conta.

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  1. #1 scritto da socrate lusacca il 6 gennaio 2018 22:51

    Interessante che, trascorsi alcuni giorni senza che nessuno dei media abbia fatto il minimo di verifica che si richiede su come la direttiva UE è applicata,
    dopo che stamattina è stato rilanciato qui l’articolo di Roberto Miliacca,
    Ecco che finalmente questi stessi contenuti vengono ripresi stasera in tv (La7)…

    il sistema degli operatori del settore, è forse migliorabile,
    anche questo semplice può servire a dare la misura di quanto sia migliorabile il sistema di comunicazione….

    RE Q
  2. #2 scritto da Rinaldo Sorgenti il 7 gennaio 2018 16:01

    A me sembra ancora una pura speculazione falso salvamondista!
    I bicchierini di plastica per prendere il caffè (come altro), è una questione di praticità e forse anche di igiene.
    Ovvio che qui “500k bicchierini” non devono poi essere lasciati per strada o scaricati in mare, ma semplicemente eliminati in un grande e moderno termovalorizzatore.

    Circa la crescita della popolazione mondiale, questo è chiaramente e principalmente dovuto agli squilibri enormi che ancora esistono nelle diverse parti del mondo. Infatti, se non erro, la crescita è sostanziale nei paesi poveri e sottosviluppati, mentre è completamente ridimensionata nei paesi avanzati e benestanti.

    Quello che a mio parere è indispensabile è definire una strategia globale che consenta di andare incontro ai troppi paesi sottosviluppati del pianeta, dove un terzo e più della popolazione mondiale vive in condizioni davvero miserevoli. Questo è il principale problema che sempre più rischia di esplodere e causare grandi danni a tutti, noi compresi.

    Quindi, invece delle fuorvianti e speculative politiche e teorie salvamondo pseudo-ambientaliste, tra le quali in primis quelle dell’energia, si dovrebbe varare un “Piano Marshall” dell’energia per portare questa a disposizione di questi nostri simili che ancora non ne dispongono in modo ragionevole ed opportuno.

    Il beneficio sarebbe peraltro globale perché sono i paesi avanzati che dispongono delle moderne tecnologie che consentirebbero di produrre quell’energia in maniera davvero ragionevole e sostenibile.

    Aumentare l’efficienza di conversione dei combustibili da un valore del 30% a quello del 45% è un miglioramento enorme che consente di ridurre sensibilmente anche il consumo di combustibile a parità di energia prodotta, con enormi vantaggi di natura anche ambientale perché le moderne tecnologie prevengono che gli elementi inquinanti finiscano in atmosfera. La riduzione più che proporzionale ci sarebbe anche per la CO2 (che, comunque, inquinante proprio NON è!). E così sarebbe (forse) contenti (ma solo se questo fosse il vero problema!), anche i salvamondo, che invece hanno ben altre mire molto più materiali.

    Una tale azione risponderebbe anche a concetti etici e morali che mancano invece totalmente nelle teorie che ci propinano ogni giorno.

    RE Q
  3. #3 scritto da socrate lusacca il 7 gennaio 2018 21:43

    Rinaldo alza il tiro e pone questioni che sono di un livello molto maggiore,
    relative a problemi (molti), immanenti e pressanti, che riguardano la globalizzazione e la gestione globale
    della compatibilità, nell’antropocene, fra consumi e risorse.

    Bisogna parlarne e rifletterci, perché gli argomenti riguardano strettamente il nostro futuro.
    Nello specifico dei rifiuti e dell’ambiente la questione non è da poco, e non è superata dai massimi sistemi.
    Buccinasco spende tremilioni e passa ogni anno perché i rifiuti diventino energia,
    una soluzione su cui si apre un dibattito ancora oggi non risolto.
    Le direttive europee non sono principi assoluti, verità di fede, ma crediamo siano da praticare.
    Uk applicandola per conto suo sembra dimostrare a suo modo l’efficacia
    (almeno in questa fase, perché, fra molti anni è possibile che si debba risparmia l’acqua diventata oro blu e quindi incentivare prodotti monouso).

    Resta il principio descritto dall”applicazione in Uk: inserire nel costo del prodotto monouso anche la componente del riciclo.
    Farlo mediante una microtassa inserita nel prezzo, sembra funzionare.

    buona serata

    RE Q
 
 

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