Antimafia, Assessore, maggioranza e cittadinanza onoraria

La questione che affrontiamo riguarda la proposta di cittadinanza onoraria a Nino Di Matteo, PM e procuratore a Palermo. La questione che lo ha posto alla ribalta delle cronache nazionali è il processo che ha tuttora in corso, riguarda l’inchiesta sulla trattativa stato-mafia. Un tema delicatissimo, soprattutto poi se sotto elezioni.

Va notata che questa proposta, venuta dal Consigliere Alberto Schiavone in rappresentanza  del Movimento Cinque Stelle, è stata dal Consiglio votata all’unanimità. Quindi dovrebbe aversi nei prossimi mesi  (finora la data non è stata ufficializzata) la cerimonia che, ce lo auguriamo tutti, vedrà la consegna ufficiale dell’onorificenza (perché tale è) a un magistrato tosto, che tira dritto.

È stata ora diffusa la copia verbale del Consiglio, l’elemento che consente di raffrontare il testo della deliberazione proposta da Schiavone con quello emendato dalla maggioranza, che è stato approvato. Una curiosità da pignoli? No, no; una verifica su aspetti che anche alla visione della seduta ci era apparso curioso. Abbiamo avuto bisogno del riscontro formale; tredici emendamenti non sono poca cosa…

Abbiamo  composto in forma mista il testo approvato, ove si sono evidenziati in blu gli inserimenti introdotti, in rosso quelli proposti da Schiavone e eliminati (VEDI). Utile comprendere il senso dei cambiamenti proposti,annacquati in tredici emendamenti.  A cominciare da una modifica da cui sparisce il proponente dell’iniziativa, che ben poteva (e doveva) essere indicato, per esempio.

Ancora: che cosa ci sta a fare l’Assessore antimafia, se su una proposta del genere nulla ha da dire, da eccepire, da chiarire. Se non altro per motivare i singoli emendamenti (che nessuno, ripetiamo nessuno della maggioranza ha spiegato). Già questa assenza di motivazioni, fa nascere quesiti legittimi  (e la nostra curiosità). Ma c’è dell’altro di maggior sostanza.

Va premesso ai lettori che il neo Cittadino onorario non è proprio allineato all’area antimafia di mestiere del PD e compagnia. Mettendo le mani su tutti gli aspetti  dell’inchiesta sulla trattativa stato-mafia, e sulla sparizione dell’agenza rossa del povero Borsellino, oltre che su altri micro elementi che lo hanno posto alla ricerca di approfondimenti delicatissimi. Questi riguardano esponenti delle istituzioni fra cui l’allora Ministro dell’interno Rognoni e il Presidente della repubblica in carica: Napolitano.

Ecco allora che una frase, della proposta Schiavoneche riteniamo essenziale, è stata espunta (cancellata). Qui la riportiamo, perché intendiamo che non passi sotto silenzio. Questo magistrato si distingue per la volontà decisa di giungere a un chiarimento. È comune sentire che fra stato e mafia vi siano stati (e possono esservi tuttora) forme di relazioni e condizionamenti reciproci, fra cui rientrano anche voti compravenduti.  Eccola la frase espunta dal PD:

Nino Di Matteo ebbe a dire: “Lo Stato ci dovrebbe mettere in condizioni adeguate per lottare contro la mafia ed il salto di qualità che occorre fare sarebbe un aiuto da parte dei politici, ma nei fatti non vedo nessuna volontà politica. Molti politici definiscono noi magistrati come politicizzati, dei protagonisti egocentrici. Sono gli stessi politici che adesso parlano bene di Falcone e Borsellino, quando un tempo lo dicevano di loro”.

Chiaro il senso di questa frase, motivo forte della proposta di cittadinanza onoraria. Un magistrato che viene ritenuto degno perché deciso a sostenere la sua azione, senza fermarsi. In particolare in relazione ai comportamenti discutibili di “parte dei politici”… Che il PD abbia espunto questa frase, senza motivarla, si può cogliere una forma di coda di paglia, evidente.

Così come è evidente che l’associazione Agende Rosse, che sostiene la magistratura per la verità su Borsellino e la sparizione della sua agenda, sia un altro elemento che non vogliono sostenere. Che brucia. Sempre senza motivazione, la frase che segue è stata espunta dal PD. Eccola:

  • ed esporre sul palazzo comunale uno striscione da richiedere al Movimento delle Agende Rosse  che dichiari tale impegno,

La coda di paglia?  Sembra confermata con questa eliminazione, per renderla digeribile al PD (che è probabile abbia deciso a Milano il comportamento a tenere e il senso delle “ripuliture”, annacquate in tredici emendamenti, perché non emergesse apertamente la paglia a forma di coda). Per completare l’operazione, poi aggiungono l’autoaffermazione di essere in prima linea e adamantini… ecco:

….la nostra città, attiva ed impegnata nella lotta alla mafia come dimostrano le tante iniziative promosse in questi anni per la diffusione di una coscienza civica antimafiosa.

Già altre volte ci è capitato di citare l’affermazione di Talleyrand: “sourtout pas tropo de zèle”, declinabile anche dalla precedente latina Excusatio non petita, accusatio manifesta”. L’antimafia è roba loro: vogliono apparire gli unici e veri possessori della verità antimafia. Con l’Assessore silente, anche quando mettono la sordina su aspetti che li imbarazzano davvero….

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  1. #1 scritto da giulia il 6 dicembre 2017 11:41

    cadiamo sempre più in basso,
    già l’assessore è silente ma

    spesso il silenzio tuona e rivendica parole

    RE Q
  2. #2 scritto da socrate lusacca il 6 dicembre 2017 13:13

    Vede giulia,
    questa cittadinanza onoraria ha manifestato una differenza non trascurabile, fra la proposta e la sua approvazione

    importante che comunque sia stata approvata…
    Circa i giochini (noi li valutiamo così) entro cui si perdono gli epigoni di questo ex PCI,
    tuttora ancorati al pensiero unico,
    per cui la personalità di un magistrato che dimostra carattere e volontà di andarci a fondo,
    debba essere ripulito, evirato, togliendo, non riconoscendogli gli elementi che lo distinguono,
    perché possa essergli accordata la cittadinanza onoraria…

    dimostra, se ancora ce ne fosse bisogno,
    quanto sono lontani dalla realtà concreta dei Cittadini

    buona giornata

    RE Q
 
 

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