Antimafia a Buccinasco: qui la ‘ndrangheta la facciamo vincere?

L’affermazione avrà del paradossale, ma poi mica tanto. L’argomento che affrontiamo è la gestione dei beni confiscati nel nostro comune. Ve ne sono diversi: ogni tanto viene organizzato il giro per far conoscere i beni confiscati. La situazione però ha aspetti problematici non trascurabili, di cui si parla troppo poco.

Il silenzio mentre l’amministrazione combina cose, oppure mentre non ne fa, mentre su questo tema si lascia che fra i Cittadini girino voci incontrollate,  forma la base degli elementi che porta al familismo amorale: alla pratica di un agire fattuale,  fuori del controllo diffuso della Comunità.  Il silenzio diventa un alleato dell’anti-stato.

Intanto vediamo la situazione: non è agevole ma l’elenco aggiornato dei beni confiscati si può rintracciare sul sito del comune (VEDI). Una decina di unità immobiliari, interessante da leggere, con un valore di stima complessivo, certificato di 3,5milioni.  Pubblicazione obbligata dalla legge, che deve essere sempre aggiornata. Dovrebbe essere resa più fruibile e implementata sullo stato di ciascun bene, sui costi che questa gestione ha generato distintamente.

Le regole della gestione sono vincolanti: trasferiti agli enti locali che potranno gestirli direttamente ovvero assegnarli in concessione, a  titolo  gratuito, ad associazioni del terzo settore, seguendo le regole della massima trasparenza amministrativa. Descrizione di spirito statalista e “buonista” che di fatto, anziché un ritorno per la Comunità diventa un’opportunità per associazioni e coop per loro scopi “sociali”  e business.Un esempio in corso riguarda l’immobile di via Nearco  assegnato gratis alla Coop sociale Villa Amantea  che ne fa uso per gestire 6 minori non accompagnati di provenienza siriana, prendendo 300mila euro dal ministero.

Ne abbiamo già parlato: questo esperimento SPRAR termina a Gennaio 2018. Bisognerà individuare a cosa adibire i locali liberati. In scadenza nel 2018 anche due taverne e un box deposito (per dieci anni ad Amici Missioni Indiane AMI). Altro bene su cui si dovrà ragionare, coivolgendo Commissioni, Consiglio , associazioni e Cittadini.

Il bene più noto è una villa in via Flli Rosselli, sede della Croce Rossa di Buccinasco. destinazione senz’altro appropriata e efficiente. Quanto al resto siamo a scelte di impiego “sociale”, anche ben poco fortunato. L’immobile più importante (via Odessa), del valore che supera il milione, è stato un disastro. Ci è già costato parecchio; alla fine abbiamo anche dovuto metterci 400mila euro di nostri soldi per coprire un mutuo impagato dal gestore.

Per quest’ultimo, sempre in assenza di notizie ufficiali, sembra siano previste destinazioni “sociali” simili a quelle di via Nearco,  per cui si richiedono altre ristrutturazoni. Non solo sono mal gestiti, ma ci costano e generano problemi sociali. Questi sono veri,  per i Cittadini, che con coloro che usufruiscono devono convivere.

Parliamo ancora dell’appartamento di via Don Minzoni nel quale, con una decisione incomprensibile, si è fatto un danno reale, economico e non solo, per tutti i condomini: ecco la conseguenza che racconta l’oggi sindaco, allora vicesindaco:

Tra i beni confiscati alla criminalità organizzata e assegnati al Comune di Buccinasco, ci sono alcuni appartamenti utilizzati dall’Amministrazione comunale per le emergenze. Tra questi, uno è stato assegnato a una famiglia con due minori, uno dei quali gravemente malato e bisognoso di vivere in un ambiente salubre. Gli altri figli maggiorenni (tra cui il ragazzo arrestato ieri) avrebbero dovuto trovarsi altre sistemazioni.

“I condomini – spiega il sindaco – da mesi lamentano molti disagi e comprendiamo la loro esasperazione tanto che abbiamo deciso di trovare un’altra sistemazione per la famiglia, mamma e due minori, e nel frattempo di incontrare tutti i condomini per condividere le nostre decisioni e le loro preoccupazioni”.

“Lo scorso venerdì abbiamo comunicato lo sfratto – continua il sindaco – poi la doccia fredda: la rapina compiuta dell’altro figlio, già lì dopo un primo arresto: è evaso dagli arresti domiciliari, ha rubato il portafoglio una ragazza a cui va la nostra solidarietà, è stato fermato e processato per direttissima. Il giudice ha deciso di rimandarlo agli arresti domiciliari proprio nello stesso appartamento e ci impone di non trasferire la famiglia. Insomma, in un bene confiscato a un mafioso siamo obbligati a ospitare un pregiudicato che per giunta sta creando disagi enormi a tutti i vicini. Non possiamo che accettare le decisioni del giudice, ma come comprenderle? Noi dobbiamo tutelare i nostri cittadini: chiederemo alle forze dell’ordine di intensificare i controlli e lo stesso faremo noi con i servizi sociali, ma non possiamo condividere questa decisione” (31 Ottobre 2017).

Qualcosa nell’assegnazione dell’abitazione non ha funzionato. C’è stata superficialità, a voler essere benevoli. L’abitazione in un condominio sarà anche del comune ma ciò non lo autorizza a metterci dentro chiunque. La prima funzione del sindaco è la tutela dei Cittadini, di cui è il rappresentante e il tutore.  Con loro va condivisa la scelta. Tutto ciò che sta accadendo è conseguenza di una decisione sbagliata.

Sbagliare nella gestione dei beni confiscati è cosa particolarmente grave, così come non può accettarsi che vi siano appartamenti e altre unità libere, non occupate  man mano che si rendono disponibili. Non tenerle vuote o chiuse per anni (come in via Indipendenza, come in via Cadorna). È stato nominato un Assessore antimafia, perché questa gestione sia efficiente e produttiva di effetti visibilmente positivi, che la comunità deve conoscere, che deve condividere.

Se non è così, che ci sta a fare? occorre un piano sulle unità abitative, preordinando un elenco di soggetti e situazioni che hanno concreto titolo per un assegnamento positivo. Le inefficienze come quelle di via Odessa o questa di via Don Minzoni, le unità sfitte e non utilizzate,  sono un regalo all’anti-stato… Altro che la ‘ndrangheta ha perso… se ci dimostriamo così incapaci e pasticcioni, la ‘ndrangheta la facciamo vincere.

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  1. #1 scritto da socrate lusacca il 6 novembre 2017 14:50

    Il sindaco qui non scrive, fa uso di comunicati o addirittura di un giornale per replicare.
    Esce infatti su il giorno d’oggi un articolo sul tema, che conferma tutta la tragicità di una assegnazione che ha inteso prevalere sulle pressanti osservazioni e perplessità dei cittadini condomini.
    Nell’articolo ci dice oggi il sindaco, che è stato commesso un errore, che non succederà più… (ma lui era il vicesindaco…):

    http://buccinasco.cittaideale.cerca.com/wp-content/uploads/2017/11/Il_Giorno_6nov17_Via-Don-Minzoni-e-i-vicini-difficili.pdf

    RE Q
 
 

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