A Buccinasco il Viaggiator Goloso: qualche considerazione e storia

L’apertura di un punto vendita della moderna distribuzione non è una gran notizia. Nel caso però, crediamo che valga la pena una riflessione e una conoscenza, viste le caratteristiche del brand, insegna che comprende un gruppo di 180 punti vendita che fanno capo a Finiper di Marco Brunelli. A sua volta fotocopia imprenditoriale di un altro grande della distribuzione organizzata privata: Esselunga di Bernardo Caprotti.

Fermiamoci oggi all’ultima linea di prodotti nata entro il gruppo: Viaggiator Goloso. Una scelta nella proposta distribuita che si inserisce nella filiera nata ormai trent’anni fa con il marchio Slow Food, aggiornatasi e sviluppata con Eataly di Facchinetti, quella più nominata per il suo respiro internazionale, quest’ultima che viaggia a braccetto con il mondo Lega coop.

L’idea che all’inizio appariva quasi bizzarra, come riflessione alternativa al fenomeno Mc Donald, con il fast food fatto di poche cose prodotte in modo eguale su scala continentale e poi globale, che si affianca alla distribuzione alimentare fatta di magazzini che offrono prodotti di aziende mega, a loro modo globali. Il tutto in una linea, in un processo che standardizza tutto. Processo industriale con il vantaggio nel prezzo finale: sempre più uguali, dallo stesso sapore, colore, marchio.

L’Italia è a suo modo diversa, si distingue da questo modo di uniformità industriale globale. Una delle forze che ci distingue è la media e piccola impresa produttrice. Anche nell’alimentare, le centinaia, migliaia, di produttori locali a loro modo di nicchia, che non possono iscriversi in un processo unificante e piatto. Che fanno della differenza, dell’ambiente, del modo di produrre un valore. Questa reazione che potremmo definire sociale, in Italia, sta prendendo piede.

Uno dei risultati dell’evoluzione può individuarsi nel Viaggiator Goloso. Non dobbiamo descrivere la varietà e la scoperta di nuovi marchi poco conosciuti, di prodotti locali particolari che stanno trovando un loro canale di distribuzione, tale da dare loro quasi nuova vita. Non più solo prodotto di nicchia per categorie di utenti numericamente ristrette o più attente.

Il negozio di Buccinasco ora aperto si propone come un percorso simile ma non identico al supermercato tradizionale: cura il km zero, la specificità di prodotto. Elementi che fanno premio sulla qualità, che non ha il vantaggio del più economico. La differenza però si scopre che è modesta, sostenibile. Si rivolge a una clientela che è attenta alla qualità più che alla quantità.

Buccinasco è il terzo (e più organico) punto vendita del Viaggiator Goloso. Avrà successo ? E’ probabile e crediamo sia un percorso che, in Italia soprattutto, è destinato a modificare l’offerta complessiva, con benefici per il PIL e per la piccola e media azienda alimentare.

Una cosa da sapere: i grandi marchi, quelli più storici, pur mantendo il nome sono oggi nella maggioranza proprietà delle multinazionali della grande distribuzione. Gli acquisti di prodotti meno noti ma di qualità devono trovare un’attenzione crescente, che genera lavoro, ma anche un’alimentazione meno abbondante e più gratificante, e salutare.

Che Buccinasco sia stata individuata quale terreno di diffusione di una proposta di mercato certamente innovativa nell’alimentare, ci fa piacere. Con l’augurio che questa strada, questo percorso di offerta alimentare, si diffonda mantenendo le caratteristiche che ci distinguono come Italia, ma anche per un percorso di salute: un poco meno ma meglio, per vivere meglio e star bene.

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