Fine anno in fibrillazione per il debito pubblico Europa: e finora nessuno ne parla!

Ieri 29 Dicembre è stato l’ultimo giorno 2017 per la Borsa italiana: oltre alla chiusura del fine settimana san Silvestro è Domenica. Si prevede la riapertura il 02 Gennaio del nuovo anno, è sarà davvero curioso vedere che succederà. Le quotazioni delle borse  in Europa non sono andate molto bene, però entro dinamiche non fuori misura.

I mercati stanno registrando in questo periodo l’inizio degli effetti della riduzione delle tasse negli USA, voluta fermamente da Trump. Nella buona sostanza l’effetto è una specie di svalutazione competitiva del dollaro sulle altre monete, soprattutto sull’euro.  Che infatti in pochi giorni è risalito del 4%, da 1,16 dollari alla chiusura odierna che supera i 1,20.

Euro forte significa acquisti di materie prime e prodotti quotati in dollari (la grande maggioranza) più economici, ma nel contempo un aumento del costo sul mercato mondiale per i prodotti europei: gli acquisti in euro diventano più cari. I prodotti europei in USA costeranno di più. Questo riguardo ai mercati, i quali adesso si stanno già preparando alle contromosse dei paesi extra USA  (compresi Giappone e Cina, India e non solo), stimando tempi e effetti futuri.

Qui siamo a una situazione di normale variabilità, che non genera grosse ricadute nell’immediato. La svalutazione della moneta è da decenni una tecnica di superamento delle difficoltà negli scambi internazionali. Tecnica che ha un effetto un po’ “drogato”, di breve periodo: le altre monete tendono a seguire con comportamenti analoghi e si torna ai valori di partenza.

Questo articolo esce non tanto per questo aspetto: le borse dei titoli finora non sussultano. Ciò che invece sorprende oltre ogni misura, soprattutto nell’ultima mezz’ora prima della fine anno, sono i valori degli spread (il costo che uno stato deve subire per emettere nuovo debito pubblico). Ormai da molto tempo il tasso di tutti i titoli sovrani (di stato) in tutto il mondo, tende a essere molto basso, addirittura negativo in diversi casi, perfino per alcune emissioni Bankitalia.

I movimenti girnalieri oscillano in termini frazionari o poco sopra (meno di un punto percentuale). Per misurare l’andamento europeo occorre qualche mese. L’Italia ad esempio nel 2017 ha avuto una crescita del costo (modesta), ma è stata superata dalla Spagna, che ha così ridotto il costo del suo debito. In Dicembre anche il Portogallo, fino a poco fa il malato più serio oltre la Grecia, ha raggiunto una quotazione migliore (uno spread più basso) rispetto all’Italia.

Oggi che è successo, allora? Ci arriviamo: partito a 151 lo spread Italia sulla Germania, è rimasto su un valore compatibile (comunque sotto 160)  fino alle 17.00.  Nell’ultima mezz’ora è successo qualcosa di incredibile. Il nostro spread ha superato 186… qualcosa come passare a un interesse passivo da 1,6 a oltre il 2,3%… in mezz’ora!

Se vogliamo consolarci la stessa cosa è successa per tutti i paesi d’Europa (VEDI). Il grafico della quotazione è una riga quasi orizzontale con leggere increspature e un picco finale (l’ultima mezz’ora) davvero senza precedenti. Gli altri però non hanno l’enorme debito del nostro paese…

Una pazzia pensare ad un aumento in mezz’ora del 67% per il bond dei Paesi Bassi; Italia, Spagna e paesi scandinavi fra il 25 e il 30%. In controtendenza solo l’Austria (meno 40%), per altro con uno spread già basso. Qualcosa di anomalo, una fortissima variazione, che a memoria personale, almeno per gli ultimi cinque anni, non ha precedenti così generalizzati e massicci.

Sulle ragioni non si sa nulla. Finora non vi sono dichiarazioni da Francoforte (banca europea), dalle banche nazionali. Nulla dai media italiani, ma neppure da Financial Time o da Le Monde. Sembra che questa non sia una notizia e, a nostro avviso, non è pensabile che si tratti di faccenda da trascurare. Neppure i giornali sui media della sera, anche quelli economici, non commentano la notizia.

Verrebbe da dire che si deve stare tranquilli? Non sappiamo che dire e non vogliamo creare allarmismo, ma la notizia ci sembra di quelle che si deve far girare. Prima vengono dichiarazioni ufficiali di chi è per dovere tenuto a emetterle, meglio è.

nb La tabella degli spread europei presa da ilsole24ore è stata azzerata nelle variazioni (ma i dati confermati). Per ora non troviamo altre tabelle aggiornate alle 18.30 del 29 12 2017

  1. #1 scritto da socrate lusacca il 31 dicembre 2017 16:09

    Dal venerdì al calor bianco degli spread europei sono trascorsi tre giorni e nessuna reazione si trova sui media, non c’è istituzione bancaria centrale, europea, mondiale, o che altro, che ritenga di dire nulla.
    Siamo lasciati solo a riflettere; ecco cosa si può pensare:
    > il valore di chiusura 2017 dei bond europei in portafoglio a operatori sovrani, alle grandi banche, vengono valorizzati al rendimento che risulta nel’ultima mezz’ora.

    L’effetto sul bilancio è un valore che migliora i risultato 2017, mettendolo in sicurezza.
    Il che vuol dire che le attese nel 2018 sono di un rialzo dei tassi….

    Per l’Italia aumentano gli interessi sulle emissioni 2018….
    (ma i programmi dei nostri aspiranti premier sono tutti di maggior spesa, aumenti di stipendi e pensioni, riduzioni di tasse e… deficit che cresce, interessi passivi che aumentano)

    RE Q
  2. #2 scritto da socrate lusacca il 4 gennaio 2018 17:40

    Si comincia a capire:
    dal 2018 la BCE farà acquisti di debito pubblico europeo.
    Saranno dimezzati, da 60 miliardi al mese si riducono a 30.
    Gli effetti sui debiti degli stati europei (cosiddetti “sovrani”), sono di un inevitabile rialzo de costo del debito.

    Quindi interessi in rialzo, maggiori gli oneri finanziari cui tendenzialmente saremo costretti a riconoscere ai nostri creditori.

    L’Italia, per il peso del debito può aspettarsi le peggiori conseguenza rispetto agli altri paesi: Draghi ha più volte richiesto ai nostri governanti di utilizzare il periodo trascorso per ridurre l’indebitamento …
    Adesso si farà più difficile

    RE Q
  3. #3 scritto da socrate lusacca il 9 gennaio 2018 17:33

    Lo spread comincia a uscire dalle segrete stanze e preoccupare; in prima fila c’è l’Italia… guarda caso, divenuta il paese più a rischio dell’Europa.
    si sommano la dimensione del debito pubblico e l’incapacità di chiudere in pareggio, con le elezioni e le incertezze dei mercati.
    Ecco l’analisi di WALL STREET ITALIA:
    http://www.wallstreetitalia.com/alert-italia-nel-2018-rischia-nuovo-shock-spread/

    adesso cominceranno i blablabla sui mercanti che ci condizionano, che sfruttano e fanno reddito con i maggiori interessi che dobbiamo pagare,….
    c’è un modo solo perché l’Italia non sia al centro degli speculatori internazionali, uno solo:
    avere i conti in ordine e controllare la spesa pubblica…

    e che Dio ce la mandi buona…

    RE Q

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