M5S, Di Maio e il Governo: non ci si può proporre così

Vediamo, dalle notizie “internazionali” del candidato M5S Di Maio, il resoconto di un incontro avvenuto a Roma, Ambasciata di Norvegia, presenti anche i pari grado di Danimarca, Svezia, Finlandia e a rappresentanti di paesi baltici (Estonia, Lettonia, Lituania). Se è veritiero quanto resoconta Huffingtonpost (VEDI), per il futuro dell’Italia c’è da preoccuparsi. Seriamente.

Si legga l’articolo, che è illuminante riguardo a ciò che sostiene il probabile primo incaricato di formare il nuovo governo dopo le elezioni. L’interesse dei paesi rappresentanti nell’incontro è legittimo: cosa si propone di fare M5S qualora fosse al governo? Il riassunto di Huffingtonpost, essenziale, dice tutto:

A loro ha parlato di trattati da riscrivere, governance da rivedere, ma ha provato anche a rassicurarli: “Il referendum sull’euro è l’extrema ratio”. Intanto l’obiettivo che il Movimento 5 Stelle vuole raggiungere andando al governo è “far tornare l’Italia protagonista nell’Unione europea”, avrebbe detto. Quanto all’austerità, di cui i suoi commensali sono i sostenitori per eccellenza, l’esponente pentastellato ha detto che una volta al governo pretenderà cambiamenti in Ue.

Le politiche di austerity non hanno funzionato; bisogna cambiare percorso il che in buona sostanza significa che occorre dare una spinta all’economia attraverso lo sforamento della spesa, aumento del debito (già all’orlo del tracollo) dirottato a investimenti che, incrementi l’attività, il PIL. Il debito in questo modo aumenta ma la crescita dell’economia supera in dimensioni l’aumento del debito, così si dovrebbe ridurre il rapporto deficit/PIL.

Esposizione di un concetto economico troppo semplice, in questi termini. Un piano del genere richiede nottate e giornate di studi, con piani di sviluppo e variabili complesse: centinaia e centinaia di pagine. Che non abbiamo visto da nessun’altra parte Tranne le boutades nei talk show della tv, nelle dichiarazioni e interviste sui giornali.

Basta pensare alla domanda: se ogni anno oggi dobbiamo pagare 70 miliardi di interessi sul debito, quanti ne andremo a maturare negli anni seguenti? Come crescerà il costo delle nostre nuove emissioni di debito pubblico (lo spread)? Quali i tempi nei ritorni dagli investimenti perché questi diventino ricchezza diffusa consentendo un piano di rientro? Ecc. I paesi nostri creditori hanno diritto di saperlo.

Il candidato premier Di Maio avrebbe tranquillamente sostenuto che, se i tentativi di cambiamento andranno a vuoto, solo allora “si farà il referendum sull’euro”. Una specie di ultima ratio dice, che, messa così, ha il sapore di una minaccia all’Europa (come se un rapportarsi del genere fosse naturale).

Non si rende conto, non sa il nostro candidato premier che ogni parola che esprime in questa direzione, con questi termini, impoverisce il paese perché ingenera preoccupazioni in tutti i mercati e governi del pianeta? L’economia è una scienza triste, faticosa e difficile, che obbliga a confrontarsi con i numeri.

Ogni parola che esprime a questi livelli, non ha i medesimi effetti di un talk show. Soprattutto gli effetti esterni di queste uscite costano: siamo il malato d’Europa, se non dell’economia mondiale. Ci rendiamo conto di quanto sia difficile parlare seriamente delle medicine da prendere, durante la campagna elettorale.  Proprio per questo gli ambasciatori lo hanno invitato al chiuso di un incontro conviviale.

Se poi si aggiunge “un saggio” di Carlo Sibilia, che fa parte del nucleo centrale di M5S, nel quale si teorizza l’emanazione da parte di fornitori di servizi comunali, di una “moneta parallela” sotto forma di buoni  che poi finiscono per essere incassati dal comune (VEDI). Il vecchio tentativo di svalutare la moneta creandone una seconda, con l’effetto di scaricarne il minor valore allo stato.

Giovane il Sibilia per ricordare come è finito il doppio corso Peso/dollaro in Argentina, un tentativo simile che non poteva finire diversamente, con la moneta cattiva che scaccia quella buona, che finisce nelle casse pubbliche e in qualche anno il paese salta per aria. Non siamo al 2013.. sono passati quattro anni e le responsabilità sono pesanti, da far tremare i polsi.

Città Ideale non è prevenuta verso M5S e gli articoli sono qui a dimostrarlo. Per carità di patria, c’è bisogno che si mettano da parte le parole in libertà (in economia e amministrazione dello Stato) cominciando a trovare le competenze e gli indirizzi seri, per presentare un progetto credibile sul versante più problematico del Paese: i conti, il debito pubblico, il riassetto economico: di questo ha, innanzitutto bisogno l’Italia.

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  1. #1 scritto da socrate lusacca il 18 dicembre 2017 22:49

    Nelle comunicazioni pubbliche, un candidato premier non dovrebbe lasciare ombre.
    Sui temi ostativi di M5S circa le regole europee, i blog del gruppo sono pieni di interventi e contenuti, anche di taglio diverso, alcuni pure che contengono esercizi di fantasia (sul piano economico).
    Non si può ripetere, come avvenuto oggi, il ritornello:

    “apriremo una vertenza con l’Europa e se non riusciamo a avere risultati facciamo il referendum (come ultima istanza)

    un candidato premier su questioni di questo spessore e rilevanza istituzionale non può lasciare in sospeso i temi in discussione e gli obiettivi che si propone…

    Non può, senza generare una sorta di “ricatto” alle istituzioni europee…
    magari si pensa così di avere maggior forza?

    Non è così… e anzi si rischiano contro-mosse che,
    nelle condizioni in cui è messo il nostro paese,
    potrebbero essere pesanti.
    Bastano 20 giorni di pressioni sul meccanismo degli spread e torniamo al 2011….

    Oltre a generare nei cittadini elettori una condizione preoccupata e riduzione della fiducia

    RE Q
  2. #2 scritto da Andrea D. il 19 dicembre 2017 15:07

    E’ bene ricordare che negli ultimi anni di cosiddetta austerity, la spesa pubblica è sempre cresciuta,
    il suo peso in rapporto al PIL è aumentato, si è sempre fatto deficit e aumentato il già pesantissimo debito pubblico.

    Ora l’Italia è in ripresa, seppur fiacca rispetto al resto d’Europa, ma si pretende di fare ulteriore deficit pro-ciclico: Renzi auspica un 3% annuo, i grillini anche di più!
    Ma se in una fase di ciclo economico espansivo si fa deficit, alla prossima recessione cosa si farà? Il 10%?
    Sarebbe bene notare che (perfino, ndr)

    le, strampalate, tesi keynesiane, in teoria, sostengo l’opportunità di fare deficit in periodi di recessione, ma in periodi di espansione le politiche fiscali dovrebbero essere restrittive

    recuperando così quanto speso in precedenza (in teoria, in pratica non viene fatto quasi mai e la spesa pubblica si gonfia all’infinito!).

    Perché questo, in definitiva, è il principale problema (oltre al fatto della dubbia efficacia):

    il politico ottiene consenso quando spende, non quando taglia,

    per cui se in periodi di crisi si sente legittimato a spendere,
    in periodi positivi, nella migliore delle ipotesi, qualora non si dovesse spingere a ulteriori spese si limiterà a non tagliare.

    RE Q
  3. #3 scritto da socrate lusacca il 19 dicembre 2017 15:15

    Purtroppo questo è Andrea,

    il sistema democratico del lungo periodo espansivo ha dimostrato la sua funzionalità,
    nascondendo o attenuando le criticità fatte dal consenso contro elargizioni.
    Questa classe politica, con un termine indovinato definita “casta” chiusa e autosufficiente,
    proprietaria sostanziale della delega,
    sta dibattendosi cercando di salvarsi senza cambiare…
    cerca di continuare come se il lungo periodo di vacche grasse fosse ancora vivo o stesse tornando, sperando che sia dietro l’angolo

    il sistema romano dei partiti è in mezzo al guado
    e rischia di affondare il Paese.

    buona giornata

    RE Q
  4. #4 scritto da Andrea D. il 19 dicembre 2017 18:08

    Certo che se la novità è il M5S …

    RE Q
  5. #5 scritto da socrate lusacca il 19 dicembre 2017 20:21

    Si propone come tale,
    è fuori dal sistema…
    potrebbe essere una carta nuova su cui puntare…

    ma non si può pensare di andare al governo solo con gli slogan generici.
    Il contenuto di competenze, esperienze professionali, capacità di gestire deve essere elevato,
    tanto più che, ammesso che riescano,
    i giorno dopo avranno il sistema romano addosso come una numerosa muta di cani che cercherà di addentare la lepre alla gola…

    non c’è molto tempo….

    buona serata

    RE Q
  6. #6 scritto da Andrea D. il 20 dicembre 2017 10:01

    Più che fuori dal sistema, a me sembra fuori dalla realtà. Se qualcuno volesse un assaggio, ma di esempi ce ne sarebbero a bizzeffe:
    http://phastidio.net/2017/12/17/proiettili-dargento-non-deducibili/

    RE Q
  7. #7 scritto da socrate lusacca il 20 dicembre 2017 11:34

    Letto l’allegato ed è bene che venga letto anche dagli elettori.
    D’accordo: il sito che suggerisce Andrea è programmaticamente contro M5S, e bisogna tenerne conto.
    Tuttavia è bene separare le citazioni (autentiche, fino a prova contraria) dai commenti che le accompagnano.

    In linea di principio gli oneri che le banche subiscono per gli interessi che pagano ai depositari, sono un costo di gestione.
    quindi è giusto che si mantenga questo costo in detrazione alle entrate, al reddito.
    Togliere questo costo fra le detrazioni, comporta l’aumento degli oneri per la banca, (come per qualsiasi azienda)

    Utilizzare il maggiore gettito che deriva da questa tassa alle banche per proposte alternative, per quanto giuste, non è una soluzione gestionale corretta.
    Sarà inevitabile per le banche ricercare compensi nell’incremento del costo dei servizi ai clienti.
    Chi pagherà quindi sono i clienti, oltre a aumentare criticità a un sistema, quello bancario,
    che oggi è già sottoposto a una fase di crisi mondiale, soggetto a un vero e proprio ridimensionamento (nella modalità con cui fino a oggi ha operato)

    La semplicità di certe soluzioni basic,
    > se ha effetto comunicativo per acquisire consenso,
    > non va assolutamente bene nel momento in cui i problemi concreti del paese si devono affrontare.

    Questa è la criticità, oggi, di M5S..

    buona giornata

    RE Q
  8. #8 scritto da Andrea D. il 21 dicembre 2017 09:48

    Il sito,phastidio.net, non è contro il M5S: è un sito di economia non di politica. Semplicemente sottolinea come, troppo spesso, le proposte del M5S (e non solo, del PD, di Fi etc etc.) siano disconnesse dalla realtà, che si può ignorare finché si è all’opposizione, ma con la quale bisogna fare i conti quando si è al governo.

    RE Q
 
 

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