Via Di Vittorio, facciamo chiarezza

Andrea Dalseno ci fa avere le sue riflessioni, la sua analisi dall’isola di Malta, dove vive e lavora. La essenziale ma puntuale analisi dimostra che la distanza non reca alcun limite. Le domande e le carenze descritte, gli interrogativi sono tutti condivisibili. Il comunicato dell’assessore e del sindaco sembrano una timida apertura al confronto, il che va apprezzato.

Staremo a vedere i passi concreti, ufficiali, che seguiranno al comunicato. I cittadini, attenti e vigili, seguiranno senz’altro i passi successivi che l’amministrazione seguirà. la questione relativa agli alberi, che a nostro pare necessita di un chiarimento, è il piano di sostituzione. Riteniamo senz’altro proponibile un piano progressivo di alcuni anni che consenta di evitare l’abbattimento immediato e totale come sembra finora da quanto descritto. altro aspetto che deve essere approfondito.

(Andrea Dalseno 03 Novembre 2017) Da qui non sempre riesco a seguire tutte le vicende di Buccinasco e soprattutto non mi è possibile approfondire più di tanto le questioni, ma il “caso” via Di Vittorio non è stato possibile ignorarlo per la rilevanza avuta, soprattutto sui social.

Veniamo al primo punto: perché via Di Vittorio va rifatta? Non ho trovato alcun documento ufficiale in merito; sui social mi è stato mostrato un comunicato stampa del Comune. Prendiamolo per buono anche se i comunicati stampa non sono documenti ufficiali (qualcuno forse ricorderà il roboante comunicato stampa del Comune che titolava qualcosa del tipo “Nessun avviso di garanzia per sindaco e vicesindaco” quando nella realtà, si è scoperto poi, erano entrambi indagati).

Il comunicato stampa sostiene che le piante sono malate e da abbattere. La questione risale al lontano 2009. Nessun documento ufficiale reso disponibile, però. Alberto Schiavone ha dovuto fare una richiesta di accesso agli atti per averlo (gli ho chiesto di pubblicarlo, non è coperto certo da segreto di Stato, ma finora non mi risulta sia stato fatto). Sulla vicenda si innesta una curiosa ricostruzione dell’ex sindaco (non esimio) Maiorano secondo la quale, se ho capito bene, il documento sarebbe stato occultato (???) e lui ne sarebbe venuto a conoscenza solo nel marzo 2014 (comunque oltre tre anni fa!).

Si sostiene, poi, che la larghezza della carreggiata non rispetta le “nuove” (nuove? la legge è del 2001!!!) norme di legge e che quindi la strada vada necessariamente rifatta (sulla questione non ho competenza per cui non so dire se la previsione sia assoluta o sia in qualche modo derogabile; spero che qualcuno con più competenza di me possa fare chiarezza). Prendiamo l’affermazione per buona.

Dunque, che la strada non fosse a norma doveva essere perfettamente noto, visto che la legge ha oltre 15 anni. Che le piante dovessero essere abbattute anche, visto che la relazione è del 2009. Accettiamo, col beneficio d’inventario, la versione di Maiorano secondo la quale il documento è rimasto occultato fino al marzo 2014, ma da quella data doveva essere chiaro che un intervento fosse necessario!

Cosa avrebbe dovuto fare, a mio avviso, una buona amministrazione? In primo luogo, anche perché non è escluso che in un prossimo futuro la stessa sorte non tocchi a qualche altra via, avrebbe dovuto attivarsi per predisporre un percorso partecipato che coinvolgesse i cittadini nel progetto di riqualificazione, progetto (anzi progetti visto che la partecipazione ha senso se di dà una qualche possibilità di scelta non se si impone l’unico progetto possibile perché non si poteva fare altro) possibilmente redatto dagli uffici competenti (e non dato all’esterno spendendo fior di euro). Con una serie di incontri, in un tempo più che ragionevole, si sarebbe potuto arrivare a un progetto finale condiviso dai cittadini (far contenti tutti non è sempre possibile, ma una larga condivisione sì).

Invece, a quanto pare, per oltre tre anni non si è fatto nulla e poi, tutto d’un tratto, ci si rende conto che è tardi (terribilmente tardi come diceva il Bianconiglio di Alice), si affida il progetto all’esterno (perché gli uffici sono troppo impegnati, così dicono), progetto che prevede una serie importante di cambiamenti tra i quali l’abbattimento di tutte le piante e la sostituzione solo parziale delle stesse (94 piante da abbattere, ma in origine erano oltre 130, una quarantina sono già state abbattute, sostituite da “solo” 40 piante ad alto fusto), e lo si presenta, come cosa fatta e immodificabile, ai cittadini. C’è da stupirsi se una parte di questi si sia sentita presa in giro e abbia manifestato il proprio malcontento?

Le opposizioni, Buccirinasco e M5S, si fanno promotrici delle istanze dei cittadini e presentano, a tempo di record, un progetto alternativo (qualcuno suggerisce migliorativo, ma io preferisco che il giudizio lo diano i cittadini) che ha il pregio di salvare tutte le piante (138) contro le 40 previste dal progetto originario (si sostiene a costi sovrapponibili, anzi inferiori) e lo depositano in Comune affinché venga esaminato dai tecnici.

Invece di applaudire e essere contenti di avere un’alternativa (è sempre meglio poter scegliere piuttosto che non avere la possibilità di farlo) sui social si scatena un putiferio: pochi residenti giustamente interessati, ai quali l’idea di votare per scegliere il progetto, quale non importa, alla fine sembra sia piaciuta, molti i sostenitori a prescindere che mettono in piedi un vero e proprio fuoco di sbarramento (in alcuni casi con osservazioni veramente disarmanti). Ma l’idea che i cittadini possano scegliere li disturba così tanto?

Oggi (venerdì) altro comunicato del Comune nel quale, con una parziale inversione di marcia, si accetta di modificare il progetto, definito immodificabile, aggiungendo alcune piante. Già questa è una, parziale, vittoria dei cittadini (e delle opposizioni). Nel comunicato si sostiene che il progetto alternativo non è realizzabile perché troppo costoso, evidenziando una diversità di vedute fondamentale tra chi ha esaminato il progetto, i tecnici suppongo, giungendo a quella conclusione e chi lo ha redatto.

A mio avviso, un’amministrazione costruttiva favorirebbe l’incontro “tecnico” tra le parti per dirimere la questione. Lo faranno? Speriamo di sì. Di cosa dovrebbero avere paura? Quali interessi dovrebbero avere per non permettere ai cittadini di fare una scelta? Non ne vedo francamente il motivo.

Sceglieranno, invece, la via autoritaria imponendo il propio punto di vista? Spero sinceramente di no, ma ne hanno facoltà. Hanno vinto le elezioni, soprattutto grazie al massiccio astensionismo e quindi, se vogliono, possono farlo.

Voi che amministrazione preferireste? Una che impone d’imperio il proprio (quasi) insindacabile punto di vista o una che coinvolge i cittadini e li rende partecipi? Oggi tocca a via Di Vittorio, ma se domani toccasse alla vostra via cosa vorreste?

  1. #1 scritto da ISLERO il 5 novembre 2017 12:30

    Dovremmo prendere familiarità con questo modo di procedere da parte di questa Amministrazione?
    Penso proprio di sì, l’atteggiamento “poco decoroso” del Sindaco assunto durante la riunione cittadina ne è la chiara dimostrazione.

    I suoi assunti e dettami denotano un atteggiamento dittatoriale è pericoloso, che riporta a brutti ricordi del passato.
    Rimane importante che al centro della politica ci sia il cittadino, quindi alla realtà amministrativa va legata la consultazione preventiva e la partecipazione.

    Ottimo l’esempio dell’opposizione che si dimostra propositiva e, comunque la si pensi, forte di una alternativa valida.

    RE Q
  2. #2 scritto da Andrea D. il 5 novembre 2017 22:31

    Vogliono imporre d’autorità il loro punto di vista?
    Possono farlo, ma senza accampare scuse patetiche.

    Hanno vinto le elezioni, grazie alla maggioranza dei cittadini di Buccinasco che ha ritenuto di non votare,
    e quindi ne hanno facoltà.

    Al limite si può tentare, con ben poche speranze di successo, qualche manifestazione di protesta, ma nulla più.

    Però che ci risparmino il teatrino della scelta obbligata, dell’urgenza (ma se è roba del 2009!!!)
    e del non si poteva fare altro!
    Che abbiano il coraggio di assumersi le proprie responsabilità.
    Almeno questo.

    RE Q
  3. #3 scritto da socrate lusacca il 5 novembre 2017 22:40

    In effetti la giustificazione standard

    non-si-poteva-fare-altro

    è nello stesso tempo
    un’ammissione di scelta che contiene delle tare,
    una giustificazione da podestà: ho il potere e così ho deciso,
    posso farlo e dovete tenervelo così…

    E’ già eccezionale essere riuscire ad ottenere una revisione del progetto iniziale

    buona serata

    RE Q
  4. #4 scritto da Cesare il 6 novembre 2017 13:06

    Buongiorno,
    un chiarimento, in questo blog scrivete che la giustificazione data per via Di Vittorio
    da parte dell’amministrazione è “non si poteva fare altro” vado sul blog del sindaco e trovo queste affermazioni:
    Rino Pruiti
    3 novembre, 2017 12:21
    Infatti lo hanno detto solo Romanello e Schiavone
    Io non ero presente, chi ha detto la frase suddetta? la minoranza o la maggioranza?

    Buona giornata
    Cesare

    RE Q
  5. #5 scritto da Adriano Carena il 6 novembre 2017 13:48

    Ho comprato casa in via Di Vittorio nell’anno 2000,
    sedotto anche dalla casa,
    ma soprattutto dal contesto:
    da questo viale alberato che oggi sto ancora ammirando nello splendore dell’autunno.

    Debbo dire che concorderei totalmente su una soluzione che prevedesse, quale scelta prioritaria, un piano pluriennale per l’abbattimento degli alberi superstiti
    (sempre che sia indispensabile abbatterli) ed il concomitante reinsediamento di tutti i 138 alberi ad alto fusto originari.

    Grazie dell’attenzione.
    Adriano Carena

    RE Q
  6. #6 scritto da socrate lusacca il 6 novembre 2017 14:26

    La frase da noi riportata è messa, virgolettata se non andiamo errati,
    come conclusione dell’articolo uscito su SIoNO della settimana scorsa.

    Al nostro Sindaco capita spesso di dover esprimere precisazioni che
    sono in contrasto con quanto pubblicato (e non smentito).

    Viene meglio ripetere questa frase del sindaco:
    “Ringraziamo i consiglieri comunali e i professionisti da loro incaricati – dichiara il sindaco Rino Pruiti – per averci mandato il progetto alternativo. Li ringrazio sinceramente perché significa che hanno a cuore la nostra città e la via Di Vittorio a cui tutti noi teniamo particolarmente…..

    che da sola conferma anche la sostanza….

    buona giornata

    RE Q
  7. #7 scritto da socrate lusacca il 6 novembre 2017 14:28

    Grazie a Adriano Carena,
    indimenticato presidente di Sosteniamo Buccinasco..

    un cordiale saluto

    RE Q
  8. #8 scritto da Andrea D. il 6 novembre 2017 14:59

    Sig. Cesare, ecco cosa ha detto un giornale locale il giorno dopo la serata:

    Giochi già fatti
    Alla domanda ha risposto Pruiti, secondo il quale i costi di un intervento diverso sarebbero triplicati

    perché bisognerebbe spostare la carreggiata e rifare tutti i servizi che corrono sotto il manto stradale.

    Non solo. Il progetto è costato 20mila euro, dovrà essere messo a gara entro il 20 novembre, e non ci sono i tempi per poterlo ripensare. I giochi, cioè sono già fatti.

    E allora sulla sala è tornata ad aleggiare la domanda: se non si può più modificare, a che cosa è servito convocare l’assemblea? Una semplice presa d’atto? (VEDI)

    Giudichi Lei.

    RE Q
 
 

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