Scuola: Piano di diritto allo studio è fuori dalla legalità

Il piano di spese dell’anno scolastico in corso è stato presentato Martedì 14 ai Consiglieri, per la discussione in Commissione il giorno 16. Ventidue pagine con descrizioni interessanti. In particolare per le iniziative che aumentano contenuti e quantità di tempo che impiegano.

Manca un raffronto con gli anni precedenti, indicando e motivando le ripetizioni, le novità,  il costo unitario diretto (paga  il Comune) e quello che deriva da finanziamenti  sovraordinati (regione o ministero).  Manca l’indicazione se queste ore impegnate nelle attività ulteriori rientrano nell’orario scolastico normale o sono ulteriori (in totale oltre 1.700 ore). Dovrebbero essere  ore che vengono sottratte all’istruzione standard. Questi corsi scolastici autonomi che fanno parte del Piano per il diritto allo studio (VEDI).

Dei contenuti pareremo poi.. per adesso qualche commento sul modo di procedere. Il piano allo studio è obbligatorio e discende da leggi nazionali e regionali, che vengono finanziate in parte, per altre sono sostenute con risorse del comune. Quali le spese nostre e quelle che vengono da fuori, il documento non lo dice. Ci piacerebbe saperlo, come conoscere la natura delle spese (docenti, associazioni, o che altro):  ne abbiamo diritto.

Il modo di presentarlo: l’Assessore vicesindaco ha introdotto la spiegazione scusandosi per un ritardo (dopvrebe essere discusso e approvato a Luglio)… causa elezioni e nuova amministrazione, ha sostenuto. Le strutture coinvolte: i tecnici del municipio in mancanza dei politici non sanno che fare?

La preparazione è avvenuta entro il municipio convocando le sole scuole pubbliche statali. Non sono invece state avvertite ne convocate le scuole pubbliche parificate, il che è come minimo cosa grave, gravissima. Il sistema di istruzione in Italia, “la scuola pubblica” dal 2008, si compone di scuole statali e di scuole parificate (non statali, che si obbligano a portare avanti i piani ministeriali e si assoggettano ai controlli pubblici).

È evidente che le scuole pubbliche non coinvolte non sono state messe in grado di assolvere ai piani legislativi che così sono stati adottati per le sole scuole statali. Al riguardo è diffusa  una confusione di merito rispetto alle leggi, nel municipio.  La stesura presentata ai Consiglieri contiene perle come queste (pag2):

ll Comune si assume e dà coerente attuazione al suo dovere etico – sociale di promuovere e tutelare l’educazione, l’infanzia e l’adolescenza, oltre a quello di sostenere le giovani generazioni durante tutta la loro formazione sia all’interno delle scuole pubbliche che all’interno delle scuole private, mediante la sottoscrizione di convenzioni bilaterali.

Quanto ha fatto notare il Consigliere ingegner Caterina Romanello, circa le definizioni adottate (oltre questa anche altra, nella stessa pagina: “suddette scuole, pubbliche e private paritarie”), hanno portato alla correzione immediata, ma il principio ispiratore con cui si è realizzato, è conseguenza della errata, illegale, concezione del sistema scolastico adottata.

Eppure lo stesso documento, riporta i principi ispiratori delle leggi e le modalità con le quali devono essere applicate (sempre a pag 2), che con tutta evidenza non sono state rispettate:

I valori di cui sopra, però, devono coinvolgere, in modo sempre più diffuso, non solo le istituzioni locali e scolastiche tradizionali, ma l’intera società.

Insomma il Piano allo studio 2018 come presentato non è stato realizzato in conformità delle leggi. Cosa faranno adesso? Non hanno informato tutte le scuole (tranne quelle “di casa”) su inviti e scadenze per la presentazione del Piano d’istruzione. Hanno ripartito le risorse in modo squilibrato, a favore di una parte, a danno di altri: Cittadini di serie A e di serie B.

Non hanno coinvolto “l’intera società”, non avendone informato le famiglie, i genitori.  Solo i soli rappresentanti dei medesimi presso le scuole “preferite”.  Tutto il piano quindi, a rigore di legge, come riporta la stessa introduzione che loro hanno presentato, è estraneo ai principi fondanti delle leggi in questione. Vedremo ora se vorranno mettere mano alla situazione e ripristinare la parità di trattamento.

Per finire, ma non è che un ulteriore conferma, il documento in questione, riporta un’altra frase qui introdotta, che nulla ha a che vedere con le norme di legge in questione. Eccola (pag 22):

Il 25 maggio 2016 è stata stipulata la Convenzione con cui sono stati regolati i rapporti economico-finanziari e gestionali tra il Comune di Buccinasco e la Scuola Materna Parrocchiale per gli anni scolastici 2016/2017, 2017/2018 e 2018/2019. L’Amministrazione Comunale corrisponderà per l’anno scolastico 2017/2018 un contributo massimo pari ad  € 430.000,00, nel rispetto di quanto previsto in convenzione

Il finanziamento erogato alla scuola d’infanzia in questione non fa parte del Piano di studio, ma è altra cosa e diversa. Si tratta di una scelta dell’amministrazione che ha ritenuto più conveniente per la Comunità la struttura parrocchiale anziché la realizzazione e la gestione   in proprio, che costerebbe molto, molto di più.

Il Piano per il diritto allo studio e le risorse per la sua ottimale esplicazione richiede risorse altre e diverse, cui la scuola d’infanzia parrocchiale,  pubblica, ha diritto di ricevere essendo messa in condizione di presentare specifici piani di studio… come tutte le altre.  Inserire questa frase ha il significato di attribuire un sovracosto straordinario al Piano per il diritto allo studio, mentre, lo ripetiamo, è una scelta al risparmio (anche ingiusta), oltretutto facendo pagare la differenza  alle famiglie frequentanti.

  1. #1 scritto da lorena castellini il 19 novembre 2017 09:53

    discende da leggi nazionali e regionali, che vengono finanziate in parte, per (!!!) altre sono sostenute con risorse del comune, come conoscere la natura delle spese (docenti, associazioni, o che altro):
    ne (!!!!) convocate
    cui (!!!!) la scuola d’infanzia parrocchiale, pubblica, ha diritto di ricevere essendo messa in condizione di presentare specifici piani di studio… come tutte le altre.

    Inserire questa frase ha il significato di attribuire un sovracosto straordinario al Piano per il diritto allo studio, mentre,
    lo ripetiamo, è una scelta al risparmio (anche ingiusta), oltretutto facendo p
    (dovrebbe (!!!)….

    Suggerisco di fare attenzione alla correttezza ortografica e morfosintattica…

    RE Q
  2. #2 scritto da socrate lusacca il 19 novembre 2017 11:44

    Senz’altro cerchiamo di aver cura, per quanto possiamo e con tutti i limiti che confessiamo, alla correttezza ortografica.
    Per quanto riguarda l’area morfosintattica, non siamo così addentro nella terminologia scolastica per capirne il senso dovuto. Siamo andati sul Devoto Oli perché comprendano i lettori (“studio delle componenti morfologiche che concorrono alla formazione della frase”).
    Si capisce che lei fa parte del mondo della scuola…. e auguriamo ai suoi discenti di trarre frutto dalle sue competenze morfosintattiche.
    Grazie comunque.

    Quanto alla questione sollevata dall’articolo (il piano di studio 2018 di Buccinasco)… ecco, forse il suo esprimersi risponde a tutti i criteri cui accenna ma, perdonerà, non è agovolmente comprensibile.
    Circa il contenuto … i contributi che versa il Comune (e quelli che distribuisce al sistema scolastico locale) devono essere ripartiti con equità a tutti i Cittadini che della scuola pubblica usufruiscono. Questo non è.
    Certo che la coperta data (gli stanziamenti definiti dal comune) se non ha riguardato tutti coloro che della scuola usufruiscono, dovendola rivedere, si riduce… la coperta è sempre corta.
    Tutte le scuole pubbliche hanno diritto di presentare progetti, ma il piano di studio comunale deve essere il risultato di un coinvolgimento esteso, allargato alla Comunità e a tutte le scuole…
    Che, riteniamo noi, ogni sccuola deve ricevere per tempo (diversi mesi prima) gli indirizzi generali e le aree che l’amministrazione considera prioritarie, entro un valore economico limite, anche orientativo.
    Questo non è stato fatto… è d’accordo professoressa?
    Buona domenica

    RE Q
 
 

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