Gli orti comunali a Buccinasco: un esemplare metodo per sprecare nostri soldi

Ogni centesimo che la nostra amministrazione impiega nella sua gestione proviene direttamente dalle tasche di noi residenti. Bene ricordarlo sempre, perché capita sovente che se ne dimentichino i nostri gestori pro tempore. Non sono somme a loro disposizione: devono pianificare le spese, raccogliere il consenso, informare preventivamente sulle decisioni e infine: rendicontare.

“…. in un’ottica di supporto al reddito familiare. La volontà dell’amministrazione è proseguire a erogare” (parole di Assessore nel Consiglio del 23 novembre)

Che in passato  ci sia stato qualche primo Cittadino attento alla spesa, aspetto fondamentale della gestione in municipio, i Cittadini con più esperienza lo ricordano. La professoressa Francesca Arnaboldi, il sindaco Guido Lanati con la sua lista civica. Finiti quei tempi… quelli di adesso poi, stanno diventando addirittura prevaricatori.  Ad esempio l’Assessore antimafia e, sembra, anche dei servizi alla persona, sostiene che questi costi non li devono rendicontare.

Siamo su un punto dell’ordine del giorno che ha quale oggetto gli orti, in particolare il suo regolamento.  Cambiamenti quasi di routine, dice l’Assessore che la motivazione dell’aggiornamento è: allungare le possibilità di rinnovo del Comitato ortisti, ora con due anni di massimale. La giustificazione che racconta in Consiglio l’Assessore sembra un poco tirata: la richiesta di coloro che sono nella carica,  di permanere nel ruolo oltre i due anni.

Sarebbe stato meglio avere una richiesta con una firma dalla maggioranza degli ortisti, visto che sono loro a autogestirsi… mettere in un regolamento comunale un criterio ordinario di autogestione, non è il massimo di autonomia. Qui siamo comunque alla gestione semplice, più che ordinaria.

Situazione che diventa meno banale e preoccupa, quando  il Consigliere Caterina  Romanello di BucciRinasco,  in Commissione chiede i dati sulla gestione orti. Vien fuori, ad esempio, che gli orti comunali costano uno sproposito. Il tecnico non è in grado di fare cifre; l’assessore si rifiuta: non sono dati utili perché lo scopo è “sociale”;  il Consigliere quindi attenda i dati che ha già richiesto e se ne faccia una ragione.  Vediamo allora cosa ha detto  Romanello in Consiglio:

La  premessa è dovuta: per conoscere lo stato dell’arte, per capire quanto pesa, le domande su quanto altro in commissione abbiamo dovuto porre domande specifiche, che qui elenco per conoscenza dei Cittadini (e dei Consiglieri). Gli orti individuali sono 177 in via degli Alpini, 101 in via Lavoratori, di fianco al campo sinti. Un totale di 278 orti.

Oltre a questi vi sono altri orti (una trentina) che un privato concede in uso, in via San Francesco, sulla stradina pedonale che la collega a via Cadorna. Altri  dispersi ve ne sono. Questi ultimi non sono regolamenati e non costano alla Comunità. C’è una domanda non risolta di 25 Cittadini. I posti gestiti sono tutti occupati.

Il comune incassa contributi annui di 70 euro (Alpini) e 55 euro (per Lavoratori), per un totale teorico di 13.508 euro. Adesso viene la sorpresa: il responsabile tecnico ci riferisce in commissione che per il comune il contributo richiesto è quasi irrisorio…. La gestione degli orti costa di più… molto di più, ma non è in grado di esprimere una cifra, neppure orientativa.

Se non ricordo male la gestione antecedente, dal mandato Lanati a quello Carbonera, era basato per il comune sul solo costo di impianto. Conduzione, acqua e quant’altro era coperta dal contributo richiesto. Agli ortisti assegnatari spetta il compito di mantenere tutto in ordine, interno e circostante ai medesimi.

Cosa mai è successo? perché adesso il contributo richiesto è “quasi irrisorio”?

Insomma, come ha fatto la gestione degli orti a diventare così deficitaria? No! Dice l’Assessore. Col mandato Maiorano si è dato anche accesso a disoccupati e in questo contesto l’orto assume un carattere di supporto al reddito familiare. Inoltre gli ortisti sono pensionati e non possono farsi carico dell’opera di mantenimento dell’orto e ambienti circostanti. Ma, porca l’oca, come è possibile che un Ufficio in municipio assuma spese senza tenere sotto controllo il quanto, il come, il dove? SONO RISORSE DEI CITTADINI!! Perché allora non assegnarla in convenzione?

Argomenti di poca moneta quelli dell”Assessore. Anzi sbagliati perché in Commissione il Tecnico ha affermato che oltre il 95% degli ortisti è composto da pensionati; dei disoccupati lunghi  ce ne sarà uno o due, forse. Per una ragione molto semplice, che l’Assessore mostra di non conoscere: il costo dei prodotti coltivati in autonomia è mediamente superiore, e non di poco, al prezzo d’acquisto al mercatino. E allora

QUESTE PERDITE DA DOVE VENGONO ?

Inoltre le opere di sistemazione circostanti agli orti, sono davvero di poco conto e queste operazioni sono previste (e vengono confermate dal regolamento testé approvato!). Art. 5.6: E’ obbligo dell’assegnatario effettuare la manutenzione del perimetro esterno del vialetto prospiciente all’orto assegnato, nonché il taglio dell’erba e la pulizia generale. Più chiaro di così! Che altro il comune deve spendere oltre l’acqua e la poca luce (l’incasso, se tutti pagano, supera i 13.000 euro).

Dove mai andranno a finire tutte le altre spese (che si coprono con i soldi dei Cittadini?) Vedremo i numeri, quando arrivano. Per ora possiamo dire che gli argomenti dell’Assessore sono molto deboli. Troppo . A noi viene in mente un certo modo di costruire il voto di scambio, aumentando la platea di esentati (qualcosa di simile a 1,3 milioni di mancati versamenti alla mensa di Corsico, che il sindaco Errante ha rimesso a posto in qualchemese)…. Vedremo: augurandoci che non sia così.

  1. #1 scritto da Miserabile di Montecristo il 27 novembre 2017 14:11

    Egr. Sig. Saccavini, purtroppo non mi sembra affatto una novità:

    hanno il “potere” e lo usano come meglio credono, con la pretesa,
    per giunta,
    di non dover rendere conto a nessuno!

    Ma visto che metà dei cittadini di Buccinasco non ha votato pare che vada bene così.

    RE Q
  2. #2 scritto da Saccavini il 27 novembre 2017 17:59

    Adesso il puntino sulle “i” provo a metterlo io…

    Il potere degli eletti, pro tempore,
    non è proprietario,
    bensì una delega che li obbliga a compiere il loro dovere di amministrare

    in nome e per conto dell’interesse intero della comunità…

    saluti

    RE Q
 
 

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