Municipio: reato di dipendente sanzionato in cassazione. Si continua?

Una vicenda che risale al 2008 (ormai dieci anni fa), ha interessato il Municipio di Buccinasco, di cui qui si è già più volte parlato (VEDI ad esempio questo del 12 Novembre 2014, con ben 60 commenti).   Detto in due parole si tratta di stalking. Allora il comune si era appellato affiancandosi al colpevole (allora presunto).

Si ritorna sul tema perché la vertenza cui la vittima è stata costretta a rivolgersi è la cassazione. Che ha confermato le responsabilità penali al colpevole. Ma anche le responsabilità civili in solido per il nostro comune. Un articolo di questo settembre che riguardava altro dipendente (sospeso dal servizio), la domanda della giornalista: su questa faccenda dello stalking  il comune che fa? Risposta: aspettiamo le motivazioni della cassazione.

Motivazione che alla data dell’intervista era ampiamente evasa e  disponibile già a Luglio(?!). Abbiamo atteso il succedersi degli eventi per capire come si sarebbe comportata la nostra amministrazione. Importante, perché la sentenza penale è definitiva e qualche decisione si dovrà prendere (o forse no?).  Già questo è un punto, che dovrebbe essere chiarito.

Non basta però, perché la cassazione ha motivato anche l’obbligo a rispondere in sede civile da parte  della nostra amministrazione, nella qualità di datore di lavoro. Dice la cassazione nella motivazione,  infatti:

“tuttavia nel caso in specie ….. l’esercizio delle funzioni pubbliche ha comunque agevolato la produzione del danno della persona offesa. E tale circostanza è comunque sufficiente per ritenere sussistente il requisito dell’occasionalità necessaria e quindi la responsabilità dell’art. 2049 del cod. civ…”

L’italiano dei giudici è sempre di interpretazione complessa: in pratica la P.A. è responsabile di un reato commesso dal dipendente. Nel caso in esame le segnalazioni  della dipendente agli enti superiori del Municipio non hanno portato a interventi dissuasivi o che rendessero non più praticabile una vessazione contraria ai codici. La dipendente alla prima occasione è stata costretta a lasciare il Municipio di Buccinasco.

Sono seguiti comportamenti degli amministratori che sostanzialmente si sono affiancati al colpevole di stalking, nel respingere le denunce penali e civili della dipendente. Dopo questa sentenza (03 Aprile 2017) cosa è avvenuto? Nei confronti del dipendente responsabile, a 8 mesi, nulla. Nei confronti della vittima: il comune si appella in sede civile risparmiare sul pagamento dei danni (VEDI, su Albo Pretorio 08 novembre) con decisione della Giunta che da incarico al tecnico…

È questa l’unica strada percorribile? Crediano di no. Fin da prima il comune avrebbe dovuto intervenire con atti tangibili ricercando una soluzione compositiva e individuando la soluzione più opportuna riguardo al colpevole. Ha compiuto l’opposto. mantenendo nelle funzioni il responsabile e opponendosi alle pretese della dipendente di veder riconosciute le sue ragioni; spendendo soldi dei Cittadini.  Altri ne spende ancora adesso per il legale (quasi novemila euro).

La nostra amministrazione assume così un comportamento che ha del vessatorio verso una dipendente che ha subito stalking. Lei ha dovuto percorrere tutte le sedi giudiziali per aver ragione definitiva in cassazione, e adesso subisce l’ulteriore respingimento, costretta a ricorrere per veder riconosciute le sue pretese legittime. Non basta ancora, forse, tutto quanto ha dovuto patire?

Questo comportamento reiterato ha generato costi, e altri ne verranno, per l’inevitabile sentenza civile che non potrà disconoscere la sentenza di cassazione.  Un comportamento illogico, da gestori che dei nostri denari, delle nostre tasse proprio non si curano… il famoso prudente e misurato agire del buon padre di famiglia cui per legge devono attenersi. Ballano 70mila euro…. adesso, ma tutta la vicenda arriva a 100mila potenziali

Di eventi contro lo stalking in difesa delle donne il comune ne ha svolti diversi. Una manifestazione perfino stabilita lo stesso giorno in cui contro la dipendente ricorreva in appello nel 2014.  Adesso ne viene indetta un’altra, da svolgersi 4 giorni dopo, il 12 Novembre.

Manifestazioni su cui è facile costruire consenso vista la generale ripulsa verso fatti di questa natura, subiti dalle donne in particolare. Ci si aspetta che queste manifestazioni facciano seguito a fatti coerentemente in linea. Vale il FARE, prima di tutto. Non la recita…. Cari amministratori.

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  1. #1 scritto da socrate lusacca il 15 novembre 2017 19:35

    Si deve ringraziare un lettore che ci segnala un difetto (strano):
    l’allegato della delibera di spesa non risulta collocato bene e non si può vedere.
    Abbiamo provveduto a correggere e integrare

    buona serata al lettore e a tutti

    RE Q
 
 

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