Buccinasco: verde, non consumo di suolo, e soldi da spendere

Il bilancio preventivo, in questo caso il 2018, è un’occasione per capire indirizzi e intenzioni dei pro tempore che ci amministrano. Quanto alle spese, sono indirizzati sempre più verso contratti lunghi. Tre anni, o cinque o più, perfino nove anni per il contatto dell’illuminazione. Poi vi sono gli investimenti che, dicono, non possono essere affrontati con entrate correnti (le nostre tasse).

Intanto cosa sono gli investimenti: immobili, impianti, cose nuove. Oltre a questi vengono aggiunti le spese straordinarie. Queste dovrebbero essere “straordinarie” cioè derivanti da fatti o conseguenze di fattori imprevedibili: per esempio un meteorite che sfonda il tetto di una scuola, per cui non è inserito nelle manutenzioni ordinarie e bisogna rifare il tetto.

A Buccinasco (probabilmente anche in molti altri  comuni) è invalsa in questi anni la scelta di definire come opere straordinarie le scuole, strade, marciapiedi, piste ciclabili che, lasciate andare per anni senza la corretta manutenzione ordinaria, richiedono poi spese robuste per essere rimesse in ordine. Risolvono il problema chiamandole “spese straordinarie”.

A queste opere, si aggiunge poi la proposta di un palazzetto dello sport tutto nuovo. Per tutte queste spese straordinarie il comune può reperire i soldi ma, senza aumentare le tasse. Stando agli ultimi due anni, ad esempio, ha fatto uso delle riserve accumulate, perché obbligate dalla legge: lo Stato, per non sforare troppo sul deficit, ha preteso dai comuni l’accantonamento dei margini di gestione con l’europeo Patto di Stabilità.

Avanzi di gestione degli anni passati che dal 2016 il comune ha potuto utilizzare… circa sei milioni: tutto finito im pochi mesi. Già consumato quasi del tutto. Adesso, Finite le riserve, restano queste possibilità:

  1. Risparmiare nella gestione e accantonare gli avanzi, come in passato obbligati dal Patto di Stabilità;
  2. Impiegare quanto ricavato da oneri di urbanizzazione di nuove costruzioni;
  3. Ricorrere a mutui pluriennali;

Chiarite le premesse, spiegata la situazione in cui deve operare chi amministra, vediamo come questa è stata interpretata e si vuole applicare nell’esercizio  2018, che entro questo Dicembre deve essere approvato. Per le opere da compiere, sopra sinteticamente descritte, finite le riserve, cominciamo col precisare che l’ipotesi 1. Risparmiare, fare avanzi di gestione e poi, solo dopo, impiegarle:  questa non è considerata.

L’ipotesi 3.  Ricorrere ai mutui pluriennali, è in parte già richiesta, per un milione. Rimane la sola ipotesi 2. Rilasciare nuove costruzioni (il mercato sta muovendosi, anche se con fatica e rischi non trascurabili). Ipotesi consentita dall’abitudine; meno dalla descrizione letterale dell’imposta: “oneri di urbanizzazione” indica chiaro lo scopo e la destinazione del ricavato. Cioè servono a coprire  i costi che derivano dall’aumentata urbanizzazione, la nuova costruzione: strade, fognature, impianti elettrici e idraulici, ecc.

Ma c’è dell’altro: un cul de sac in cui si è messa la coalizione di maggioranza che da tempo ormai immemore ha giurato e spergiurato sul principio immutabile del NON CONSUMO DI SUOLO.  A meno che non escano con un Regolamento ove si stabilisce che il NON CONSUMO DI SUOLO vale solo per gli altri. Loro, che sono  integerrimi, a prova e al di sopra di ogni sospetto, possono decidere diversamente.

BucciRinasco viene loro incontro per toglierli d’imbarazzo: invece di piazzare nuove case qui e là,  cancellando il verde, in mezzo a cementi, capannoni d’antan, o ex, magari vuoti da anni Mantengano il principio del NON CONSUMO DI SUOLO, realizzando il residenziale nelle zone centrali, rimuovendo macerie e ruderi, zone vetuste, sostituendole con nuove abitazioni. In attesa che finalmente rimettano mano in modo organico a un progetto urbanistico degno di questo nome.

  1. #1 scritto da Andrea D. il 14 dicembre 2017 12:21

    Tutto molto logico, ma si fanno i conti senza l’oste!

    Recuperare le zone dismesse, con conseguente demolizione e smaltimento degli edifici esistenti, costa molto di più che costruire ex-novo!
    Per cui se, date le cubature concesse e gli oneri richiesti, costruire su “nuovo” suolo potrebbe essere preso in considerazione, il recupero viene scartato senza appello.
    O si cambiano le condizioni, cubature e/o oneri, o non se ne fa niente.

    Questo è stato detto, con molta onestà, da Buccirinasco in campagna elettorale e l’attuale maggioranza ha strumentalizzato, per meri fini propagandistici di consenso, la questione tirando in ballo il famoso partito del mattone.

    Ma, come si sul dire,i nodi vengono al pettine e le bugie hanno le gambe corte.

    Buccinasco avrebbe meritato di meglio, ma hanno preferito non votare.

    RE Q
  2. #2 scritto da socrate lusacca il 14 dicembre 2017 17:19

    Andrea, che costi mettere mano a sistemare il territorio di Buccinasco,
    facendo pulizia del costruito da demolire,
    riqualificando il piano urbanistico di Buccinasco,
    è un fatto da cui si deve partire, da cui l’amministrazione deve partire.

    Non per escludere ciò che è indispensabile fare, con un progetto di nuove costruzioni a casaccio,
    fatte dove c’è terreno del comune da vendere,

    Tutto per farsi belli e realizzare un palazzetto dello sport ?
    a spese della vivibilità di una cittadina che da alcuni anni sta degradando?

    le complessità che vengono dal riuso delle aree da dismettere è questione che va affrontata e risolta.
    Non elusa, facendo finta che non ci sia

    Certo, se a gestire il municipio ci fosse un’altra amministrazione la visione dei problemi sarebbe ben più organica e compiuta, con le dovute informazioni, il confronto con gli operatori del settore, i cittadini…
    Un insieme che deve essere guidato verso soluzioni condivise….

    buona serata

    RE Q
  3. #3 scritto da Giulia il 15 dicembre 2017 10:54

    buongiorno premesso che capisco poco di “macchina comunale” di sicuro mi potreste chiarire le idee:
    vero costruire nuovo costa di più, questa manfrina l’ho già sentita e risentita,
    ma di contro abbiamo cattedrali nel deserto che diventano sempre più fatiscenti e non gradevoli alla vista; come risolvere questo?
    non lo so ma da perfetta ignorante mi viene da dire: chi dismette i capannoni si faccia carico della riqualificazione: è possibile?
    palazzetto dello sport: è necessario? o chiudiamo i vecchi (ammesso che ci siano così diventano altre cattedrali in disuso e si userà quello nuovo? anche qui sono impreparata;

    illuminazione: tutto il mondo sta cambiando: non più lampadine ma led dicono (prendo per buono) si risparmia,tra l’altro ho notato che negli anni l’illuminazione è sempre più carente non parliamo di strade e marciapiedi e notevole sporco dappertutto tra cui escrementi animali,
    certo qui il comune conta poco ma evidentemente ai cittadini sta bene vivere nello sporco,
    piste ciclabili promesse da Carbonera in poi e mai realizzate o, peggio, realizzate e subito chiuse e i motivi si sanno. Si potrebbe continuare ma preferisco fermarmi.

    Termino con una battuta spero me la passiate:
    da anni sostengo che ogni governo sia esso centrale o comunale, dovrebbe essere gestito da una schiera di casalinghe perché solo loro sanno far quadrare i conti…..
    buona giornata

    RE Q
  4. #4 scritto da socrate lusacca il 15 dicembre 2017 23:42

    Vede giulia,
    il concetto da cui partono persone come lei e noi considera la cosa pubblica come non propria,
    da preservare nelle sue decisioni di spesa avendo ben presente che si tratta delle tasse dei cittadini…

    proprio il buon senso delle casalinghe, come dice lei….

    buona serata

    RE Q
 
 

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