Ancora il bilancio: ciò che è bene ricordare: nel 2018 purtroppo

Bilancio: in un ente pubblico come il nostro comune, è lo strumento che compone un identikit in un certo momento della situazione. In primo luogo economica e finanziaria. In questo caso si tratta di beni e risorse (tasse)  che gli amministratori gestiscono in nome e per conto dei Cittadini, che ne sono i detentori, i proprietari. Ne hanno ricevuto delega (ad amministrare), non è “cosa loro”, come troppo spesso appare.

Il bilancio annuale che viene approvato a fine di ogni anno ha carattere di previsione tecnica, poiché descrive le spese, minutamente, che nel 2018 noi Cittadini dovremo sostenere (pagando le tasse). Lo scopo del bilancio (il fine)  in un ente come il nostro non è fare reddito, ma ottimizzare gli impieghi delle tasse.

Il primo dovere nel bilancio, di chi amministra, è dimostrare tutto quanto viene fatto perché le spese siano prudenti, che siano descritti tutti gli sforzi visibili e dimostrabili, del percorso di costo di ciascun servizio individuale, raffrontato anno per anno, per indicare la cifra individuale che nell’anno seguente si va a impegnare, informandone di ciò i Cittadini.

Questa descrizione è neutra, descrive ciò che si dovrebbe fare, che è previsto dalle leggi e regolamenti degli enti locali. Concetti che, con altre parole, sono descritti anche dal DUP (la relazione al bilancio) che settore per settore, questo dovrebbe contenere (VEDI a dimostrazione che non c’è un dato quantitativo che sia uno, tranne il numero de residenti e il reddito medio che, sarà un caso, non genera spese, impieghi delle nostre tasse).

Se chi amministra presenta al Consiglio un bilancio preventivo, dicendo dove spenderà i nostri soldi, senza documentare se questi sono ben impiegati, se sono più ordinati e efficienti dell’anno scorso, ecc., compie una operazione monca, incompleta, insufficiente. Nessuno dei Consiglieri può esprimere un giudizio se svolge la sua funzione con la serietà cui lo obbliga il ruolo: gli mancano gli elementi di giudizio,  i dati per potersi esprimere.

Il bilancio di un ente locale ha anche il compito di avere un suo equilibrio sociale. Deve presentare insieme alle cifre economiche, come interviene  sulle potenziali criticità che si presentano nel territorio amministrato, siano esse individuali o di gruppi, di settori. Anche questo bilancio “sociale è richiesto  dalle normative: i tipi di intervento, i  numeri per ciascuna categoria, criteri economici degli impieghi.

Quali le iniziative per ricondurre le criticità entro un alveo di normalità, ecc. Neppure questo bilancio viene presentato. Un bilancio virtuoso dovrebbe trattare insieme entrambi gli aspetti, integrando i due fattori.  Ma vi è dell’altro: oltre alle partite di ogni anno, dette partite correnti, vi sono investimenti per migliorare e arricchire il patrimonio di beni che servono, che sono utili alla Comunità.

Per gli aspetti patrimoniali (o straordinari) il bilancio deve indicare dove prendere i capitali necessari, e dove li impiega. Tanto più in un bilancio preventivo, fatto di realizzazioni future: promettere è relativamente  semplice; basta mettere progetti e tutti sono entusiasti; facile raccogliere consenso. Per questo i Consiglieri devono essere attenti alle cifre esposte: da dove vengono i capitali. Il significato delle cifre.

Questi che si descrivono sono i princìpi fondanti di un’attività di gestione seria, degna di questo nome.  Perché ricordarlo? Perché in Consiglio tutti, tranne BucciRinasco, fanno mostra di dimenticarselo, purtroppo. Qui citeremo due aspetti importanti e sottovalutati, forse i più macroscopici, emersi dal Consiglio che il bilancio ha approvato.

Cominciamo con il risultato previsto. Come scrivono i Revisori a pag 4 (VEDI), le entrate sono inferiori alle uscite di 500mila euro. Quindi si deve far uso di riserve (che vengono chiamati avanzi di gestione).  Il Patto di stabilità che ha obbligato a mettere in cascina 6 milioni (in 15 anni),  in tre anni è stato consumato per intero, o quasi. Che  non si vogliano chiamare perdite è pretesa poco seria.

Siccome si tratta di spese correnti, è come se in famiglia si comperasse la macchina mettendoci tutti i risparmi costruiti in una vita: un azzardo. Compiuto, gestendo soldi che sono nostri! non di chi ci amministra.  Poi ci sono le opere straordinarie, di cui si vanta un comunicato stampa. Come detto progetti che diventano realtà, possono farsi, solo se vi sono entrate nuove a ciò destinate. La gestione Maiorano in questo modo non ha fatto quasi nulla  in cinque anni finché, nell’ultimo anno ha potuto pescare dalle riserve. Ogni hanno ha ripetuto nel bilancio preventivo entrate che si sono rivelate fumo, nebbia.

Il Consigliere Romanello ha richiesto al ragioniere capo presente in Consiglio, che indicasse il concreto delle entrate messe nei bilanci 2018, 2019, 2020, ogni anno con 2milioni, per un totale di 6. La questione è passata sotto silenzio, il comunicato non ne parla.  Il Ragioniere capo non ha risposto, non ha detto nulla. Siamo di fronte a promesse da marinaio o che altro? È così che si amministrano le nostre tasse?

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