Elezioni e le cose da fare: dal FMI il PRO-MEMORIA PER PARTITI E CANDIDATI

La campagna elettorale per le nuove elezioni è partita e si sta sviluppando. Non a Buccinasco però, almeno entro la maggioranza non sembra esserci il problema; o meglio, si ritiene per ora stare alla finestra, non sapendo bene cosa scegliere fra le ipotesi di “sinistra progressista”, per ora due.  Si preferisce il basso profilo sperando che alla fine qualcuno trovi un tema “elettorale”.

Tema elettorale: la traduzione della locuzione in buona sostanza si può chiarire così: un argomento che accalappi il consenso di elettori idealmente vicini… ovvero metta in difficoltà i competitors (meglio, se ciò avviene con un unico tema). Un agire comune a tutti in Italia, senza che il sistema dei media riesca a farli parlare, sui temi veri per il paese. I media sembrano abituati a fare da diffusori di temi e argomenti che sono i candidati a porre. Un mondo alla rovescia.

Ecco  in questa Italia i temi su cui sembrano agitarsi i destini del paese: i fascisti (per spaventare non si usa neppure il termine neo-fascisti); l’età della pensione (non l’abolizione delle pensioni eccessive e dei vitalizi); la violenza alle donne (un argomento cui non si oppone nessuno); lo jus soli (o meglio la legge depositata, ancora da approvare); lo jobs act; il lavoro indeterminato (come se si potesse ottenerlo per legge); ridare i soldi ai correntisti delle banche fallite (vedi sotto); il minimo vitale di 1.000 euro a tutti (senza dire da dove si prendono i soldi).

Viene pubblicata da “ilsole24ore” un articolo intervista a Christine Lagarde,  direttore operativo del FMI (Fondo Monetario Internazionale) la quale parla dei temi fondamentali cui deve impegnarsi l’Italia. Non ce n’è uno di quelli elencati in precedenza, mentre di quelli che lei ritiene come essenziali, ineludibili, nessuno passa per i nostri media, per le bocche oratoriali di candidati premier o loro corifei. Siamo messi male, davvero.

Visto che questi temi su cui ci pressa FMI (ma anche gli economisti di tutto il mondo, a cominciare dall’Europa) non si informano gli elettori; non partiti e candidati italiani, ma neanche i media; visto che di questa intervista i giornali nazionali sembrano essersene dimenticati, riteniamo informarne i lettori di Città Ideale; non è incoraggiante ma crediamo utile rifletterci.

“un risanamento dei conti a un ritmo appropriato, per mettere l’economia su un chiaro trend di riduzione del debito e fare le riforme strutturali che aiuterebbero” Tradotto sinifica che bisogna smetterla di fare bilanci in deficit, occorre ridurre le spese pubbliche (a cominciare dalla politica).

“ Vediamo ancora rigidità nel mercato del lavoro, con una struttura duale dell’occupazione”. L’eccessiva e contradditoria normativa nel lavoro… parere che, piuttosto che dalla globalizzazione, viene da una visione globale delle normative negli stati avanzati e degli effetti favorevoli o di ostacolo al lavoro che discendono dalle normative. Circa la struttura duale… viene alla mente la differenza fra statale e non pubblico… fra posto garantito dallo stato e lavoro che c’è quando utile, se fa reddito.

“Il meccanismo dei negoziati salariali deve riflettere l’evoluzione della produttività”. In altre parole i contratti devono essere aziendali e gli aumenti vanno correlati al merito, ai risultati. La meritocrazia in Italia è una parolaccia per i sindacati, ma anche per tutti i partiti quando sono sotto elezioni: quanto pesa la paura di perdere consenso dagli statali.

“… affrontare il problema degli Npl (crediti insoluti nelle banche, ndr) è di importanza cruciale. Si può fare, ….. Chiunque voglia la stabilità finanziaria sa che ripulire il sistema è un obiettivo necessario. … va fatto a un ritmo ragionevole, ma … bisogna affrontare la questione con forza. E lo diciamo da molto tempo”.  Altro tema che fa paura ai candidati; c’è anche chi straparla di restituire i soldi, invece di trovare il meccanismo che faccia pagare banchieri e politici per i prestiti  senza garanzia fatti agli amici.

“Quello che mi preoccupa è se le coalizioni o i Governi di minoranza dovessero portare alla paralisi delle decisioni in campo economico. È molto probabile che l’esito delle elezioni in Italia sia una coalizione, della quale non posso conoscere la natura. Se riducesse la capacità di riparare il tetto a causa di un’agenda politicamente motivata, certo, questo potrebbe essere un problema”. È diplomatica Lagarde: se non si riduce il debito pubblico, per motivazioni politiche, di consenso… sarebbe un problema. Un monito che deve preoccuparci; al di là del garbo, visto il ruolo di chi si esprime, deve farci paura.

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