Boschi, Commissione parlamentare, sistema romano, banche, fondazioni

Francamente sono stufo: non ne posso più di tutta questa pantomima della Commissione Casini sulle banche. Credo di non essere il solo, proprio non se ne può più. Una colossale presa in giro pre elettorale che deve essere chiarita. Il sistema dei media che sta al gioco e partecipa al teatrino delle marionette, seguendo i fili che tira il sistema romano.

Non si scopre solo ora che le Commissioni parlamentari sono una sorta di camera caritatis nella quale i partiti, le segreterie, i politici, reciprocamente si condizionano, perché tutti qualche scheletro nell’armadio lo hanno.  Quando lasciare le cose alla magistratura comporta qualche rischio, la soluzione sono le commissioni parlamentari. Che storicamente, sono servite a soffocare la ricerca della verità: non ce n’è una che in settant’anni abbia portato a qualcosa.

Ma ciò che riteniamo importante da chiarire riguarda la storia del sistema bancario italiano;  che i media nascondono. Meglio, conoscendolo bene, non ne parlano per nulla. Sotto elezioni è un argomento delicato: ci si possono trovare interi cimiteri di dinosauri politici, altro che qualche scheletro. Ci è rimasta in mente un’analisi svolta 4 anni fa da Tito Boeri su lavoce.info (VEDI, con il lunghissimo elenco).

Tito Boeri adesso è presidente dell’INPS, mica un qualsiasi tecnico economico. Si vada a vedere in fondo, l’infinito rosario di politici nominati nelle fondazioni bancarie. La presenza dei partiti nel sistema banche è sembre stata sistemica, sempre… fino dal dopoguerra. Nel 1990, obbligati dall’Europa a separare la gestione bancaria dalla occupazione politica, vennero inventate da Carli (Bankitalia) le fondazioni, con obblighi estranei alla gestione delle banche.

Il solito sistema all’italiana: cambiare tutto purché tutto resti come prima. Lo dimostra Tito Boeri, ma è ancora più trasparente la frase intercettata a Fassino (segretario PD): “benissimo, allora abbiamo la banca”. Questo “abbiamo” dice tutto, più di qualsiasi studio, su chi ha in mano potere concreto nelle banche. Allora si trattava di BNL che doveva andare a UNIPOL. Ma la situazione riguarda tutte le banche.

In questo contesto, il comportamento della Boschi è del tutto normale: fa parte del modo d’essere del sistema. Le banche come canale locale per costruire consenso avendo la leva dei prestiti da erogare al sistema delle piccole e medie imprese del territorio. Il PD venne dopo, perché questo sistema, nelle Casse e nelle Mutue bancarie, fu usato dalla dc fin dal dopoguerra.

La crisi del 2007 ha hatto scoppiare la crisi delle imprese, abbiamo perso circa un quarto delle nostre imprese produttive facendo emergere crediti incagliati per cifre esagerate. Soprattutto perché erogate senza o con minime garanzie reali. Questa allegra gestione delle banche è formalmente responsabilità dei banchieri. Ma questi sono stati nominati dalle “fondazioni”, quindi dai partiti (quindi da loro indirizzati): locali o romani.

Per andare più indietro, a spiegare come funziona il meccanismo, non viene a nessuno il ricordo sulla vicenda Andreotti/Sindona, Banca Privata Finanziaria, con quel che è successo, compreso l’estromissione da Bankitalia, del Governatore Baffi e del Direttore generale Sarcinelli  che si opposero a salvarla? con la fine di Ambrosoli e del” banchiere della mafia”…  senza che mai nessuno abbia di ciò chiesto conto al pluri-premier?  Che tutti in questo benedetto paese abbiano la memoria corta?

Boschi ha relazionato da politica come prima hanno fatto tutti, in tutti i tempi. Compresi i partiti presenti nella commissione parlamentare e il suo presidente Casini.  Il sistema bancario italiano è stato così e, possiamo starne certi, continuerà così, come braccio del potere economico dei partiti. Naturalmente ciò non riduce in nulla un suo comportamento estraneo al far politica in modo onorevole.  Gli altri però, i vari esponenti politici, non facciano gli scandalizzati. Il sistema è stato questo fino a ieri: questa la verità storica.

Tag: ,

  1. #1 scritto da socrate lusacca il 3 gennaio 2018 15:23

    Trascorsa la settimana del natale ecco che il circolo PD di casa nostra ha ritenuto utile parlare dell’argomento Commissione Parlamentare sulle banche.

    I lettori faranno fatica a credere:
    un articolo intero per giudizi e critiche in perfetto politichese,
    per sparare le responsabilità qui e là e cita autorevoli economisti de ilsole che trattano la materia sul piano tecnico: i limiti organizzativi.

    Di cosa non parla il PD di Buccinasco?
    Del sistema partitico romano, delle fondazioni bancarie con consigli di amministrazione di nomina politica (Province e regioni), in grado di indirizzare le scelte dei dirigenti bancari.
    Ripetiamo loro la sostanza della situazione per come la vede Fassino.
    “allora abbiamo la banca (BNL)”

    quell’”abbiamo” dice tutto sulla proprietà, e sulla conseguente responsabilità nella gestione,
    quindi di scelte economiche suicide che hanno aggravato pesantemente problemi congiunturali.

    Per gli interessati, vedere:
    https://pdbuccinasco.wordpress.com/2017/12/30/commissione-parlamentare-sulle-banche-una-occasione-perduta/

    RE Q

I Commenti sono chiusi.


SetPageWidth