Competenza: gestione tecnica (e politica): il bilancio fa acqua

La democrazia del diritto di voto universale, porta alle cariche elettive Cittadini che: scelti dagli elettori, non sono tenuti a possedere alcuna competenza di gestione. Se può andar bene nel paesino da un centinaio di residenti, la cosa diventa molto diversa in casi come Buccinasco, quando si deve amministrare una struttura complessa che cuba quasi 30 milioni di tasse da gestire.

In uno Stato degno di questa definizione, il compito delle competenze dovrebbe toccare alla struttura stabile: l’organico del Municipio a cominciare dai responsabili tecnici. Che per questo dovrebbero essere autorevoli e autonomi rispetto all’eletto pro tempore. Uno Stato che, nelle sue articolazioni,  questi incarichi  li forma, seleziona, promuove, tutela (ma anche declassa o estromette).

Uno Stato che, nello stesso tempo, sorveglia e pretende dai suoi rappresentanti locali capacità e autorevolezza nello svolgimento dei compiti: la COMPETENZA appunto. Che non c’è. Riguardo al bilancio, di cui stiamo parlando, ma anche, rispetto alle altre funzioni. Precisiamo: non c’è o non viene esercitata per “quieto vivere”.  Contrastare indirizzi e volontà politiche può far rischiare carriera e futuro professionale. Ne abbiamo esempi piuttosto diffusi, anche da noi.

Riguardo al bilancio, dobbiamo tornare su un tema essenziale, non preso in considerazione dalle nuove normative che stanno portando al bilancio un avvicinamento sempre più concreto a quello delle imprese, ai criteri globali di una rendicontazione contabile sorretta da dati coerenti nelle scelte, documentati.

Su tutto deve rendersi nota la misurazione oggettiva e comparata dei risultati rispetto agli anni precedenti; la descrizione dei propositi a venire giustificata e confortata dai numeri . Senza questi, un bilancio preventivo non si può fare: sono numeri in libertà, che mancano di riscontro. Il DUP ci informa che con quest’anno il DUP è diventato un elemento costitutivo del bilancio, non più un allegato (pag 2, Introduzione).

Vale la pena ricordare che, per quanto riguarda la programmazione, la novità più importante è rappresentata dall’abolizione della Relazione Previsionale e Programmatica e la sua sostituzione con il nuovo Documento Unico di Programmazione (DUP). Non si tratta, però, di una modifica solo terminologica. Infatti il DUP, a differenza della vecchia RPP, non è un allegato del bilancio ma ne costituisce un suo presupposto essenziale, con il quale sono definite le linee generali di indirizzo politico-amministrativo. Conseguentemente, non è approvato insieme al bilancio ma alcuni mesi prima.

Intanto c’è da chiarire un aspetto: la descrizione dei risultati e degli investimenti conseguenti è responsabilità di?… gli incompetenti Cittadini eletti, o i competenti interni (presumibili), i funzionari di ciascun ufficio? Stiamo parlando di bilancio, che deve avere le sue responsabilità, le sue firme. Quello presentato è figlio di nessuno. Nessun ufficio, nessun politico, nessuna firma, nessuna data.

Ve lo immaginate un documento pubblico, ufficiale: un bilancio, che non reca data e firma dei responsabili, degli estensori? Saremo pignoli noi, oppure stiamo sbagliando e ha ragione l’amministrazione di presentare al Consiglio un documento strutturale del bilancio, privo di autori che lo sottoscrivono? Certo che poi questo documento figlio di nessuno viene approvato dalle delibere della Giunta, ma non è sufficiente. Chi sono i responsabili dei singoli contenuti?

La materia è nuova, gli incompetenti hanno il potere, i competenti che dovrebbero essere i responsabili dei singoli contenuti, non ci mettono la firma. Ripetiamolo: va bene così? A noi sembrerebbe che ciascun ufficio dovrebbe stendere e firmare la relazione che lo riguarda. Riportare poi le prospettive del bilancio futuro come indicazioni di quanto è pervenuto dall’incompetente amministratore eletto (con tanto di nomi e cognomi).

Come si può capire da queste generali considerazioni, il disposto di legge che rende il DUP un documento strutturale del bilancio, Buccinasco non lo ha applicato nell’interpretazione che gli ha dato la legge introdotta. Una delle tecniche del sistema burocratico è proprio quella di far finta di non conoscere obblighi e responsabilità che non siano resi imperativi dalla legge.

Non c’è scritto, non si applica e si aspetta che il tempo passi. Non si uò andare avanti così. I funzionari interni, che rappresentano lo Stato, deve cambiare (soprattutto dotarsi dell’autorevolezza del ruolo nei confronti degli amministratori incompetenti). In qualche caso può praticare fermezza, e responsabilità. Obbliga farsi competenti, a essere sicuri del proprio operato. Vogliamo una Buccinasco con un futuro migliore, professionale, serio e trasparente.

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